I gioielli del museo

Ieri ho fatto visita al museo del monastero benedettino di Santa Giulia, ed è stata ancora una volta una grande sorpresa.

Avevo già visitato Brescia una volta, di sera, per assistere a un balletto di danza contemporanea (che non mi era per nulla piaciuto: utilizzavano musica di Mahler per cose spaventose). Il centro città illuminato nella maniera giusta e quell’architettura sempre in salita per via dei colli sui quali è edificata avevano già colpito la mia immaginazione. Il museo di Santa Giulia ancora di più.

Due aspetti in modo particolare hanno acceso la mia fantasia:

1)  il percorso museale, che si snoda tra alti e bassi, tra antichità e modernità, tra arte medievale e domus romane, capace di richiamare il percorso di una vera e propria quest;

2)  I gioielli straordinari conservati nel museo.

Eccovene alcune fotografie.

Sembro scomparso – aggiornamenti

BANNER versione BpiccoloSembro scomparso, ma non lo sono. La strada per completare il VII volume di Storia di Geshwa Olers (i cui primi sei volumi sono acquistabili su Amazon) è ancora lunga, ma nell’arco di due o tre mesi dovrei riuscire a vedere il traguardo. Vi annuncio già che sarà il volume più rivoluzionario, come ho già scritto altre volte in altri luoghi.

Il sole sulle bianche torri sarà composto da tre parti. La prima di queste è uscita su Feedbooks alcuni mesi fa e non ha avuto il successo in termini di download che avrei sperato, forse perché prima parte di un’unità (al momento) monca. Il che è comprensibile. La seconda parte sarà il punto di snodo di tutta la saga, perché metterà nella giusta luce qualunque cosa sia stata scritta nelle tremila pagine precedenti. La terza parte costituirà la degna conclusione. Il volume comprenderà, ovviamente, tutte e tre le parti.

Nell’attesa di questo VII volume, potete continuare ad acquistare i miei due romanzi horror pubblicati con Dunwich Edizioni (qui trovate Trasmissione inversa), che mi stanno dando piccole soddisfazioni, oppure un altro di quelli autonomamente messi in vendita su Amazon. In ogni caso, ancora un grazie a tutti, in modo particolare a coloro che hanno iniziato a seguire questo blog in un periodo di magra.

Fabrizio

Sui luoghi dei romanzi – Zoagli, ovvero La ragazza della tempesta e Veniva dal mare

I luoghi dei miei romanzi sono (quasi sempre) esistenti, anche quando si tratta di paesi totalmente inventati (come nel caso di Verulengo).

Esprimono caratteristiche proprie della mia gente, dei Veneti o dei Veronesi. La maggior parte delle volte, degli Italiani. In due casi particolari, però, ovvero La ragazza della tempestaVeniva dal mare, il paese è realmente esistente e l’ho descritto prima di esservi stato concretamente, per poi scoprire di averlo descritto piuttosto bene. Si tratta di Zoagli, bellissima località tra Rapallo e Santa Margherita Ligure, dove mi sono recato in vacanza in quest’ultima settimana. Località meravigliosa!

In questa cittadina avvengono gli accadimenti che portano Lidia Panfili a bussare alla porta di Riccardo Gaglioffi, a innamorarsene fino al punto di non poterlo più lasciare, nonché alle disavventure che la riguardano, soprattutto nel secondo volume e, poi, nel terzo (che deve ancora essere pubblicato).

Perciò, perché non dare un’occhiata non solo alle fotografie che pubblico in questo post, ma anche ai due romanzi pubblicati tramite Amazon? La ragazza della tempesta e Veniva dal mare vi aspettano!

Montecastello – Garda Lake

unnamed
Il Monte Baldo, vulcano spento, chiamato Monte Shangil in “Storia di Geshwa Olers”.

Da Montecastello, sulla sponda bresciana del Lago di Garda, si gode di una veduta spettacolare del lago e del Monte Baldo. Il Lago di Garda e il Monte Baldo hanno una particolare importanza nel mio romanzo fantasy Storia di Geshwa Olers: il primo è chiamato Karnaset, il secondo Monte Shängil. Del Karnaset si parla in modo particolare – collegato al Midilonge – in Il viaggio nel Masso Verde, e del secondo se ne parla in modo speciale in La battaglia di Passo Keleb.

Eccovi alcune foto.

Trasmissione inversa /1

51GOJ4R0NKLOvvero, dell’arrivo di Cthulhu.

In uscita per Dunwich Edizioni domani 28 giugno 2016, Trasmissione inversa è il mio ultimo romanzo horror. Un romanzo a tinte forti, che non mancherà di scuotere gli stomaci più deboli e soddisfare i palati più fini. Ultimo volume del ciclo di Cthulhu Apocalypse, cui hanno partecipato anche le penne – per dirne alcune – di Claudio Vergnani e Daniele Picciuti, il romanzo può essere letto indipendentemente dagli altri.

Trasmissione inversa ha 150 pagine circa ed è acquistabile su Kindle Store a questo indirizzo.

La trama: Autunno 2015. Un villaggio immerso nella nebbia vicino a Verona. Un uomo torna dal lavoro e siede a tavola con la moglie e il figlio di tredici anni, che ama più di ogni altra cosa al mondo. Si risveglia sulla poltrona all’una e un quarto di notte. Gli altri già dormono. Non capisce cosa stia vedendo sullo schermo della TV ancora accesa, si rende appena conto che è qualcosa che lo terrorizza quando si alza, va in cucina, cerca nei cassetti, prende un coltellaccio, ma lo lascia cadere per terra. Meglio l’accetta. Esce, va nella legnaia e sale a compiere il suo dovere. 
Con questo omicidio apparentemente incomprensibile inizia l’incubo di Verona, l’ondata rossa di follia, come viene subito ribattezzata dai media. Un poliziotto e un giornalista fanno del loro meglio per capire cosa stia accadendo, nella speranza di riuscire a bloccare le stragi familiari che si susseguono a ritmo serrato. Mai avrebbero immaginato che i loro incubi adolescenziali, fatti di romanzi horror e sette magiche, potessero divenire quotidianità. 
Cthulhu è dietro l’angolo. Aspetta soltanto che qualcuno pronunci le parole giuste.

A domani con altre anticipazioni.

Superpromozione fantasy, horror e romance su Amazon

genereSolo per domani venerdì 29 aprile su Amazon, una superpromozione di alcuni titoli fantasy, horror e romance di Fabrizio Valenza.

Ecco la lista completa:

Il viaggio nel Masso Verde – fantasy
La faida dei Logontras – fantasy
Il cammino di un mago – fantasy
La battaglia di Passo Keleb – fantasy
I ghiacci di Passo Ceti – fantasy
La guerra dei gelehor – fantasy
La ragazza della tempesta – romance
Veniva dal mare – romance
Notte senza uscita – thriller
Strega – horror
L’alieno nella mente – racconti soprannaturali
Il cantastorie orbo – horror
La filosofia del baule – poliziesco
Amore, poi risorto – raccolta di poesie
Una prosa efficace: pochi consigli ma buoni – saggistica

15 titoli. E voi, siete pronti a scaricare il vostro? Potete anche fare il download di ciascuno. Passate parola!

Veniva dal mare, in vendita su Amazon

copertina2tris (2)Da oggi il romance Veniva dal mare è in vendita su Amazon. Si tratta, come già sapete, del seguito di La ragazza della tempesta, e verrà completato da un terzo volume, che uscirà entro fine estate. Se volete, potete leggerlo gratuitamente con kindle unlimited.

Questa è la pagina di acquisto.

Ed ecco la trama: Sempre lo stesso incubo: Riccardo che si allontana camminando sul mare, per raggiungere un’altra donna, la donna del suo passato. E lei, Lidia, sprofonda nelle acque in tempesta. Cosa la fa sentire tanto insicura? Sono forse le voci che circolano in paese, a Monterosso, cioè che nemmeno troppo di segreto lui si veda con un’altra, in piscina?
Nulla in confronto a ciò che accadrà quando la ex di Riccardo, un’inglese che di colpo si presenta a casa loro a Zoagli, farà irruzione nella loro vita.
Riccardo è perso per sempre o è solo la sua paura? Perché il suo primo grande amore veniva dal mare e lei teme di non poterlo eguagliare.
Il secondo volume della “trilogia dell’isola”, più avvincente che mai, più misterioso che mai.

Il difetto, l’arte e la maschera

wp_20150221_12_30_29_pro
“Homeless” di Sergio Zagallo. La fotografia è tratta dal blog http://artburner.blogspot.it/

La scrittura è arte?

Di tanto in tanto mi capita di vivere situazioni che svelano la realtà di me a me stesso. È, a dire il vero, un’eventualità che auspico per chiunque si voglia dedicare a un’arte.

Nell’arco degli anni mi sono imbattuto molte volte in chi sostiene che la letteratura o la scrittura non siano arte o non siano arte tout court. Mi sono sempre stupito di una simile posizione, perché mi ha dato ogni volta l’idea che dietro l’affermazione si celi una giustificazione non dovuta, unico motivo la consapevolezza di non essere davvero scrittori o di non sentirsi tali.

La scrittura, invece, è un’arte, e una delle più raffinate. La scrittura è simulazione, è illusione, è sogno e creazione di sogni. La scrittura – e di conseguenza tutta la letteratura – è un’altra prospettiva. Quando la scrittura non si mostra per questo, allora sono d’accordo, non è arte, ma non è nemmeno vera scrittura.

Tuttavia, vorrei puntare l’attenzione su un’altra questione: ovvero sul perno dell’arte, l’illusione, e su ciò che può essere limite e punto di forza dell’arte tutta. Il difetto.

Il difetto

Ciascuno ha uno o più difetti. Solitamente, il difetto è quella macchia che si tenta di nascondere, di dissimulare, di coprire o – peggio del peggio – di far finta che non esista. È proprio in questi casi che il difetto si trasforma in una gabbia, in quel mostro che si è paventato, dapprima sotto forma di oscura-presenza-innominabile, e poi sempre più come mostro-esterno-a-noi, da accusare, da colpire, da svilire, da colpevolizzare.

L’oscura-presenza-innominabile e il mostro-esterno-a-noi sono passaggi necessari, perfino salutari se posti come primi passaggi di un più ampio cammino. Il terzo passaggio dovrebbe essere quello della crisi.

La crisi

La crisi pone tutto sotto un’ottica difficile da apprezzare, per chi la vive. Tutto viene svalutato, le cose perdono il loro sapore perché ci si rende conto che motivazioni limitate erano a sostegno dei nostri sforzi passati. La crisi è però trasformazione, il punto forse più importante, perché snodo della nostra crescita. Allora, chi fa arte può decidere di accogliere la crisi come momento di verità, a patto che si riesca a porre la sincerità al primo posto. C’è sempre la possibilità di imparare a essere sinceri con se stessi, ma è di per sé evidente che chi ha da sempre praticato l’auto-sincerità, quando si mostrerà il momento della crisi, farà meno fatica ad affrontarlo.

La crisi è fucina. La crisi è il crogiolo nel quale gli elementi vengono trasformati. La crisi è il momento in cui è possibile dar vita all’homunculus. La crisi è la vera pietra filosofale per riuscire a costruire una strada alla propria arte.

L’arte, dunque.

Come si esce dalla crisi? E come si passa dalla crisi all’espressione artistica? Non è ovviamente facile dare un’indicazione, ma sono piuttosto sicuro che vi sia un punto fondante, alla portata di tutti. Certo, chi non ha talento, non riuscirà comunque a produrre arte, magari solo ottima produzione di serie, ma pur sempre cosa ottima sarà.

Chi ha talento, invece, riesce a far leva proprio su quel difetto che è all’origine di tutto, per trasformarlo nella motivazione e nell’oggetto della propria arte. L’arte nasce dal difetto, esattamente come la perla dalla sporcizia.

Di qui la necessità di non far finta di essere puliti, il bisogno di non nascondere l’imperfezione, la chiave di volta della macchia personale (non per forza cruenta, non per forza vergognosa, non per forza sconveniente, ma sempre difficile da ammettere) che diviene la forma della propria espressione. Dite che Dante non avesse idee politiche chiare, un po’ per tutti? Dite che Michelangelo non sentisse il peso del giudizio sociale circa la sua ammirazione per il corpo maschile? Dite che Beethoven non si sentisse limitato dalla propria sordità crescente? Dite che Freud non si sentisse oppresso dal mistero della sessualità? Sono sicuro di sì, in tutti i casi. Il modo in cui hanno risolto ciò che forse a lungo hanno considerato come un proprio difetto è divenuto arte.

E per questo diciamo grazie.