Demonologia (e angeli)

Tra i vari argomenti che suscitano la mia curiosità c’è quello relativo ai demoni, per come venivano considerati nell’antichità. Stupirà sapere che demoni e angeli appartengono al medesimo alveo concettuale, e che Lucifero in origine era Cristo e che la Bibbia non parla di dèmoni, se non come di spiriti impuri…

C’è grande confusione sull’argomento, motivo per cui ho pensato di dedicare dei tentativi di chiarimento, concettuale e simbolico. Alcuni contributi sono già usciti (quelli elencati qui di seguito), altri ne usciranno prossimamente.

Iniziamo dagli otto articoli già pubblicati:

Come dicevo, altri ne pubblicherò, soprattutto relativi agli angeli. Lasciate tuttavia che chiarisca una volta di più la mia posizione al riguardo, perché parlando con alcune persone è emerso come dai miei articoli non si colga… la soluzione dell’interrogativo se i dèmoni siano reali o solo simbolici.

Premesso che non è possibile dare una risposta univoca, mi preme sottolineare ancora una volta come a partire dalla Bibbia emergano diverse soluzioni alla questione, nessuna delle quali perfettamente coincidente con le altre, a motivo dell’esperienza varia e multiforme che normalmente facciamo del “male”, tale da spingere gli uomini, nei secoli e a seconda dello spirito dei secoli, a evidenziare un aspetto a scapito di un altro. Non esiste una risposta univoca. La mia, comunque, è la seguente e scusatemi se, ancora una volta, non sarà una risposta univoca.

Il male esiste in varie forme, e di ciascuna di esse facciamo un’esperienza diversa. Dal male fisico al male, per così dire, metafisico. In determinati casi, percepiamo il male dentro di noi, come parte nostra, che talvolta proiettiamo sugli altri o su cose attorno a noi. Altre volte, invece, senza tema di smentita capita di farne un’esperienza talmente forte e a noi estranea, da essere convinti che si tratti realmente di un Male entificato, di un Male che quasi si può toccare con mano. Un Male che è persona o creatura, al pari nostro.

Non credo che i demoni siano persone, al limite li penso come personificazioni da noi operate di nostre volontà o istinti nascosti. Nella maggior parte dei casi in cui si parla di intervento o di manifestazione demoniaca, penso si tratti di interventi “nostri”, che si generano a livelli di coscienza che ci rimangono solitamente o spesso nascosti, e che si manifestano al di fuori di noi o in noi (agli occhi degli altri) proprio perché non li conosciamo, secondo la teoria junghiana per la quale tutto ciò che gettiamo nell’ombra del nostro inconscio e che non conosciamo, prima o poi torna fuori in maniera prepotente. Che i demoni siano le nostre passioni che non siamo in grado di controllare, che facciamo di tutto per non vedere perché non ci piacciono e che, perciò, finiscono per dominarci, è fatto risaputo fin dall’antichità: Evagrio Pontico (e con lui molti altri monaci) ne parlava proprio in questi termini e il cammino di liberazione dai demoni era un cammino di liberazione dai propri pensieri passionali, capaci di renderci schiavi.

Tuttavia, non sono così stupido da far finta di nulla di fronte a certe esperienze vissute da me in prima persona, esperienze tali da poter affermare che tutta la faccenda non è risolvibile con un semplice: “Ehi, è il tuo subconscio!”. No, sarebbe troppo facile.

In un caso per me indelebile ho vissuto una manifestazione che non esito a definire demoniaca, nella quale alcuni elementi in essa riscontrati erano senza dubbio miei, personali (anzi, per meglio dire: erano il mio modo di percepire quell’esperienza demoniaca), ma altri erano oggettivi, non certo dipendenti da me. Un’esperienza che mi ha spinto perfino a rompere con alcune persone e a dare una piccola svolta alla mia vita. Da quanto ne so, molte altre persone vivono esperienze simili.

In un altro caso mi è capitato di pregare il mio angelo custode (senza mai averlo fatto in precedenza) proprio la mattina di un giorno nella cui parte serale, poi, ho fatto un incidente che poteva essere davvero devastante per me o per gli anziani conducenti dell’altra vettura. A ricordo di quanto mi sentii “protetto” in quell’occasione, tenni l’auto con la carrozzeria sfasciata fino a quando non la dovetti cambiare, alcuni anni dopo. Poi mi capitò perfino di sognarlo, il mio angelo custode: era cicciottello, biondo e riccio, appoggiato a un muro con le mani in tasca. Mi guardava e aveva l’aria di chi vuole farti capire una cosa: “che fa’, vuoi pregarmi oppure no?” Da quella notte iniziai a pregarlo ogni singolo giorno. Perciò sì, nell’esistenza degli angeli credo senza ombra di dubbio alcuna, sebbene non creda che se ne possa parlare in termini di persona.

Faccio però fatica a credere che i demoni o il male possano manifestarsi in maniera concreta, materiale, se non per nostro tramite. Porte che cigolano, oggetti che cadono, improvvise folate gelide, pavimenti bagnati senza spiegazione, oggetti che scompaiono e ricompaiono… sono tutte esperienze che ho vissuto personalmente (e non una sola volta, oltre a molte altre cose che qui non dico), ma il forte sospetto che c’entrasse la mia mente, ebbene c’è. E forse la questione è proprio questa: continuiamo a dividere aspetti che nella realtà sono uniti. Mente, corpo e anima sono uniti.

Quanto poi a parlare di Satana con la “s” maiuscola… non so che dire. Però il mio atteggiamento metodologicamente scettico mi porta a non escludere nulla.