Arte /3 – Verso la mistica

In questo terzo articolo sull’arte, vorrei approfondire le caratteristiche che permettono all’arte di connettersi con la mistica e all’essere umano di trovare il Divino nell’arte. Alla luce di una filosofia mistica della conoscenza.

Nel primo approfondimento mettevo in luce come una funzione importantissima, se non fondamentale, dell’arte sia quella di indicarci dove sta il Bene, nel confronto con ciò che l’arte stessa esprime. Nel secondo approfondimento, poi, ho delineato brevemente il motivo per cui l’ambito emotivo, denotato dalla passione, necessita dell’ambito razionale, denotato dal giudizio, affinché l’arte possa trovare una collocazione estetica.

Adesso è arrivato il momento di indicare alcuni caratteri che sono sempre impliciti in un’opera d’arte. Potremmo chiamarli i caratteri mistici dell’operazione divina, una sorta di elementi intrinseci che indirizzano lo sguardo dell’essere umano oltre l’opera di fronte alla quale si pongono.

Riferimento allo spazio-tempo: “Proprio l’arte rivela come lo spazio e il tempo siano caratteri derivati della Coscienza, gestiti e manipolati a seconda della necessità d’espressione, soppressi, se necessario, o annullati con dinamiche sempre differenti”, sottolineo in Filosofia mistica della conoscenza (Mimesis 2020). L’arte manipola e gestisce lo spazio e il tempo, elementi sostanziali nel rimodellamento della realtà pensato dal gesto artistico, e spazio e tempo sono categorie primarie della Coscienza derivanti da due elementi che percepiamo come risiedenti nel Divino, ovverosia la Luce e il Suono.

Abbattere le distinzioni spazio-temporali e creare un ambiente nel quale si è avvolti completamente da un’Unità, indice del Divino, è la principale espressione che rende presente il Divino stesso.

Dicibilità dell’indicibile: l’eternità del Divino viene presentata sotto la forma che acquista al di fuori del concetto di eterno, cioè nell’esistenza, nel mutamento, nella novità, nel cambiamento di un’apparenza che viene vissuta come sostanza, ma che – sotto la sostanza apparentemente mutevole – pulsa del flusso infinitesimale della verità eterna: l’emotività nella razionalità, l’eterno nel transeunte, l’immutabile nel cangiante, la staticità nel movimento, rompendo il muro di ciò che senza l’arte non significherebbe nulla, avvolgendolo in un abito significante che lo rende appariscente al Mondo.

Detto in altre parole, il gesto artistico riesce a mostrare quell’unificazione – sia in modo diretto sia in modo indiretto, per contrasto – che è caratteristica propria del Divino.

La mimesi: ogni forma d’arte lo è, e lo è in quanto si percepisce nella natura e nel mondo che ci circonda una presenza che non può essere ridotta all’essere la “nostra” presenza in esso, bensì anche la “nostra” è presenza in quanto simbolica della “presenza” di qualcun altro o di un altro ambito. Come dice Andrea Dall’Asta:

“In una perfetta continuità tra arte e scienza, la prospettiva cercherà di esprimere la possibilità di rappresentare un mondo in cui il fenomeno coincide con l’essere.”

La luce, splendore del vero (Ancora 2018), p. 104.

La mimesi dell’arte non è mai mera riproposizione di qualcosa che si vedrebbe nella sua verità oggettiva, definitiva, ma è sempre interpretazione secondo una narrazione che mette al centro l’esistenziale che la produce.

La fascinazione: la fascinazione è caratteristica dovuta al fascino, che agisce sulla lunghezza d’onda di ciò che non si conosce e che pure attrae, e il cui motivo non è comprensibile se non dopo un’esperienza vissuta di attrazione cui non ci si può sottrarre se non a fatica. La fascinazione richiede sempre la capacità di distinguere l’origine della voce in essa contenuta, così da decidersi se seguirla oppure no. Tale fascinazione è quella che, attraverso l’opera d’arte, giunge dal Divino alla Coscienza dell’esistenziale.

Nel prossimo approfondimento, che sarà anche l’ultimo, proverò ad applicare questi elementi di analisi a un’opera recente che ha fatto molto discutere, cioè l’altare del Parmiggiani a Gallarate. Nel frattempo, se vuoi approfondire gli elementi che ho presentato in questo articolo, puoi trovare un capitolo dedicato nel mio Filosofia mistica della conoscenza.


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