Il 1° Maggio e il diritto di essere retribuito

Approfitto di questa giornata di festa per scrivere un post riguardante il diritto di essere pagato… per uno scrittore.

Se non lo sapete, ve lo dico io: la scrittura è uno tra i lavori più sottopagati. Viene sottopagato l’autore (spesso i diritti d’autore in Italia sono sotto la soglia considerata minima altrove, un 5% a fronte di un più giusto 8-10%, e quasi mai viene riconosciuto un anticipo – a me è successo solo con la ipercorretta Edizioni Domino per il racconto Fondamenta d’incubo) e viene sottopagato l’editore (che di un libro cartaceo si intasca solitamente una cifra simile a quella dell’autore, se va bene); viene sottopagato un traduttore (conoscendone alcuni, sono incorso nella scioccante rivelazione del lavoro da negri che spesso devono subire) e viene sottopagato un illustratore (anche qui, avendo un fratello illustratore affermato, so quanto sia difficile la strada di un illustratore e di quanto gli editori – specialmente italiani – sfruttino la loro manodopera); infine, sottopagati sono i vari professionisti della scrittura, dall’editor al correttore di bozze, dal grafico a qualunque altra figura. L’unico non sottopagato bensì sovrapagato è il distributore, secondo me il vero affarista dell’editoria, motivo per cui anche i grandi gruppi editoriali tendono ad assorbire la distribuzione all’interno del proprio processo produttivo.

Negli ultimi tempi si sta ampliando un altro canale attraverso il quale uno scrittore può essere sottopagato, quello degli ebook: l’ebook richiede meno spese di un cartaceo, motivo per cui l’autore potrebbe ricevere una percentuale di diritti che arrivi almeno al 40%. Invece, spesso si riesce a ottenere solo un 25%. Inoltre, quasi tutti gli editori – soprattutto quelli piccoli – ti dicono che ti riconosceranno la cifra solo quando l’ammontare totale dei diritti supererà una determinata soglia, che ne so, 25 o 50€. Il risultato è presto detto: non vedi mai i soldi. Al momento io sono creditore di una cifra che supera i 50€, ma che è divisa tra troppi editori, motivo per cui forse non vedrò mai quei soldi.

Forse è il caso di cambiare sistema, di diventare più furbi (con gli editori) o di affermare i propri diritti (con i lettori). Faccio un esempio (e so che ci sono anche altri blogger che proprio in questi giorni stanno affermando lo stesso principio).

Sto offrendo del tutto gratuitamente il mio romanzone fantasy, Storia di Geshwa Olers. La storia sta piacendo a parecchie migliaia di persone, che lo scaricano di continuo e che, fortunatamente, iniziano a parlarne in commenti e brevi post. Già questo è un traguardo non scontato, perché i lettori di ebook gratuiti tendono a mantenere l’anonimato; di tanto in tanto qualcuno esce allo scoperto e consegna un feedback al povero autore, che altrimenti deve trarre le proprie conclusioni da una serie aleatoria di calcoli (di solito basati sui numeri di download). Ma quel che secondo me è più significativo, è che chiedevo a chi lo leggeva di fare una donazione, di non importa quale cifra. Se il lettore apprezzava, chiedevo di fare una piccola donazione, anche una sola nella vita, per permettermi di sostenere i costi della pubblicazione gratuita. Risultato? Mai ricevuto un solo euro!

Già, perché anche gli ebook gratuiti hanno dei costi. Innanzitutto se a crearli concorrono altre professionalità, alle quali bisogna riconoscere una cifra seppur minima e spesso simbolica. Ma poi, soprattutto perché il mio lavoro di autore vale, ha dei costi: di tempo e dedizione. Lo faccio con grande passione e piacere, ma lo faccio anche con grande professonalità, non ho remore nell’affermarlo.

E la professionalità va riconosciuta anche economicamente. Che ne dite, allora, di fare anche una sola donazione nella vostra vita come segno di riconoscimento per il romanzo fantasy che sto regalando? Iniziamo a pensare che possa esserci una forma editoriale alternativa a quella tradizionale, che preveda un contatto più diretto tra autore e lettore anche sotto la forma del pagamento, e non solo sotto quella del commento positivo o negativo. Iniziamo a spenderci anche a livello di passaparola: un ebook gratuito basa la propria vita anche su questo.

Nella colonna di sinistra, da oggi in poi esisterà una casella che invita a fare donazioni sul mio conto PayPal: utilizzatelo e diffondetene la voce. Se ognuno dei lettori dei miei ebook avesse donato anche un solo euro (1€ non è una cifra enorme nemmeno in tempi di crisi, giusto?, e se vi sono piaciuti i 5 ebook che finora avete letto – come dimostrano i numeri – perché non donarlo?), adesso avrei i soldi per fare una edizione coi fiocchi di tutti e sette i volumi, comprendente anche illustrazioni, comprendente quelle benedette mappe che di tanto in tanto qualche lettore mi domanda (già, anche le mappe si pagano, all’illustratore che le disegna). Comprendente, infine, una produzione più decisa di quelle musiche che un altro professionista, questa volta della musica, cioè mio fratello Fabio Valenza, ha composto del tutto gratuitamente e che sono un ulteriore apporto al mondo di Stedon.

Insomma, ve lo chiedo in questo giorno di Festa del Lavoro: donate, donate, donate!

Il mio indirizzo mail per effettuare la donazione è throor@libero.it


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