Nella pagina facebook della rivista Altrisogni potete trovare la microintervista che mi ha fatto la Redazione. Interessanti domande sulle fiabe e le loro evoluzioni, che trovate qui, o che potete leggere direttamente qui sotto (solo nel caso in cui non siate iscritti a Facebook, altrimenti accedete al link e iscrivetevi al gruppo di Facebook, ne vale la pena!).
Queste le domande.
Ed eccoci giunti a Fabrizio Valenza, con il quale concludiamo la rosa degli scrittori che hanno pubblicato su questo primo numero. Fabrizio è autore di una gustosa storia d’orrore gotica e oscura, che mescola tradizione letteraria e cinematografica partendo da una fiaba nota a tutti.
Altrisogni: Sono migliori le “fiabe” o le loro “evoluzioni”?
Fabrizio Valenza: Non credo si possano definire migliori le une o le altre. Se per evoluzioni si intende una trasformazione della fiaba in qualcosa di differente, magari virante verso l’horror, come è accaduto per “Il pifferaio di Hameln”, o il weird, come accade per “Il sentiero di legno e sangue” di Tarenzi, il giudizio se siano migliori va dato dal lettore secondo i suoi gusti. Fiabe ed evoluzioni sono accomunate dallo scopo nobile di intrattenere davanti al fuoco, ma le prime hanno uno scopo didattico e morale che manca alle seconde.
A.: Nella narrativa di genere c’è spazio per la novità?
F.V.: Io sono convinto che sia proprio nella narrativa di genere che le novità hanno luogo. Il declinare i racconti secondo un genere o l’altro, utilizzando una nuova tavolozza di colori, permette di mettere in luce alcuni aspetti piuttosto che altri. E’ più facile che un nuovo sguardo sulla realtà giunga dal genere piuttosto che dal cosiddetto “realismo”.
A.: Come affronti il lavoro su una nuova ambientazione?
F.V.: Dipende da ciò che devo scrivere. Se ciò che scrivo nasce da un’idea improvvisa che deve respirare subito, non perdo tempo a documentarmi. Dovesse servire un approfondimento, lo faccio successivamente. Diverso è l’approccio a un romanzo o un racconto più strutturato e dall’ambientazione particolarmente diversa dalla nostra: in questo caso faccio delle ricerche preventive e delineo il panorama come se fosse un acquerello, ma i particolari li aggiungo in corso d’opera. Utilizzo qualunque mezzo a disposizione: libri (moderni e antichi, questi ultimi soprattutto dizionari, frasari ed enciclopedie), internet o riviste. Ogni fonte ha la sua dignità e la sua ricchezza da offrire.
Inoltre vi invito ad acquistare il primo numero di Altrisogni, attraverso il sito dell’editore DBooks.
Ne approfitto anche per darvi alcune brevi anticipazioni. Questo è l’anno dei racconti. Certo, ho pubblicato La faida dei Logontras e – chi lo sa – forse riuscirò a pubblicare entro fine anno anche il terzo volume (incrociate tutti le dita…), ma quel che è certo è che si tratta dell’anno dei racconti. In principio fu Fondamenta d’incubo (solo tight!), poi venne Incidente, su Future Shock, e quindi fu la volta de Il Pifferaio di Hameln. Non crediate che sia finita qui: infatti parteciperò ad altre due raccolte di racconti, che si preannunciano molto importanti, non soltanto per lo scopo con il quale sono state pensate, ma pure per i nomi che vi prenderanno parte. Perciò preparatevi, perché usciranno entrambe entro Natale. Di più non posso dirvi.
Altra piccola (minuscola, a dire il vero) anticipazione riguarda la musica. Anzi, LE musiche. Geshwa Olers e il viaggio nel Masso Verde e La faida dei Logontras sono in arrivo, come colonne sonore. E saranno acquistabili. Siete tutti pronti?



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