Guerra di definizione in casa Olers (la dura vita di uno scrittore a contatto quotidiano con il Mondo Editoriale Italiano)

Ho trovato questo bellissimo pezzo di John Steinbeck sul sito di Satisfiction. Si tratta di un inedito del grande scrittore americano, che spiega al proprio editor come sia travagliata la vita dell’autore di un testo, che crede di dare alla propria casa editrice un libro ben fatto con tutti quelli che ritiene i crismi necessari (secondo il proprio punto di vista, ovviamente) e che, poi, si vede tirar le orecchie da qualunque figura professionale lavori presso l’Editore.

Dal momento che in questi giorni non ho nulla da fare (a parte terminare la correzione del quarto volume di S. di G. Olers e finire di sistemare il nuovo sito di G. Olers, ma si sa, uno che fa queste cose comunque non fa nulla per default), voglio cimentarmi in un divertissement fine a se stesso, in un ghiribizzo della mia mente megalomane.

Sul primo volume di Storia di Geshwa Olers ormai ho letto di tutto e ho ricevuto ogni tipo di commento possibile (d’altronde, un numero di copie scaricate che da quel lontano febbraio 2007 ormai si sta avvicinando alla soglia fatidica di 10.000 provoca anche un gran numero di commenti, distribuiti nel tempo). Non farà, dunque, problema aggiungere un’ulteriore qualifica al suo autore, che è già stato definito integralista cristiano, parruccone, approfittatore, plagiatore e spammatore che fa tenerezza. Vi giuro, è tutto vero. Perciò megalomane diventerebbe forse l’etichetta più gustosa e, probabilmente, vera. Per attenermi al romanzo, invece, voglio imitare quanto ha fatto Steinbeck nel suo pezzo, immaginando un dialogo tra l’autore e le figure professionali di un’ipotetica casa editrice che voglia pubblicare il primo volume (la pubblicazione nella realtà c’è già stata, ma l’editing è praticamente passato su di me come l’ombra proiettata da una nuvoletta di passaggio).

Ogni scrittore si pente di aver consegnato il proprio libro nelle mani di un editor non appena lo ha inviato, di solito – ormai – tramite posta elettronica. Iniziano domande a non finire a se stessi rivolte, nella convinzione che il libro che scriverà domani o la nuova versione che potrebbe farne sarebbe comunque migliore di quanto ha appena inviato.

Comunque, si va avanti… ed ecco quanto accade.

EDITORE Guardi che si dovrebbe modificare una parte del romanzo, perché così com’è, la struttura è poco equilibrata. C’è una prima parte che si svolge da una parte ed è molto narrativa, e c’è una seconda parte che avviene tutta in un solo ambiente, ed è più investigativa.

SCRITTORE Infatti, in quei dieci giorni, a Geshwa succede proprio ciò che ho descritto.

EDITORE Ma non corrisponde ai crismi della struttura moderna.

SCRITTORE Già, corrisponde ai crismi della struttura di Valenza. Complicato, mai lineare, sempre diverso.

EDITORE Servirebbe anche una cartina, così il lettore capisce dove va a parare…

SCRITTORE Ne ho fatta una, ma è per me. E poi, chiedete a un grafico, a un illustratore, no?

EDITORE Ci faccia avere pure la sua…

SCRITTORE D’accordo. E per la copertina, posso suggerirvi mio fratello? È un bravissimo illustratore, che lavora già con molti editori, come potete vedere dal book che vi ho portato…

EDITORE Sì, davvero bravo. Sarebbe una gran cosa lavorare scrittore-illustratore a così stretto contatto… Ci faccia avere il suo indirizzo mail

SCRITTORE D’accordo.

EDITOR Avrei bisogno di alcuni chiarimenti circa il testo. Quella parola che hai usato… vajo… non esiste in Italiano.

SCRITTORE Lo so bene, è dialettale. Vorrei tenerlo, perché la storia è ambientata nell’attuale provincia veronese, quindi…

EDITOR Eh, ma come si fa? Poi il lettore non capisce…

SCRITTORE Proverà a immaginare, no?

EDITOR E il linguaggio, qui, è troppo scialbo. Semplice, al limite del semplicione

SCRITTORE Ehm… è una favola…

EDITOR Il lettore non si aspetta una favola!

SCRITTORE Ho scritto una favola, mi state per pubblicare una favola; perché non dovrebbe aspettarsi una favola?

EDITOR Perché è un fantasy

SCRITTORE Sì, ma fantasy come intendo io

EDITOR Tu intendi fantasy in un modo diverso dal solito?

SCRITTORE Non c’è un modo solito per intendere fantasy…

CORRETTORE DI BOZZE Perché Geshwa Olers ascolta ancora le favole dalla nonna? Perché incontra degli Gnomi per poi non vederli mai più? Perché il padre scompare e non fa ritorno? Perché parli di Makut e di un ponte e poi sul ponte non c’è Makut?

SCRITTORE Il romanzo non si esaurisce in questo volume… va al di là. In altri volumi, con un po’ di pazienza, si troverà ogni risposta.

EDITORE Ma noi ti pubblichiamo, devi spiegare tutto subito.

SCRITTORE Forse allora non è il romanzo adatto.

ADDETTO AL PACKAGING Senta, ha già la copertina pronta?

SCRITTORE No, non la fate voi?

ADDETTO AL PACKAGING Ma non ha detto di avere un fratello che le fa le copertine…

SCRITTORE Sì, ma è il suo lavoro!

ADDETTO AL PACKAGING Ah… senta per caso ha altre illustrazioni che si era fatto fare per il romanzo?

SCRITTORE Beh, ma non sono mie. Contattate l’autore delle immagini, no? Vi do il suo indirizzo.

ADDETTO AL PACKAGING No, non si preoccupi, fa niente.

SCRITTORE Scusi, signor Editore, per caso sa darmi una data d’uscita? A che punto siete con l’editing?

EDITORE Beh, ma il romanzo è già pronto e uscirà nelle librerie tra due settimane. Aspetti che le mando il pdf di copertina e interno.

SCRITTORE Si, dài, grazie…

SCRITTORE Mi scusi, editore, ma perché la mia fiaba (che secondo voi doveva essere un fantasy) si ritrova una foto gialla che fa pensare alla Grande Depressione (e così porta pure sfiga)?

LETTORI Questo autore non sa usare la consecutio temporum, non sa nemmeno usare i congiuntivi. Ma non sa scrivere! Non ha stile… è così piatto! Beh, certo che se voleva fare un altro Harry Potter, per lo meno poteva essere un po’ più originale, perché in Harry Potter non ci sono fade e anguane. Questo scrittore ha uno stile che vuole imitare Tolkien, ma allora dovrebbe imitare un po’ di più (sic!) e non è capace di avere la stessa epicità. E poi, perché Gesuhwa legge una fiaba alla nonna? Ma perché Geisha Olers non c’ha la morosa? Non è che se la fa con il suo amico??? (SICCCCC!!!)

Insomma, talvolta uno scrittore ne esce davvero sfranto! Concedetemi questa parola che sul vocabolario non c’è (forse è dialettale, perugino, boh), ma che rende bene l’idea.


Una risposta a "Guerra di definizione in casa Olers (la dura vita di uno scrittore a contatto quotidiano con il Mondo Editoriale Italiano)"

  1. ma perchè Geisha Oders non combatte insieme a una super guerriera ninja? Ma poi se è una saga, in quale volume diventa vampiro? Però mio nonno si è lamentato, gli ho preso questo libro dalla bellissima copertina d’epoca ma non c’è neanche un accenno ai partigiani. Hahahaha…

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