L’anima e il suo simbolismo

img_4407L’anima si esprime tramite il simbolismo, dicevamo. Una prova di questo si trova nel modo in cui gli archetipi di cui parlava Jung si ripropongono nell’immaginario. Detto così, potrebbe sembrare che si tratti di un concetto del tutto teorico. Eppure, parliamo di qualcosa che più concreto sarebbe difficile pensare.

Per chiarirlo, faccio un esempio tratto direttamente da una delle scene di Il viaggio nel Masso Verde, il primo volume del mio fantasy, partendo però da ciò che il filosofo Erich Neumann illustra in “La grande madre. Fenomenologia delle configurazioni femminili dell’inconscio” (Astrolabio 1981, cfr. pagg. 156-162).

Parlando del carattere elementare negativo del Femminile, che si traduce normalmente in una figura femminile capace di divorare e distruggere, Neumann ne ripercorre alcune incarnazioni: parla della dea Kâli, che nella sua forma orrenda porta alle labbra il calice-teschio, ma la cui immagine più misteriosa è quella in cui le sue mani sono umane. Una è tesa  E l’altra accarezza teneramente le teste dei cobra. I suoi seni animali, così repellenti, ricordano i seni così simili della dea madre africana. Ma il cobra che le cinge i fianchi come una cintura e che con la testa cappuccio accenna all’utero femminile è lo stesso serpente che si acciambella in grembo alla sacerdotessa cretese dei serpenti, che forma la gonna di serpenti della dea messicana Coaticlue e che circonda i fianchi delle Gorgoni greche. Inoltre,  accanto alla caverna e al corpo-vaso, la porta costituisce, in quanto ingresso e utero, uno dei simboli primordiali della grande madre. La struttura del Dolmen, due pilastri sormontati da un orizzontale, è una delle rappresentazioni più antiche della natura del femminile.

Tutto questo torna in quella scena di Il viaggio nel Masso Verde in cui Geshwa si imbatte in Aissa Maissa. Dapprima si presenta come una sorta di sostituto materno che vuole soccorrerlo, ma poi si mostra per ciò che è: un mostro rinsecchito, dal corpo irto di peli e con un serpente a farle da cintura, che vive in una grotta all’interno della quale sono accatastati i teschi di bambini sacrificati alla sua voglia di morte (non dissimilmente da quanto avviene in certe rappresentazioni della dea Kâli).

Ovviamente, quando scrissi il brano non conoscevo le raffigurazioni della dea Kâli, ma solo quelle delle fade tipiche della zona della Lessinia, cui mi sono ispirato per la rappresentazione della scena. Il recupero di questo simbolismo del femminile, tuttavia, permette di parlare direttamente al cuore del lettore, che pescherà dal pozzo infinito dell’inconscio collettivo quanto è ancora valido per la propria esperienza vitale.

Montecastello – Garda Lake

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Il Monte Baldo, vulcano spento, chiamato Monte Shangil in “Storia di Geshwa Olers”.

Da Montecastello, sulla sponda bresciana del Lago di Garda, si gode di una veduta spettacolare del lago e del Monte Baldo. Il Lago di Garda e il Monte Baldo hanno una particolare importanza nel mio romanzo fantasy Storia di Geshwa Olers: il primo è chiamato Karnaset, il secondo Monte Shängil. Del Karnaset si parla in modo particolare – collegato al Midilonge – in Il viaggio nel Masso Verde, e del secondo se ne parla in modo speciale in La battaglia di Passo Keleb.

Eccovi alcune foto.

Storia di Geshwa Olers e la lettura continua con Amazon

BANNER versione BpiccoloLa bella notizia è che Storia di Geshwa Olers sta lentamente diventando un long… seller (?). Il punto di domanda si riferisce al fatto che non si tratta tanto di essere venduto, quanto, piuttosto, di essere letto tramite kindle unlimited.

A distanza di nove anni da quando pubblicai il primo capitolo gratuitamente sul blog di Splinder, i volumi del mio romanzo fantastico di ambientazione mediterranea continuano a farsi leggere da centinaia di appassionati del genere. Non è per nulla un fatto scontato, anzi, lo prendo come un segnale molto positivo.

Kindle unlimited è il servizio messo a disposizione da Amazon per la lettura gratuita degli ebook in formato .mobi.

Di cosa si tratta? È un abbonamento mensile di circa 10€ che permette di leggere tutti i libri che si vuole rientranti nel servizio, ovvero la maggior parte. Storia di Geshwa Olers è uno di questi. Mese dopo mese sono migliaia le pagine che vengono lette e la cosa non può che rendermi davvero orgoglioso.

Perciò, grazie ancora una volta  a tutti. Se vi piace il romanzo, diffondete la parola. Rimane il mezzo più efficace di pubblicità. Parlatene agli amici, parlatene in famiglia, consigliatelo ai vostri figli in cerca di letture appassionanti, suggeritelo come lettura scolastica. Storia di Geshwa Olers offre più di uno spunto, anche da un punto di vista meramente culturale, non fosse altro per la quantità di leggende tipiche dell’Italia e del Mediterraneo tutto che mette in gioco nella narrazione.

Estratto da Il viaggio nel Masso Verde

ges2011Per voi, un piccolo estratto del primo volume di Storia di Geshwa Olers. Ovvero, quando Geshwa e suo padre attraversano il Ponte di Makut. Visto il tempo non proprio primaverile, è un brano più che adatto. Buona lettura. Vi ricordo che se volete acquistarlo, potete farlo qui (dove potrete anche leggerlo gratuitamente con kindle unlimited): https://www.amazon.it/viaggio-nel-Masso-Verde-versione-ebook/dp/B00HNVXIQC/ref=pd_rhf_gw_p_img_1?ie=UTF8&refRID=M0839F99GNHJKEMB1YVC

Dal terzo capitolo:

Sbucando dalla protezione degli alberi, Geshwa comprese in un attimo come mai quel ponte avesse ispirato simili storie. Un blocco massiccio di pietra grigia, possente e liscio, congiungeva i due lati della gola attraversata da un torrente, di cui si udiva il rumore fragoroso. La luce residua del sole si stendeva su punte rocciose e manto boscoso con una tinta malinconica che sapeva di stagioni passate. L’acqua fluiva come la colata d’argento fuso di un cesellatore. Ai bordi del ponte, pali di legno sostenevano una catena per la lunghezza di tutto l’attraversamento. A sinistra c’era la rientranza del fronte montuoso, nella quale si moltiplicavano buche, radici e grotte. Di certo quella costruzione, fosse naturale o no, dava proprio l’impressione di essere stata creata con un aiuto sovrumano.

“È bellissimo” esclamò Geshwa. Non si fermarono e mentre si accingevano a oltrepassarlo, si chiedeva se la sua Presenza sarebbe stata rapita dal Figlio della Disperazione.

Alla sua destra si apriva un’ampia vallata, nella quale si diffondevano sempre più le brume del tardo meriggio, espandendosi sul vasto mantello sottostante della grande foresta. Le aquile si libravano nell’aria nascondendosi a tratti tra nubi bianche e scure. La natura selvaggia del posto rendeva subito l’idea di ciò che i primi abitanti dell’antico Impero potevano aver visto non appena giunti dal Regno perduto di Unalion.

Quando i muli misero zoccolo sulla pietra della campata, Geshwa guardò a sinistra della volta del ponte, sulla parte bassa della parete montuosa, dove si trovava una caverna ampia e molto buia. Sembrava profonda e alla mente di Geshwa trasudava umido e freddo, infondendo apprensione.

I due muli ragliarono e si fermarono a guardare lo strapiombo sotto di loro, forse spaventati.

“Forza somarello!” sollecitò Sitòr. Gli animali si mossero di poco, riprendendo il cammino per giungere dall’altra parte.

Quando furono nel bel mezzo del ponte, lo sguardo di Geshwa, che aveva ancora sul volto l’ammirazione per la grandiosità del paesaggio, tornò a posarsi sulla caverna. Non capì se si trattava dello scherzo dei suoi occhi o dell’abbaglio temporaneo provocato da un morente raggio di sole, ma fu sicuro di scorgere un luccichio. Il mulo proseguì. Poi però Ges lo rivide e il suo timore divenne manifesto. “Papà, mi sembra che ci sia qualcosa. Dentro la caverna”.

Il mulo parve averlo sentito e si fermò di colpo, prendendo a ragliare con occhi sbarrati. Vedendo che l’animale non aveva intenzione di proseguire, riempiendo di versi echeggianti la vallata, Sitòr scese dalla groppa del suo e cercò di tirare entrambi, afferrandoli per le briglie. “Deciditi, stupida bestia, se non vuoi che ti lasci qui o ti butti giù!”

Il mulo pareva preoccupato più da altro. Sitòr tirò fuori dalla bisaccia una grossa carota, che l’animale disdegnò con un raglio scorbutico. La sua cavalcatura, invece, appariva più tranquilla e si mosse placida per proseguire.

“Guarda il tuo compare” disse Sitòr rivolgendosi al ciuco di Geshwa, “e impara da lui”.

Geshwa continuava a intravedere strani sfarfallii luminosi lungo la parete della grotta. “Ti dico che lì dentro c’è qualcosa, papà” ripeté. Ne provò un fascino spaventato. Sembrava che le rocce fossero ricoperte di diamanti.

Vendite continue su Storia di Geshwa Olers

ges2011Oggi tocca a un post promozionale, riguardante la mia Storia di Geshwa Olers. Infatti, il ciclo fantasy mediterraneo che racconta le vicende del Regno di Grodestà e del suo protagonista principale dei primi decenni dopo l’Intesa, cioè il guerriero di Passo Keleb Geshwa Olers, continua a trovare nuovi lettori.

Mese dopo mese, sta crescendo la massa di coloro che decidono di mettere mano ai primi volumi del ciclo. Di solito accade che chi acquista il primo volume, nell’arco di pochi giorni acquisti anche i due successivi, in un colpo solo, segno che quel Viaggio nel Masso Verde che tanto è stato bistrattato da commentatori “ufficiali” riesce ad abbattere le barriere e a convincere.

E voi, avete già iniziato la lettura? Di seguito ecco i link per l’acquisto dei primi sei volumi su Amazon (perciò formato mobi). Entro aprile/maggio dovrebbe uscire la prima parte del settimo volume, Il sole sulle bianche torri.

Il viaggio nel Masso Verde

La faida dei Logontras

Il cammino di un mago

La battaglia di Passo Keleb

I ghiacci di Passo Ceti

La guerra dei Gelehor

Classifica per i tre libri gratuiti

copertina2Una giornata speciale, quella di ieri. Perché nonostante i tre romanzi fossero gratuiti, mi hanno comunque donato ore di letizia per il loro posizionamento nella classifica dei libri più scaricati di Amazon.

La filosofia del baule ha raggiunto la 29a posizione, con 80 download in Italia (e altri negli USA, in Inghilterra e in Giappone).

La faida dei Logontras si è attestato al 53° posto, con 44 download.

Il viaggio nel Masso Verde al 58°, con 42 download.

Stiamo parlando di download gratuiti, ovviamente, ma mi sorprende che ci fossero così tante persone disposte a leggermi nelle vesti di giallista (La filosofia del baule, infatti, è un poliziesco). Perciò grazie a tutti, e ovviamente parlate di ciò che avete letto, lasciate commenti e votate.

Ovviamente ci saranno altre promozioni in futuro, ma per il momento i tre libri tornano acquistabili a pagamento, La filosofia del baule con uno sconto del 34%.

A questo punto, una piccola anticipazione. Ho iniziato la lavorazione del secondo volume dedicato al Commissario Girgenti. Il titolo provvisorio (ma forse no) è Lo scandinavo. Stay tuned!

Due fantasy e un poliziesco gratuiti su Amazon, solo per oggi

copertina2Per 24 ore (ovvero per tutto il 17 gennaio) i primi due volumi di Storia di Geshwa Olers saranno scaricabili gratuitamente da Amazon, a questi indirizzi:

Il viaggio nel Masso Verde, vol. 1

La faida dei Logontras, vol. 2.

Inoltre, potete scaricare gratuitamente anche il romanzo poliziesco La filosofia del baule.

È solo per oggi. Perché non approfittarne?

La trama di La filosofia del baule:

Il 2 aprile 2012 Samuele Bertacchiani, braccio destro del sindaco di Mura, Giosuè Bonetti, viene trovato morto dentro un baule, ai piedi della Scala della Ragione, nella piazza centrale del paese. Bertacchiani, però, non è stato ucciso, ma è deceduto per quella che sembra morte naturale.
A indagare sul fatto è chiamato il commissario Pietro Girgenti, dai suoi soprannominato Commissario Filosofo.
Le elezioni amministrative incombono, il sindaco si trova immerso in una poco chiara vicenda di stampo mafioso e i suoi principali antagonisti approfittano della sinistra atmosfera che sta avvolgendo la classe politica della tranquilla cittadina settentrionale.
E’ chiaro, infatti, che quel baule e quel cadavere costituiscono un messaggio.
Ma chi ne è il vero destinatario? Che cosa nasconde la politica di Mura?

Anno nuovo, vita nuova

Buon 2014 a tutti!

ges2011Giorni di riflessioni, questi primi del nuovo anno, e per seguire l’antico detto: anno nuovo, vita nuova. Ci vogliono strappi per aprire alla novità, per creare la novità, per impostare le cose in modo differente, ed è giunta l’ora che si aprano nuove strade.

Ecco la prima novità: i sei volumi già pubblicati di Storia di Geshwa Olers su Feedbooks da oggi non sono più disponibili, ma sono acquistabili singolarmente in formato .mobi su Amazon. Il cartaceo sarà acquistabile (come accade già per il primo volume, Il viaggio nel Masso Verde, e per la fiaba Il taglialegna e la Grande Quercia) grazie a Edizioni PerSempre. Il settimo volume, invece, che uscirà nell’arco di qualche mese, sarà disponibile inizialmente su Feedbooks con la solita gratuità, per poi passare alla vendita ebook su Amazon, come gli altri.

Ecco il collegamento per il primo volume. Gli altri li vedrete disponibili nell’arco delle prossime ore.

Geshwa Olers a Hobbiton XX

HobbitonXXCome si legge nel titolo, presenterò i primi due volumi cartacei di Storia di Geshwa Olers, nella loro nuova edizione cartacea per i tipi di Edizioni PerSempre, alla Hobbiton XX, il classico e affascinante appuntamento per gli appassionati di Tolkien e del fantasy. Sarò in compagnia di altri autori della casa editrice, e sarà l’occasione per incontrare tutti gli amici con cui non mi vedo da tempo e tutti coloro che, invece, non conosco ancora ma con i quali, approfittando di queste belle giornate, sarebbe il caso di stringere amicizia. Un dialogo spassionato e uno scambio di idee non fanno mai male!

Perciò, vi do appuntamento a Domenica 15 settembre 20013, a Montefiorino (MO) per le ore 11.00.

Incontri al Pandino Fantasy Books 2013

A sinistra Marta Leandra Mandelli, a destra Edizioni PerSempre (nella persona di Larcher, l'editor"o", al centro, e moglie)
A sinistra Marta Leandra Mandelli, a destra Edizioni PerSempre (nella persona di Larcher, l’editor”o”, al centro, e moglie)

I ragazzi di Linee Infinite sono stati davvero bravi: hanno organizzato un festival di una giornata molto piacevole, ricca e occasione di incontri nuovi e antichi. Ne scrivo giusto due righe per ricordare e ringraziare tutti quelli che sono venuti.

La giornata di ieri, infatti, è stata occasione per rivedere due dei miei editori, Fabio Larcher (Edizioni PerSempre, al cui stand sono stato per tutta la giornata, insolentendolo con le mie frecciate e pressanti richieste) e Simone Draghetti, come sempre molto in gamba nel darsi da fare per dirigere un intero staff di aiutanti. Presenti altri due editori coi quali ho lavorato, Domino e La Corte (che ho rivisto dopo lungo tempo con molto piacere), è stata anche l’occasione per conoscere di persona Gianpiero Grasso di Editrice GDS, con la quale sto pubblicando Le sette case, scambiando pareri e prospettive in comune.

Poi: Fabio Porfidia, Alessio Gallerani, Paola Boni, Giuseppe Pasquali (che ha saputo ristuzzicare il mio amore per il confronto e il dibattito, anche pepato), Davide Galati, Anna Giraldi e Marta Leandra Mandelli, che ieri ho conosciuto più a fondo (e che ho già fatto finire nella mia ragnatela per una serie di presentazioni insieme, vittima ulteriore il nostro editore PerSempre, Larcher). Ma è stata anche la giornata in cui ho conosciuto un personaggio già positivamente incrociato sul web: il mitologico Traz, che ha ricevuto da me e dal mio editore la promessa che Storia di Geshwa Olers uscirà in cartaceo al gran completo nell’arco di un anno circa.

E, si sa, ogni promessa è debito!