Realismo magico e consolazione?

Ida Bozzi sembra pensarla così, a giudicare dalla recensione che ha fatto dell’ultimo romanzo di Isabel Allende, intitolata “Isabel Allende: realismo senza magia” e pubblicata su La lettura n. 6 del Corriere della Sera del 18 dicembre 2011. Le parole che utilizza non lasciano dubbi: appare evidente ancora una volta (anzi, direi: ancora una stancante ulteriore e gratuita volta) come la narrazione magico-fantastica sia associata – in questo caso – all’adolescenza. Ecco alcuni brani:

…abbiamo apprezzato molte donne (magari esperte di cioccolato o di ricamo) dotate della stessa energia di riscatto, in storie che però mostravano di anno in anno una sempre più spiccata tendenza a diventare consolatorie, con un «lieto fine» spesso spruzzato di realismo magico, spiritismo new age o «stregoneria buona». L’ultimo esempio è il nuovo romanzo di Isabel Allende, Il quaderno di Maya (Feltrinelli): un’occasione che ci pare mancata per l’autrice di La casa degli spiriti, in un modo che dispiace per l’indiscussa abilità narrativa della Allende (la struttura del romanzo ne è la prova), per la serietà dei temi trattati e per alcune pagine incisive (ma relegate nel finale) sulla dittatura di Pinochet.

E poi:

L’impressione è che la trama noir, l’accattivante giovanilismo (qua e là spuntano i vampiri, gli iPod e Facebook), l’esotismo magico dell’isola, l’horror vacui affabulatorio dell’io narrante, siano il vero «velo di Maya», e che dietro il paravento favolistico si celi un’analisi ben più potente e severa: quella racchiusa nelle poche, scabrose pagine che la Allende dedica alla ricostruzione del passato vero, la dittatura di Pinochet…

Infine:

Lì, in poche pagine, la tragedia cilena strappa la pelle senza bisogno delle unghie posticce d’una adolescente.

Ma che noia! Quando si smetterà di associare la narrazione fantastica all’infantilismo o alle pulsioni adolescenziali? Mi viene il sospetto che si tratti più di pietrificato vecchismo dell’articolo anziché di accattivante giovanilismo della narrazione. Infine, una domanda in calce: la nostra narrativa di questi ultimi anni dedicata all’adolescenza, fatta di maghi e streghette, di creaturine magiche e di paranormale troppo romance fa bene oppure male all’indisposizione dei critici? C’è da meditare, al riguardo.


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