Oggi trovo questo articolo di Wikipedia e provo un fremito. Per vari motivi.
1) Forse le conferenze fatte per tre anni e gli articoli scritti sull’argomento non sono poi stati inutili.
2) Forse c’è qualcosa da approfondire ulteriormente.
3) Forse c’è da riprendere in mano il discorso, in un nuovo giro di conferenze. Chi vuole darmi una mano (lo sapete, io sono collaborativo)?
Inoltre, a distanza di tempo devo ringraziare Francesco Coppola e la sonora incazzatura che mi causò confrontandomi con lui sull’argomento (il termine med-fantasy, però senza trattino, l’ha coniato lui), perché se non fosse accaduta non avrei scelto di tacere per un po’ di tempo e di meditare ulteriormente, scegliendo di far parlare i romanzi anziché le menti. Però adesso è passato più di un anno ed è tornato il momento di riprendere in mano il discorso.
Credo che non succederà prima di aver dato alle stampe il terzo volume di Storia di Geshwa Olers, intitolato Il cammino di un mago, dal momento che in esso faccio riferimento alla mitologia greco-romana e alle leggende veronesi, riprendendole in chiave horror. Ma dopo, è assicurato, mi rimetto in viaggio sui sentieri della narrativa fantastica di ambientazione mediterranea.

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