Sembro scomparso – aggiornamenti

BANNER versione BpiccoloSembro scomparso, ma non lo sono. La strada per completare il VII volume di Storia di Geshwa Olers (i cui primi sei volumi sono acquistabili su Amazon) è ancora lunga, ma nell’arco di due o tre mesi dovrei riuscire a vedere il traguardo. Vi annuncio già che sarà il volume più rivoluzionario, come ho già scritto altre volte in altri luoghi.

Il sole sulle bianche torri sarà composto da tre parti. La prima di queste è uscita su Feedbooks alcuni mesi fa e non ha avuto il successo in termini di download che avrei sperato, forse perché prima parte di un’unità (al momento) monca. Il che è comprensibile. La seconda parte sarà il punto di snodo di tutta la saga, perché metterà nella giusta luce qualunque cosa sia stata scritta nelle tremila pagine precedenti. La terza parte costituirà la degna conclusione. Il volume comprenderà, ovviamente, tutte e tre le parti.

Nell’attesa di questo VII volume, potete continuare ad acquistare i miei due romanzi horror pubblicati con Dunwich Edizioni (qui trovate Trasmissione inversa), che mi stanno dando piccole soddisfazioni, oppure un altro di quelli autonomamente messi in vendita su Amazon. In ogni caso, ancora un grazie a tutti, in modo particolare a coloro che hanno iniziato a seguire questo blog in un periodo di magra.

Fabrizio

Su Codice infranto – da Letteratura Horror.it

Codice-Infranto-ver2-by-sabercore23Giusto per ricordare, quel che diceva il sito Letteratura Horror circa il mio primo romanzo targato Dunwich Edizioni, Codice infranto:

“Se si legge il romanzo di Fabrizio Valenza non si rimane a bocca asciutta, né ci si perde nei suoi meandri, anzi quasi se ne vorrebbe sempre di più.
Codice infranto è una storia horror in pieno stile, con grandi riferimenti al sopranaturalee, anche, leggermente splatter – cosa che non guasta mai – e riesce a provocare un’empatia-antipatia con i protagonisti che lega il lettore ancora di più al testo.
La tematica trattata, la pedofilia, è molto delicata e spesso il libro è “disturbante” poiché vengono presentate immagini forti, a volte eccessive, mai morbose e inutili, però, sempre intonate con il racconto, il tutto ha un fine ed è un fine importante. Fino a ora non avevamo mai trovato libri di genere che trattassero questo argomento in modo così crudo e deciso, mai nessuno che lo condannasse nel modo così deciso e autorevole.”

Potete leggere l’intera recensione a questa pagina e acquistare il romanzo qui. Inoltre, ricordatevi che non solo il passaparola è importante, ma anche l’inserimento dei commenti e dei voti nei siti di acquisto. Per esempio, ricordatevi di inserire il vostro voto e il vostro commento su Amazon circa Trasmissione inversa. Che continua ad andare bene, grazie a tutti voi!

Tu sarai l’inizio – stesura /3, ovvero To much love will kill you

TOO-MUCH-LOVE.jpegFino a che punto è giusto amare? Senza limite, direte voi. Ma… sempre? E in ogni modo?

Questa è la tematica fondamentale di Tu sarai l’inizio. Trattandosi di un romanzo sull’amore – come dicevo, in modo specifico sul modo in cui gli uomini amano (ma forse anche le donne) – la questione è importantissima. Ogni stesura di romanzo ha, però, un momento in cui le cose devono apparire del tutto chiare al suo autore. Ammetto che per me molto a lungo non sono state tali.

Fino al momento della svolta. Che è arrivata, come già altre volte, sotto forma di sogno, in cui ero io che amavo e preferivo morire di amore, assieme a tutta l’umanità. Una situazione limite, ovviamente, che mi ha permesso però di comprendere come questa fosse la tematica fondamentale di tutta la storia e di come, inoltre, non potesse avere altra impronta che quella horror.

Perché chi mette a morte l’intero genere umano per vivere il proprio amore, in fin dei conti, non è il più grande carnefice della storia? O forse è solo un inguaribile romantico? Si sa, l’amore romantico (quello pieno e travolgente) è possibile solo nelle narrazioni, non nella vita reale. E, aggiungo io, grazie a Dio! Già Freddie Mercury cantava, d’altronde, che To much love will kill you (qui nella versione di Brian May del 1991).

Quando un uomo ama eccessivamente, senza limiti, perciò, la sua storia rischia di divenire un horror con i fiocchi. Tale, spero, sarà anche Tu sarai l’inizio.

Nel frattempo, se vi va, date un’occhiata a un altro paio di romanzi: uno si intitola Codice infranto (altri uomini che “amano”, ma in modo totalmente sbagliato) e l’altro Trasmissione inversa (l’amore come percorso privilegiato dell’insensatezza). Sono entrambi pubblicati dall’ottima Dunwich Edizioni.

Tu sarai l’inizio – stesura /2

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Tra i protagonisti di Tu sarai l’inizio c’è anche un bambino. Si chiama Giulio, ha quattro anni e una sorella, Lorena. È il figlio di Roberto, rugbista, fratello di uno dei personaggi principali, Giovanni.

Giulio riceve un dono e grazie a questo diviene capace di leggere nel presente altrui e nel prossimo futuro di chi gli è vicino. Una straordinaria dote che, presto, si trasforma in una fonte di preoccupazione per chi ha a che fare con lui e una maledizione per se stesso.

Come ogni bambino, però, troverà il modo di cavarsela e di far quadrare il cerchio. Perché ogni bambino è capace di far quadrare il cerchio, volente o nolente.

Già in altri romanzi horror mi è capitato di raccontare le vicende, spesso tristi o violente, di bambini e ragazzini. Mi è capitato in Commento d’autore, dove la figlia dello scrittore Cesare Ombroso si riscopriva medium, e mi è capitato soprattutto in Codice infranto, dove alcuni bambini morti attuano una vendetta sottile nei confronti dei loro carnefici. Se volete leggere quel romanzo, edito da Dunwich Edizioni, potete farlo acquistandolo per esempio sul sito Amazon.

I bambini sono spesso vittime, è un dato di fatto di cui mi rendo sempre più conto tramite il mio lavoro. Se non lo sapete, insegno alla Scuola dell’Infanzia. Mi trovo dunque in un osservatorio speciale per i piccoli che vanno dai 3 ai 6 anni. I primi artefici dei loro problemi sono solitamente i genitori, che troppo spesso fanno finta di non rendersi conto di quanto stiano soffrendo in certe situazioni o che, addirittura, provocano la loro sofferenza per vie spesso inconsapevoli: volendo che siano in un modo piuttosto che in un altro, idealizzandoli, riempiendoli di attenzioni eccessive, parcheggiandoli da nonni o vicini. E così, l’infanzia, che spesso viene considerata la fase di vita più serena, si trasforma talvolta in un periodo colmo di frustrazioni e di difficoltà.

Ma le risorse dei piccoli sono, per l’appunto, grandi. Scopritele con Codice infranto. Ne vale la pena. Finora è il mio romanzo che ha ottenuto commenti e voti maggiormente positivi. Ovvio, c’è sempre posto e tempo per Trasmissione inversa, che si sta battendo bene. In ogni caso, buona lettura!

Prime day e Dunwich Edizioni

Codice-Infranto-ver2-by-sabercore23Buongiorno a tutti. Oggi parliam di altre uscite per Dunwich Edizioni. Perché se non lo sapete, oggi è il Prime Day di Amazon e quel che significa potete andarlo a leggere qui. In breve, il Grande Giorno delle Promozioni Amazon.

Su Amazon trovate molti miei libri, per non dire quasi tutti, ma vorrei segnalarvene solo alcuni. Quelli pubblicati da Dunwich Edizioni. Perché se ultimamente è uscito Trasmissione inversa, il quinto capitolo della Cthulhu Apocalypse che sta avendo un buon successo (ivi compreso, pare, il mio volume, che si può leggere indipendentemente dagli altri), prima era stato pubblicato Codice infranto, da molti giudicato il mio miglior romanzo, sebbene a tematiche forti.

Ecco, dunque, di cosa parla. Qui il link per l’acquisto.

Rocco Costanzo, Angelo Tiraboschi e Gustavo Nicolis sono insegnanti e colleghi presso una scuola di Verona. Nascondono un segreto tremendo: tutti e tre pedofili, nel giro di dodici anni hanno violentato e ucciso otto bambini, proteggendosi con un codice di comportamento creato appositamente. Ma quando una domenica pomeriggio Angelo Tiraboschi infrange le regole per soddisfare i propri istinti, uccidendo un ragazzo che si prostituiva, il trio piomba nell’orrore. 
Angelo Tiraboschi è il primo a morire in modo violento e impressionante. La maledizione che l’ultimo giovane assassinato gli ha lanciato prima di spegnersi inizia a mostrare il suo alone di minaccia. E Rocco Costanzo, il leader del gruppo, comincia ad avere degli incubi, nei quali i bambini che i tre hanno seviziato e ucciso tornano a visitarlo…

Ed ecco cosa ne pensano alcuni (tra i quali Danilo Arona, scusate se è poco!):

“La tematica trattata è molto delicata e spesso il libro è “disturbante” poiché vengono presentate immagini forti, a volte eccessive, mai morbose e inutili, però, sempre intonate con il racconto, il tutto ha un fine ed è un fine importante.” ( LETTERATURA HORROR)

“Un romanzo breve ma concentrato, che non lascia niente al caso” ( La Bancarella del Libro)

“Quando le più inconcepibili perversioni dell’uomo riusciranno a materializzare l’oscurità attorno a te, non nutrire più alcun dubbio. Ogni codice è stato infranto. Milioni di stelle si sono già spente. E un abominio di carne e di sangue si fa largo nella nostra realtà ed esige vendetta. Codice infranto di Fabrizio Valenza, perfetto mix di mystery e supernatural, è un libro che ti s’inchioda alle mani.” ( DANILO ARONA)

 

Trasmissione inversa /5

Ovvero, giocare con il fuoco.

51GOJ4R0NKLI due protagonisti di Trasmissione inversa (acquistabile a questo indirizzo o leggibile gratuitamente con kindle unlimited) sono amici dai tempi dell’adolescenza. Età nella quale si sperimenta la vita per la prima volta, l’adolescenza ha da sempre portato, soprattutto i ragazzi, al limite di ciò che è lecito, mandando su tutte le furie i genitori. Nel caso di Bruno Videnti e di Paolo Tortuga, tuttavia, la loro passione è sempre rimasta segreta.

Cosa avrebbero potuto mai mostrare, infatti, ai propri genitori della loro passione per l’occulto? Sai, mamma, oggi sono andato a comprare quella copia del Necronomicon di cui ho letto nel romanzo di Lovecraft. Come? Ma no, non è pericolosa, è solo un gioco per evocare e controllare le anime dei morti… Oppure: papà, oggi non vado a messa, ma a una messa nera.

Sciocchezze, tipiche degli adolescenti. Più o meno. Quando però si spinsero troppo in là, sia Bruno che Paolo decisero di tirarsene fuori, non abbastanza presto, però, da non rimanerne segnati. E quando più nessuno avrebbe potuto immaginare che quegli interessi sinistri della loro adolescenza potessero ancora gettare una qualche ombra sulla vita, ecco che a Verona scoppia l’ondata rossa di follia.

Trasmissione inversa, che si sta ritagliando la sua piccola scia di lettori, parla proprio di questo. Di come, a volte, il passato (che preceda i singoli o che preceda l’umanità intera non fa differenza…) coincida con il futuro, e getti nella disperazione chi si rende conto di questo eterno ritorno del… blasfemo.

Trasmissione inversa /4

51GOJ4R0NKLA quanto pare, Trasmissione inversa piace. Vincere la scommessa “Lovecraft” non è facile, sempre che non sia troppo presto per dirlo.

Se c’è un autore imprescindibile per l’horror contemporaneo, questi è – oltre a King – H. P. Lovecraft. Le sue atmosfere cupe, la sua disperata paura, le sue creature quasi sempre nascoste dietro la linea d’ombra e di follia continuano a ispirare centinaia di romanzi ogni anno. Cthulhu Apocalypse, perciò, era tutto fuorché una scommessa scontata. Nugoli di critici o pseudotali, pronti a distruggerti non appena metti le mani sugli immondi dèi dello scrittore di Providence, non vedono l’ora di pasteggiare.

Ecco che, perciò, scrivere di Cthulhu, per di più ambientando i suoi movimenti in Italia e, direi, a Verona – come al mio solito, ma questo ormai lo sapete… – poteva sembrare un azzardo. A giudicare dai risultati, pare si sia trattato di una scelta oculata. Non mi rimane che ringraziare tutti coloro che lo stanno acquistando e leggendo, anche con kindle unlimited.

A proposito, conoscete kindle unlimited, vero? Se avete quell’abbonamento, oltre a tutti gli altri miei romanzi, potete leggere gratuitamente anche Trasmissione inversa. Questa è la pagina.

Trasmissione inversa /3

51GOJ4R0NKLBuongiorno a tutti. Eccoci per il terzo piccolo appuntamento riguardante il nuovo horror Trasmissione inversa, pubblicato da Dunwich Edizioni. Qui potete acquistarlo.

Il V numero della cosiddetta Cthulhu Apocalypse prende il titolo da un segnale televisivo che porta chi lo coglie, anche inavvertitamente, a eliminare se stesso e i suoi cari nel modo peggiore possibile. Il tutto, con uno scopo ben preciso. Eccovi un altro brano… d’atmosfera. È tratto dal capitolo 17.

Attraversando il lungo corridoio, passammo davanti al sog­giorno, dove campeggiava un televisore ancora acceso su un canale privato. Qualcuno vendeva paccottiglia. Superammo l’accesso per proseguire verso la camera da letto. Sulla destra c’era quella matrimoniale. Due corpi, un uomo e una donna, erano ancora sotto le coperte. Le braccia erano fuori e, mentre quelle della donna erano lungo i fianchi, quelle del marito era­no sul petto.
Rimasi fermo sulla soglia della camera, mentre Paolo entra­va. La luce centrale era accesa, ma forse la sua abbagliante freddezza all’interno di un locale con le tapparelle abbassate mi smosse la paura ancestrale che quei due potessero rialzarsi all’improvviso. Erano morti, ovviamente, ma avevano ancora gli occhi spalancati.
«Dio!» esclamai. «Cosa gli è successo?»
Paolo era a metà strada tra me e loro. «Non lo capisci?»
«Ho capito che sono morti, ma per cosa?»
«Non lo sappiamo. Al momento l’unica ipotesi è infarto. En­tro la serata, avremo i primi ragguagli dal medico legale. Ab­biamo fatto fare innanzitutto degli esami tossicologici. Ma non è tutto qui.»
Provai a entrare nella stanza come aveva fatto Paolo, ma non ci riuscii. Qualcosa mi obbligava a stare fuori. Mi fidai di quanto mi diceva lui. «Infarto?»
«Potrebbe essere ma, come ti dicevo, non è l’unica opzione.»
«Ma il medico legale sarà già stato qui… cosa ha detto?»
«Conferma che, per essere più sicuri, deve avere i corpi per fare l’autopsia. Non appena te ne sarai andato, li farò portare via.»
Mi scostai dall’ingresso e feci un passo indietro. «Andiamo, allora.»
Paolo mi guardò perplesso.
«Così possono fare il loro lavoro», conclusi.
«Non è finita qui, ti dicevo. Seguimi.»
Paolo uscì e mi precedette verso un’altra stanza. Altri due letti. Due ragazzi, questa volta. Una bambina sui dieci anni aveva gli occhi spalancati, ma le pupille erano rovesciate, mo­strando il bianco della cornea. Tra le mani stringeva ancora un diario, proprio sopra il cuore. L’altro, era un ragazzo sui dodici anni. Mi fece tenerezza pensare che dormivano ancora assieme. A differenza della sorella, lui aveva gli occhi chiusi.
«Sono tutti morti d’infarto?» chiesi. Com’era possibile? «Forse è stato del gas… una caldaia…»
«Non c’era gas quando siamo entrati e la caldaia è sul balco­ne. Ho il sospetto che siamo i primi ad aver messo piede qui da ieri notte. Il sospetto è nato quando i loro insegnanti ci hanno chiamati per dirci che non erano andati a scuola. E adesso pro­va a leggere cosa ha scritto la bambina. Proprio sulla pagina in vista del diario…» Paolo mi fece segno di prenderlo pure in mano. «Sono già state fatte tutte le foto del caso.»
Ma non lo presi, forse per una sorta di rispetto o forse perché non desideravo toccare quella cosa a contatto con la morte. Semplicemente, lo aprii con le dita lasciandolo sul grembo del­la bambina e lessi quella frase.
Era scritta con una grafia che mi parve indecisa, non troppo chiara ma nemmeno brutta.
Mamma dice che ha paura e io ho più paura di lei.

Trasmissione inversa /2

51GOJ4R0NKLTrasmissione inversa è in vendita, e sta già salendo nella classifica. Ha perfino già ricevuto il primo voto, su Goodreads ed è – fortuna mia – positivo.

Qui potete acquistarlo e leggere di cosa si tratta.

Nel frattempo, un breve estratto, tutto per voi, tratto dal terzo capitolo. Il protagonista della scena è Giovanni, un buon padre di famiglia. Ha cenato e si è addormentato davanti alla TV, come succede a tanti.

Quando si risveglia, c’è una trasmissione. Un uomo e una donna sono seduti dietro un bancone. L’uomo ha capelli corti e così spettinati che danno l’effetto di un brutto parrucchino mal posizionato. La donna esprime volgarità al solo vederla, le na­ rici aperte come se faticasse a respirare, i pugni chiusi e il capo proteso in avanti.

L’uomo sta urlando qualcosa. «A soli diciotto centesimi, non uno di più, sarà vostro! Diana ha mandato un messaggio a tutti voi.»

L’immagine di un ovale con la fotografia di una donna in posizione di tre quarti, che osserva con sguardo profondo e an­ che un po’ funereo lo spettatore, appare al posto dei due bandi­ tori.

La voce in sottofondo continua. «Oggi la sfera di Diana dice che il novanta esce su Napoli e Palermo, è il miracolo di oggi!» Quel ritratto femminile che sa di cimiteriale svanisce per tor­ nare a far brillare la rozzezza dei due tizi. Adesso è la donna a

parlare. Una voce che esprime appieno l’aggressività della posa. «La sfera di Diana in questa diretta è il miracolo di no­ vembre: il numero novanta dalla sfera di Diana. Non potete dire che non vi abbiamo avvertito.» La voce diventa perfino roca e la donna alza la mano destra a puntare con l’indice lo spettatore. «Non puoi dire che non ti abbiamo avvertito. Con diciotto centesimi ti porti via tutto.»

Torna l’uomo. «Uno, due, tre! Chi chiamerà troverà tutte le giocate vincenti!»

Adesso scompare l’immagine di quei due trogloditi e al suo posto si sostituisce la dolce armonia di una musica che sembra Vangelis suonato da Richard Clayderman. Sullo schermo un cartiglio con due numeri vincenti e la scritta: Centenario ber­ saglio preso!!! La sfera di Diana.

Giovanni non è così rincoglionito da non rendersi conto del­ la bruttura commerciale cui sta assistendo e prende il teleco­ mando. In effetti non sa nemmeno spiegarsi come sia finito su quel canale, a meno che non soffra di sonnambulismo, dato che dormiva.

Vaffanculo, pensa. Manda indietro con il pulsante per risalire i canali fino a quelli più conosciuti. Dovrebbe andarsene a let­ to, in effetti: sono le due e un quarto e Paola e Ruggero saranno sprofondati nel sonno da tempo. Lui invece ha ancora gli abiti del lavoro. Ha perfino cenato con quei vestiti e adesso gli dan­ no la sensazione di non aver mai staccato dall’ufficio.

Vorrebbe tanto prendersi una pausa vacanziera. Subito dopo averlo pensato, però, gli torna in mente che ha già prenotato il tutto. Parigi. Un sollievo si espande dentro di lui.

«Diana ha mandato un messaggio a tutti voi!»

In TV ci sono ancora quei due tizi, con il loro carico di ag­ gressività e volgarità. La donna batte le mani sul bancone e strilla: «È il miracolo di oggi, il miracolo di novembre. A soli diciotto centesimi!»

Ma non aveva cambiato canale? Torna indietro con il pul­ sante, ma si rende conto che su ogni frequenza c’è la stessa tra­ smissione. Giovanni aggrotta la fronte: si vendono i programmi tra di loro? Forse di notte tutti i canali commerciali condivido­ no le trasmissioni. Poi si rende conto di aver pensato a una cosa assurda.

L’uomo sta per riprendere a gridare che «a soli diciotto cen­ tesimi, non uno di più, sarà vostro!», quando la trasmissione si interrompe. Solo rumore bianco, adesso, poi nemmeno più quello.

Effetto neve.

Un continuo sfarfallio su un televisore al plasma. Giovanni non ha mai sentito dire che su una TV di ultima generazione possa accadere e il solo pensiero lo irrita. Si alza e assesta una botta sul bordo dell’apparecchio, come se si trattasse di un pro­ blema di cavo o qualcosa del genere. Poi rimane colpito da qualcosa.

«Ma che…» dice appena.

Quindi si allontana piano piano dalla TV, lo sguardo attratto da qualcosa che solo lui vede, nonostante il continuo effetto neve che non accenna ad andarsene. Giovanni retrocede fino a sedersi sul divano, proteso in avanti per osservare al meglio.

Ruota perfino la testa come se tentasse di capire ciò che i suoi occhi vedono e non vedono. Il telecomando gli cade, la sua mano non riesce più a trattenere nulla. Si alza, stacca gli

occhi dalla TV e si dirige verso il corridoio. Arrivare da lì alla cucina è poca cosa. I passi non sono quelli sicuri di un uomo sveglio, assomigliano piuttosto a quelli di un sonnambulo. Rie­ sce a evitare i mobili – lo spigolo della credenza, il tavolo e le sedie – e fa il giro della cucina per avviarsi ai cassetti. Apre il primo e afferra un coltello a lama larga, di quelli molto affilati che servono a tagliare le costate di manzo o a incidere in pro­ fondità un tacchino bello gonfio. Si specchia sulla lama, ma non vede nulla nel buio della cucina. Perciò si dirige fuori, ver­ so il soggiorno e alla luce del lume osserva il suo riflesso nel coltello. Poi lo lascia cadere a terra. Quello rimbalza sul tappe­ to e non fa rumore, motivo per cui né Paola né Ruggero si sve­ gliano.

Forse in quel momento Giovanni sta pensando, e magari sta pensando di essere sul punto di commettere un atroce sbaglio. Cosa gli è preso? Però continua a camminare e si orienta senza vedere nulla. Esce dal soggiorno, apre la porta di casa e si diri­ ge verso il capanno degli attrezzi, quello sempre aperto dove, di tanto in tanto, ripara qualcosa in compagnia di Ruggero. Si siede sul ceppo dove taglia la legna per l’inverno e lì si prende la faccia tra le mani.

Infine lascia cadere le mani sulle gambe e vede che alla sua sinistra c’è – ancora poggiata al bancone da lavoro dall’ultima volta che l’ha usata, cioè più di otto mesi prima – l’accetta, quella più piccola.

Sarà sufficiente.

La afferra e si dirige in casa. Va innanzitutto dalla moglie.

Spero sia sufficiente a farvi venire… l’acquolina in bocca, scusate la frase fatta. A domani, con un’ultima anticipazione e un ulteriore approfondimento.

Trasmissione inversa /1

51GOJ4R0NKLOvvero, dell’arrivo di Cthulhu.

In uscita per Dunwich Edizioni domani 28 giugno 2016, Trasmissione inversa è il mio ultimo romanzo horror. Un romanzo a tinte forti, che non mancherà di scuotere gli stomaci più deboli e soddisfare i palati più fini. Ultimo volume del ciclo di Cthulhu Apocalypse, cui hanno partecipato anche le penne – per dirne alcune – di Claudio Vergnani e Daniele Picciuti, il romanzo può essere letto indipendentemente dagli altri.

Trasmissione inversa ha 150 pagine circa ed è acquistabile su Kindle Store a questo indirizzo.

La trama: Autunno 2015. Un villaggio immerso nella nebbia vicino a Verona. Un uomo torna dal lavoro e siede a tavola con la moglie e il figlio di tredici anni, che ama più di ogni altra cosa al mondo. Si risveglia sulla poltrona all’una e un quarto di notte. Gli altri già dormono. Non capisce cosa stia vedendo sullo schermo della TV ancora accesa, si rende appena conto che è qualcosa che lo terrorizza quando si alza, va in cucina, cerca nei cassetti, prende un coltellaccio, ma lo lascia cadere per terra. Meglio l’accetta. Esce, va nella legnaia e sale a compiere il suo dovere. 
Con questo omicidio apparentemente incomprensibile inizia l’incubo di Verona, l’ondata rossa di follia, come viene subito ribattezzata dai media. Un poliziotto e un giornalista fanno del loro meglio per capire cosa stia accadendo, nella speranza di riuscire a bloccare le stragi familiari che si susseguono a ritmo serrato. Mai avrebbero immaginato che i loro incubi adolescenziali, fatti di romanzi horror e sette magiche, potessero divenire quotidianità. 
Cthulhu è dietro l’angolo. Aspetta soltanto che qualcuno pronunci le parole giuste.

A domani con altre anticipazioni.