Il bisogno di un nemico

pauraQuesto sarà un discorso impopolare. C’è chi pensa fin troppo, fino a farla diventare una reale necessità dell’uomo medio occidentale, di avere un “nemico”.

Mi guardo attorno e mi riconosco sempre meno in questo atteggiamento, in tale modo di pensare, che riguarda praticamente ogni cosa. C’è un nemico per ogni necessità, che riguardi il mondo naturale, che riguardi la società nella quale siamo nati, che abbia a che fare con le persone che incontriamo. Il nemico è sempre là fuori, pronto a minacciarci, vera e propria ossessione di questi decenni. Una sorta di panacea per ogni paura dalla quale siamo afflitti. Sono paure che deturpano il volto di ciò che mi è più caro.

Cominciamo da questa cosa che qualcuno chiama “ideologia gender“. La Chiesa ne parla da qualche tempo, anche se in modo né del tutto convinto né del tutto convincente. Io stesso ne ho fatto una ricerca per tentare di capire cosa vi fosse di realmente fondato. Non sono mai riuscito a trovare nulla che faccia pensare a quella sorta di complotto internazionale ai danni della sessualità (ben definita?) dell’essere umano che viene additata a più riprese. Al limite, vari fatti tra loro scollegati, che mi sembrano più motivati da un desiderio di difendere quello che viene ritenuto (da alcuni, molto pochi, in verità) un diritto a determinare la definizione della propria o altrui sessualità, ma nulla che faccia pensare alla decisione di qualcuno dall’alto di modificare lo statuto dell’essere umano. Eppure, è pieno di quelli che io chiamo integralisti cattolici, che fanno di tutto per convincere che c’è questo nemico alla porta, sempre pronto a irrompere nelle scuole con finti matrimoni tra bambini o bambine, con messinscene nelle quali i maschietti vengono vestiti da femminucce e viceversa (ma quando cerchi qualcosa di preciso, non trovi nulla e solo un sacco di smentite da insegnanti e dirigenti). Ho una collega integralista (la chiamo così perché il suo modo di pensare è univoco e la sua chiave interpretativa della realtà molto stretta e anch’essa univoca) che ogni volta che mi vede mi si avvicina e, sottovoce, mi dice qualcosa del tipo: “Hai sentito cos’è successo a Bologna? Hanno fatto sposare due bambini. Maschi. È il gender!” Non c’è scampo, ne ha sempre una. Se non mi parla di questo, mi tira fuori che il diavolo si è manifestato da qualche parte o in qualcuno. Terza alternativa di argomentazione: Medjugorie. Insomma, un unico argomento diversificato: il nemico dal quale guardarsi bene.

Passiamo alle “scie chimiche” o ai metalli pesanti che vengono nascosti nei vaccini per indebolire il sistema immunitario. Secondo voi perché vogliono fare ai nostri bambini dodici (12!) vaccini in un colpo? Per abbattere le loro difese immunitarie e favorire le case farmaceutiche, che così possono vendere prodotti per guarire le malattie che esse stesse hanno ingenerato. Ho una collega (un’altra, non quella integralista; questa è pure integralista, ma in un modo diverso) che quando vede una scia chimica in cielo (un’altra delle bufale dell’epoca contemporanea) dice ai bambini di abbassare lo sguardo verso terra e di non respirare l’aria.

Un altro nemico dei nostri anni, lo sapete tutti, è lo straniero, specialmente se arabo e musulmano. Non importa che non si sappia distinguere tra musulmano e musulmano: secondo gli spaventati fautori del fuori-tutti-i-musulmani sono un unico agglomerato primitivo e dedito a violenze continue, in famiglia e fuori famiglia. Questa gente davvero evoluta (i nostri fautori del fuori tutti) non è capace di conoscere la storia (che ci racconta come le peggiori guerre di religione in Europa, finora, le abbiano fatte proprio i cristiani: nel Seicento ci sterminammo per bene a causa della religione, dimezzando in trent’anni la popolazione europea! La stessa storia ci racconta come, nei decenni passati, i terroristi noi li avessimo in casa, fossero tutti italiani e uccidessero molto spesso: appartenevano a una “religione” ideologica, quella di un comunismo combattente, e hanno seminato il terrore per molto tempo, mentre oggi l’Italia appare piuttosto fuori dal giro di chi si fa esplodere o investe con camion e sgozza in giro per l’Europa), non è capace di fare il minimo tentativo per conoscere quant’è vario il mondo islamico, grande e differenziato almeno quanto quello cristiano, non è nemmeno capace di capire che è il proprio pregiudizio interiore a parlare quando addita un musulmano e gli impedisce di vedere che un cristiano o un laico talvolta è ben peggio (caratterialmente e socialmente parlando) di quel musulmano che sta additando.

Ogni volta che guardo a questi fenomeni, non posso fare a meno di vedere con sempre maggior chiarezza quel che mi appare: il mostro interiore di ciascuno di costoro, che balza fuori e si proietta all’esterno perché non conosciuto, perché non accettato. Ebbene sì, sono più che convinto che la paura del gender nasconda dubbi sulla sessualità propria di chi lo teme, che la paura delle scie chimiche e dei metalli pesanti nei vaccini nasconda dubbi sull’utilità della scienza e più profondi timori riguardanti il mondo che circonda chi li teme, e che la paura eccessiva dello straniero e della sua “violenza” (in qualunque modo possa manifestarsi, dal fastidio per la sua sporcizia e puzza all’atto aggressivo di farsi esplodere o investire o pugnalare innocenti) celi una paura più profonda, sempre tenuta nascosta a forza di un costume “civile” che la nostra società ci impone a tutti i costi: la paura della propria aggressività, della propria violenza mentale, della propria capacità di usurpare il posto degli altri non appena c’è occasione.

Ogni paura che riversiamo all’esterno corrisponde sempre a una paura che abbiamo di noi stessi. Dovremmo davvero fare il tentativo di conoscerci meglio, per non rendere il mondo che ci circonda un inferno ben peggiore di quello che – forse – già è. Se troviamo il paradiso già dentro di noi, forse riusciamo a vederlo anche fuori di noi.

Un pensiero riguardo “Il bisogno di un nemico

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