Alcune news

Vorrei parlare della lettura di Wunderkind – Una lucida moneta d’argento, di GL D’Andrea, ma rimando a un post successivo. Dico solo che finalmente ho trovato la pietra di paragone per farmi un’idea qualitativa del fantasy italiano. Il suo Wunderkind rivela il migliore scrittore fantastico.

Vorrei parlare della situazione italiana e dell’incapacità del Governo e dei politici di rendersi conto che la gente non ce la fa più, e che se non aprono gli occhi ciò che sta accadendo in Grecia, Spagna e Inghilterra accadrà anche qui, ma forse con un tantino di cattiveria in più. Però non lo faccio perché sarebbe troppo lungo e al momento ho troppo da fare.

Vi segnalo una citazione di una pagina di Commento d’autore (nella quale il protagonista Cesare Ombroso inizia a camminare su una strada alternativa) fatta dal blog Al peggio non c’è mai fine per parlare di una nuova versione di Pinocchio. Grazie Iri.

Infine vi rimando alla pagina home del mio sito. Un piccolo passo in più verso la versione 2011 de Il viaggio nel Masso Verde. A tal riguardo non mancheranno le anticipazioni per scoprire in che modo questo romanzo sarà diverso dalla precedente versione.


6 risposte a "Alcune news"

  1. Secondo me lo sanno benissimo che non ce la facciamo più. Solo che non gliene frega ‘na emerita mazza.
    Addirittura il migliore scrittore fantastico? Sono proprio curioso di leggerlo a questo punto. Il primo libro l’ho letto. L’avevo trovato carino ma non mi aveva entusiasmato. Non era propriamente il mio genere.
    Chagall ringrazia… e ti dice che se lo confondi ancora con me verrà a infestare casa tua 😀

  2. Oops, I beg your pardon, sir!
    Non so, sono indeciso se lo sanno e non gliene frega nulla o se non se ne rendono conto perché vivono in un altro mondo (propendo per questa seconda ipotesi, sulla scorta di ciò che dice la Bibbia: chi è ricco è come accecato – lo vedo anche a livelli molto più bassi, figurarci così in alto…).
    D’Andrea maneggia le parole con una capacità che fa impallidire quasi tutti gli altri, sì! Ho letto di quei commenti, in giro per la rete, che fanno ridere da quanto sono fuori dal mondo. E il bello è che ‘sti sedicenti “critici” sono convinti di saperla lunga, mentre non si rendono nemmeno conto che conoscere la lingua italiana non consiste solo nel saper mettere una parola dietro l’altra per formare una frase. La critica più diffusa (e anche più infondata) è quella relativa alla pesante e incongrua aggettivazione che userebbe: ho trovato ogni aggettivo (non solo, ogni parola) perfetta. Le immagini descrittive sono potenti e perfette, l’immaginario fiabesco è riutilizzato con una capacità che lascia i vari Tarenzi e Dimitri a chilometri di distanza (non fosse altro per il fatto che si tratta di un riutilizzo non strumentale, bensì naturale e funzionale!), il Dent de Nuit è una delle più belle ambientazioni d’ombra e di buio mai lette, la concezione di fondo del Wunderkind (una critica spietata al neoliberismo) è quanto mai attuale ed efficace grazie all’horror infuso senza scrupoli, lo urban fantasy macchinoso che va tanto di moda in Italia in questi ultimi due anni è soppiantato da un tessuto narrativo che fonde urban con fantasy con fiaba con horror.
    Ne sono assolutamente entusiasta. Finalmente il fantasy italiano è in grado di pareggiare i grandi scrittori stranieri. Ma l’italiano (leggi: il lettore italiano) medio ha la mente deformata da un orgoglio e da una saccenteria tali, che è praticamente incapace di rendersi conto della qualità di ciò che legge.
    Potrei proseguire per ore e per pagine, perché è bastato un solo libro per convincermi di questo. Avevo già avuto delle avvisaglie con il racconto che ha pubblicato nel sito Aiuto per il Giappone, Nothing Else Matters, dove in poco spazio ha dato esempio di grande capacità narrativa, ma la conferma è arrivata (per me) solo ora.

  3. ^_^ grazie, sono un lettore italiano.
    Sinceramente io direi invece che sarebbe ora che voi scrittori per primi deste meno importanza a questi sedicenti critici. Siete voi per primi incartandovi a rispondere a questi che attribuite un valore che non possiedono. Se voi li lasciaste perdere, si esaurirebbero da soli. Perchè la verità è che con tutto il loro sfoggio di cultura e preparazione la maggior parte delle volte risultano semplicemente pedanti e noiosi.
    Ma se gli scrittori perdono cadono in questi tranelli e perdono tempo a rispondere, non fanno altro che dare loro potere.
    Quanto alla mia opinione sul primo libro non cambia, e non mi voglio sentire stupido per questo. Ma leggerò con grande attenzione il secondo, come cerco sempre di fare.
    Il sito lo guardo quando mi riportano gli occhiali perchè ora praticamente vedo nuvole. (ho scritto tutto su un file word ad una grandezza imbarazzante, spero non ci siano errori).

  4. Ma Iri, forse tu esuli dalla media, no? 🙂
    Guarda, sull’importanza eccessiva che stiamo dando ai lettori hai ragione, però è purtroppo parte del gioco di chi scrive, soprattutto per chi pubblica con piccoli editori. In fin dei conti, chi pubblica con Mondadori eccetera può anche fregarsene perfino dell’intera rete di internet, perché il suo libro sarà comunque a portata di mano di tutti. Ma chi, come me, pubblica solo con piccoli editori, è “costretto” a intrattenere rapporti con la rete anche quando non vorrebbe. Volenti o nolenti, dare eccessiva importanza a questi sedicenti critici è una delle conseguenze negative di questa vicinanza forzata.
    Inoltre, se io volessi fare un articolo bello lungo sul Wunderkind, non potrei esimermi dal desiderio di stroncare tutte le scempiaggini che sono state scritte, per esempio, su aNobii. Le stavo scorrendo proprio qualche minuto fa. Ci sono esempi epigrafici di idiozia umana, credimi, e sarebbe un peccato non parlarne per metterle in evidenza. Forse c’è un po’ di sadismo in me, e viene fuori in questo modo, o magari un po’ di masochismo e non riesco a evitarlo. Tutto può essere, ma il mondo editoriale italiano, come vado dicendo da un po’ di tempo, è malato, anche a causa di internet e dell’errato rapporto forzato tra autori e lettori.

  5. Io non penso di esulare dalla media. Anzi, credo di essere pure sotto. Solo che quasi per caso circa due anni fa ho cominciato a usare internet. Ci sono moltissime persone che leggono molto più di me, ma non scirvono su internet.
    Quanto al fatto che uno scrittore se pubblica con piccoli editori sia obbligato non lo trovo completamente vero. Io Azzolini non l’ho mai visto da nessuna parte, e il suo libro l’ho adorato.
    E non intendere la cosa come una critica nei tuoi confronti. Ma secondo me, te lo dico in amicizia, per quanto tu sia stato bersaglio di attacchi che mi avrebbero fatto piangere (letteralmente), io ti dico di imparare a dare meno importanza a quello che dicono gli altri, specialmente se è evidente che sparano boiate. E anche di utilizzare internet più quando ne hai voglia che quando ‘devi’ farlo. Pensi che chiudere la pagina face book ti toglierà dei lettori? Secondo me chi ti leggeva prima continuerà a farlo. Al posto di perdere tempo a discutere di questi critici cerca di trovare con chi ti sostiene, e solo se ti fa piacere, idee nuove per promuovere il lavoro che fai.

  6. Sì, ma è quello che faccio. E infatti approfitterò di tutti voi, ma questo già lo sai, no? 😉
    Per il resto, sarà a causa della mia sicilianità, ma ‘sta gente non la può passare liscia!

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