Sembro scomparso – aggiornamenti

BANNER versione BpiccoloSembro scomparso, ma non lo sono. La strada per completare il VII volume di Storia di Geshwa Olers (i cui primi sei volumi sono acquistabili su Amazon) è ancora lunga, ma nell’arco di due o tre mesi dovrei riuscire a vedere il traguardo. Vi annuncio già che sarà il volume più rivoluzionario, come ho già scritto altre volte in altri luoghi.

Il sole sulle bianche torri sarà composto da tre parti. La prima di queste è uscita su Feedbooks alcuni mesi fa e non ha avuto il successo in termini di download che avrei sperato, forse perché prima parte di un’unità (al momento) monca. Il che è comprensibile. La seconda parte sarà il punto di snodo di tutta la saga, perché metterà nella giusta luce qualunque cosa sia stata scritta nelle tremila pagine precedenti. La terza parte costituirà la degna conclusione. Il volume comprenderà, ovviamente, tutte e tre le parti.

Nell’attesa di questo VII volume, potete continuare ad acquistare i miei due romanzi horror pubblicati con Dunwich Edizioni (qui trovate Trasmissione inversa), che mi stanno dando piccole soddisfazioni, oppure un altro di quelli autonomamente messi in vendita su Amazon. In ogni caso, ancora un grazie a tutti, in modo particolare a coloro che hanno iniziato a seguire questo blog in un periodo di magra.

Fabrizio

Storia di Geshwa Olers e la lettura continua con Amazon

BANNER versione BpiccoloLa bella notizia è che Storia di Geshwa Olers sta lentamente diventando un long… seller (?). Il punto di domanda si riferisce al fatto che non si tratta tanto di essere venduto, quanto, piuttosto, di essere letto tramite kindle unlimited.

A distanza di nove anni da quando pubblicai il primo capitolo gratuitamente sul blog di Splinder, i volumi del mio romanzo fantastico di ambientazione mediterranea continuano a farsi leggere da centinaia di appassionati del genere. Non è per nulla un fatto scontato, anzi, lo prendo come un segnale molto positivo.

Kindle unlimited è il servizio messo a disposizione da Amazon per la lettura gratuita degli ebook in formato .mobi.

Di cosa si tratta? È un abbonamento mensile di circa 10€ che permette di leggere tutti i libri che si vuole rientranti nel servizio, ovvero la maggior parte. Storia di Geshwa Olers è uno di questi. Mese dopo mese sono migliaia le pagine che vengono lette e la cosa non può che rendermi davvero orgoglioso.

Perciò, grazie ancora una volta  a tutti. Se vi piace il romanzo, diffondete la parola. Rimane il mezzo più efficace di pubblicità. Parlatene agli amici, parlatene in famiglia, consigliatelo ai vostri figli in cerca di letture appassionanti, suggeritelo come lettura scolastica. Storia di Geshwa Olers offre più di uno spunto, anche da un punto di vista meramente culturale, non fosse altro per la quantità di leggende tipiche dell’Italia e del Mediterraneo tutto che mette in gioco nella narrazione.

Promozione per La ragazza della tempesta

cop5versamazGratuito su Amazon, è possibile scaricare solo oggi e domani La ragazza della tempesta, il romance primo capitolo della trilogia dell’isola. Il link del download è questo ed ecco la trama del romanzo:

Doveva essere solo una richiesta di informazioni.
Lidia stava cercando di tornare a Milano dalla calura di Zoagli, ma il destino la portò a bussare proprio a quella porta. E ovviamente, accadde che fosse proprio Riccardo ad aprirle. È davvero un pescatore, quell’uomo disegnato nella tenebra e nel mistero? E ciò che le racconta quando la invita a pranzo… è tutto vero?
Lei è una giornalista di un importante quotidiano nazionale e fa di tutto per non cedere al fascino di Riccardo. I suoi modi gentili risultano a volte incomprensibili, ma ciò non impedisce che scatti un feeling immediato, ed è subito breccia nei cuori di entrambi.
Qualcosa, però, si muove, risalendo dal passato. Riccardo nasconde ben più di qualche mistero e la giornalista, con la determinazione e l’inguaribile curiosità che le sono tipiche, è decisa a svelarli, infilandosi nei guai. Soprattutto quando scopre che quell’isola di fronte alla costa, soprannominata dalla gente del luogo “isola dei morti”, ha forti legami con il tenebroso uomo a cui rischia di legarsi.

Amore e thriller si intrecciano nel primo capitolo di una trilogia romantica pronta a esplodere: una storia che sa di redenzione dalle colpe del passato.

Ricordate: solo per il 20 e il 21 gennaio. Passate parola!

Trilogia dell’isola – La ragazza della tempesta

cop5versamazQuesto primo post dell’anno è per segnalare la nuova versione di La ragazza della tempesta, un romance pubblicato per la prima volta nel 2009, ma da oggi capitolo iniziale (e in sé autoconclusivo) della trilogia dell’isola.

Ecco la trama:

Doveva essere sola una richiesta di informazioni.
Lidia stava solo cercando di tornare a Milano dalla calura di Zoagli, ma le capitò di bussare proprio a quella porta. Soprattutto, accadde che fosse proprio Riccardo ad aprirle. È davvero un pescatore, come le racconta quando la invita a pranzo?
Lei è una giornalista di un importante quotidiano nazionale e fa di tutto per resistere al fascino di quell’uomo, gentile anche se dai modi a volte incomprensibili. Scatta un feeling immediato, è subito breccia nei cuori di entrambi.
Qualcosa, però, si muove e risale dal passato. Riccardo nasconde ben più di un mistero e la giornalista, con la determinazione e l’inguaribile curiosità che le sono tipiche, è decisa a svelarli. Soprattutto quando scopre che quell’isola di fronte alla costa, soprannominata dalla gente del luogo “isola dei morti”, ha forti legami con il tenebroso uomo a cui rischia di legarsi.

Amore e thriller si intrecciano nel primo capitolo di una trilogia romantica pronta a esplodere: una storia che sa di redenzione dalle colpe del passato.

Potete trovarla qui, ma la si può leggere anche gratuitamente tramite Kindle Unlimited. Il secondo libro della serie, Veniva dal mare, è in fase di stesura. Immagino che sarà pronto per marzo di quest’anno.

P.s.: nel frattempo, grazie per i download di Il sole sulle bianche torri. Stanno finalmente – lentamente – aumentando.

A presto,
Fabrizio

Sempre buoni propositi

copertina-auguri-felice-2016Nel post di fine anno del 2014 dicevo che la speranza fosse l’unico obiettivo da perseguire. In effetti, ha ancora senso farlo, malgrado i tempi che stiamo vivendo. Anzi, forse proprio per questo motivo, continuo a rimanere convinto che si debbano cercare le cose che il senso comune diffuso (che non è più “buon senso” già da un po’) ritiene folli.

Si chiamano integrazione, dialogo e amore. Sono tutti e tre target da raggiungere agendo in senso pratico la speranza: la speranza è solo un ideale, ma lo si può rendere concreto cercando una via di buon senso all’integrazione, una via di buon senso al dialogo e una via di buon senso all’amore. Il buon senso esclude gli idealismi, esclude gli integralismi ed esclude… le esclusioni. Perciò, cerchiamo di tornare a viverlo.

Per quel che mi riguarda, grandi delusioni dalla pubblicazione, se così permettete che io dica. Ma ne riparlerò nei prossimi giorni. A tutt’oggi, perfino l’autopubblicazione del settimo volume di Ges Olers, prima parte, Il sole sulle bianche torri, è un flop: 38 copie dopo due settimane. Gli altri volumi avevano già fatto centinaia di download, a quest’ora. La causa è difficile da comprendere, ma tra le varie (sì, ce n’è forse più di una) è da annoverare l’onnivoracità dei social, Facebook su tutti. Anche il lavoro non va come dovrebbe: diminuiscono le ore di insegnamento, diminuiscono le entrate, urge ripensare la propria posizione, per evitare l’effetto povertà nella vecchiaia. Ho 43 anni, 44 tra pochi mesi, e la questione non è più eludibile.

Ma su tutto vige la speranza, comunque. E la speranza mi ha già portato l’amore, come non credevo fosse possibile, perciò… Il 2015 si chiude sotto questo segno, talvolta un poco crepuscolare, ma il 2016 si apre sotto la convinzione che le cose miglioreranno e che ci saranno novità. Ecco, perciò, i miei propositi per il 2016:

  • cambiare casa e avviarmi verso l’acquisto della stessa
  • pubblicare la seconda parte di Il sole sulle bianche torri
  • laurearmi (terza laurea, yes!)
  • iniziare la stesura di almeno due progetti letterari totalmente nuovi (uno dei quali… a quattro mani, ebbene sì, signori).

Credo che questo sia tutto. Non mi resta che farvi i miei migliori auguri per una buona fine (sinistro, vero?) e un ottimo nuovo inizio.

Buon 2016 a tutti voi!

Episode VII – Il sole sulle bianche torri

star-wars-slideOk, ho scherzato con il titolo. L’uscita della prima parte del settimo volume di Storia di Geshwa Olers, Il sole sulle bianche torri, coincide con la data d’uscita di Episode VII – Il risveglio della forza, nuovo capitolo della saga di George Lucas.

Allora permettetemi di segnalarvi che già da un paio di giorni è disponibile per il download gratuito il volume, dalla pagina del sito Feedbooks dedicata ai romanzi originali.

Riguardo al VII episodio di Star Wars, invece, devo dire che si tratta di un vero ritorno a Guerre Stellari. È molto più Guerre Stellari questo episodio di quelli girati da Lucas in occasione della seconda trilogia (episodi I, II e III). Anzi, forse è più L’Impero colpisce ancora. Comunque, buoni i protagonisti, soprattutto lei, sveglia e gagliarda, ma anche lui, che corre e scappa tanto, e poi pure l’altro, quello che guida l’X-Wing… Ma anche il robottino è simpatico, così come ottime le trovate del bar degli alieni, la base dei ribelli in mezzo alla foresta e bello il pianeta di sabbia. Ma anche la battaglia per la distruzione del pianeta-arma e poi… Ah sì, c’è quel confronto tra padre e figlio! Oh, lasciatemi dire che pure le sequenze sul ponte di comando dell’incrociatore stellare e…

Come? Avete un déjà-vu? No, non sto parlando di Una nuova speranza (Episodio IV), di L’impero colpisce ancora (Episodio V) o di Il ritorno dello Jedi (Episodio VI), ma proprio di Il risveglio della forza. Davvero un gran bel film, Episodio VII, anche ripensandoci il giorno dopo. Guerre Stellari merita, sempre.

L’unico post di settembre

macchinascrivereSettembre, mese di riprese. Con la scuola, innanzitutto, dopo un’estate passata in sordina e piuttosto fiacca e fiaccante. Perciò, a ritrovare nuove energie (chissà dove) per affrontare situazioni e bambini sempre più complessi (ma, spero, non complessati). Mese di nuove scritture e di correzioni. Motivo per cui non ci sono stati nuovi post.

Poche novità, perciò: un racconto in uscita per ottobre, “Scarafaggi!”, che sarà pubblicato da Imperium Edizioni. Quando sarà il momento giusto, lo pubblicizzerò. Al momento vi basti sapere che è ambientato a Verulengo… Un nuovo romanzo, immagino tra ottobre e novembre, Continua a leggere “L’unico post di settembre”

Poesie su Losservatore e news

No, non è un errore, si scrive proprio così: Losservatore. È un giornale letterario indipendente diretto e curato da Marco Bolla, poeta di Monteforte d’Alpone (ridente cittadina della provincia veronese), ormai giunto al suo XVI anno! Il numero 38, uscito proprio in questi giorni e che potete leggere a questo indirizzo, contiene alcune mie poesie. Una senza titolo (che inizia così: Trovo insopportabile il lento deperire) a pag. 8, e il Trittico dello sfogo, a pag. 4. Fa piacere sapere cosa ne pensate.

Con questo caldo e internet che va e viene (anch’esso si abbatte per qualche grado in più), vi comunico solamente che la copertina di Il sole sulle bianche torri, VII volume di Storia di Geshwa Olers, è in elaborazione a cura di Enrico Valenza. Inoltre, sto scrivendo altri due romanzi. Uno si intitola Romanzo fantasy, ma a dispetto del titolo non si tratta di un fantasy, bensì di una storia che racconta le vicende di due scrittori fantasy, di stampo ironico-realistico. L’altro, invece, è Trasmissione inversa, un horror ispirato a Lovecraft che dovrebbe vedere la luce nell’arco dell’anno (sempre che sia abbastanza veloce nella stesura…) per Dunwich Edizioni.

Insomma, parecchio lavoro da fare, ma lo faccio con grande piacere.

Il sole sulle bianche torri – prime due pagine

Un regalo per tutti coloro che stanno aspettando il VII volume di Storia di Geshwa Olers, Il sole sulle bianche torri. Arriverà, nel giro di poco. Nel frattempo, eccovi le prime due cartelle.

Capitolo 1 – Sul terremoto

terremoto-ferrara-1570Molti uomini altrimenti destinati a rimanere perfetti sconosciuti consegnarono il loro nome alla storia in seguito a ciò che accadde il 5 Kuvon del 41 d.I. Ecco, tra tutti i documenti salvati dalla catastrofe, quelli che permettono di capire la portata di ciò che accadde su Stedon.

Lettera di Barlon al padre, scritta il 5 Thevan e recapitata l’8 Thevan del 41 d. I.

Quando la terra iniziò a tremare, eravamo intenti ad attaccare i nostri ornamenti alle colonne del portico di casa. Gavion, Alanta e Opleria si inseguivano tra gli alberi del giardino e la più piccola si nascondeva di tanto in tanto dietro il tronco del grande ulivo del nonno. Sai bene come avesse avuto il tempo di diventare ampio e robusto in soli quarant’anni, quell’albero, e nessuno avrebbe mai potuto prevedere che tanta paziente attesa si sarebbe trasformata nella tragedia della nostra vita. In un solo tremendo minuto.

Le risate di Opleria quando veniva scovata da Alanta, gli schiaffi che volavano all’indirizzo di Gavion quando lui, così più alto della sorella maggiore, piombava su di loro spaventandole! L’aria era piena di leggera e folle felicità. Forse solo Alanta era consapevole di cosa significasse per Grodestà la vittoria ormai certa per tutti, o per lo meno mi piace crederlo. Cosa si può comprendere del mondo a nove anni? Ha sempre mostrato una grande intelligenza, quella bambina. Con il senno di poi, ho pensato più volte che forse avremmo dovuto lasciarla libera di giocare come e quando voleva, senza caricarla di tristezza con il nostro obbligo di frequentare l’Istruzione Poetica in anticipo. Lei aveva preso l’impegno di buona lena, com’era solita fare, proprio come una brava bambina, ricordi? Ci fosse stato donato di scrutare il futuro, avremmo agito diversamente, caro padre.

Lasciami sfogare, ché non sono ancora capace di starmene zitto. Chi non vorrebbe il meglio per i propri figli? Crediamo di fare il loro bene, ma se solo potessimo vedere il futuro…

Ricordo che Leana, con quel cerchietto di magivetro che le regalasti al suo ultimo compleanno, un dono prezioso per mia moglie, capace di farsi oro alla luce di Grodexorian e argento al barlume di Anashorian, lei e io eravamo saliti assieme sulla scala per legare il festone più lungo. Fu in quel momento che traballammo entrambi, e ci appendemmo l’uno all’altra con la reciproca certezza che fosse l’altro a provocare il dondolio. Ricordo il suo sguardo, quello spavento immediato ma pronto a scomparire dai suoi occhi, convinti fosse un mio scherzo. Ricordo anche il modo in cui quella rassicurazione che sperava di trovare in me non fu confermata, anzi, di come venisse cancellata subito dallo sgomento che vide accrescersi nei miei occhi quando il dondolio aumentò, rendendoci instabili.

C’era stato un attimo – molto lungo nel mio pensiero – in cui attorno a noi si era fatto un gran silenzio. Forse è stata solo la mia immaginazione, ma due invisibili mani robuste erano riuscite a isolarmi le orecchie dai rumori di Stedon e della città. Poi ci fu quel botto sordo, cupo, estremamente lontano. Mi resi conto della sua realtà solo quando Leana e io scivolammo giù dalla scala. Leana piombò su di me, ma il suo sguardo si diresse subito al giardino. I suoi occhi erano spalancati e il corpo reso felino da una tensione colma di spavento. Si alzò in piedi, non riusciva a star dritta, procedette comunque verso gli alberi. Perfino sdraiato sulle pietre alla base del colonnato, avevo l’impressione di poter ancora cadere da un momento all’altro. Quando sentii l’impalpabile polvere coprire il mio volto – era ovunque, quella polvere, non avevo mai visto nulla di simile – guardai in alto. Notai la crepa che si stava formando proprio sull’arco. Rotolai giù, appena in tempo per assistere all’apertura della crepa e al moltiplicarsi delle fenditure, come un fulmine che si stampa sulla roccia. L’intonaco esterno mi cadde addosso in un sol colpo, come un ampio e sottile grit-lah che si stacca dai chiodi che lo tengono ancorato, ma non mi fece male. Tentai di alzarmi. Solo allora mi accorsi che il mio cuore correva e che pensieri spaventati mi privavano della forza necessaria a star dritto.

Non riuscivo a concentrarmi, padre, non riuscivo a fermarmi un momento per cogliere quanto stava accadendo, se ci fosse ancora il terremoto o se fosse il mio corpo a venire meno dopo lo spavento. Non potevo mettere in fila pensieri sensati, tutte le preoccupazioni si accavallavano in quel preciso istante: la casa, il giardino, Leana, i bambini, gli animali nelle stalle, i vitigni… tutto era diventato importante, tutto era minacciato, ma nulla trovava una precedenza nella mia testa.

Feci del mio meglio per mantenere l’equilibrio. La terra ondeggiava come se fosse liquida, cadevo in continuazione, mi rialzavo e tentavo di individuare mia moglie attorno a me, o per lo meno uno dei bambini. Non riuscivo nemmeno a sentire le loro voci, c’era su tutto quel rombo che non cessava e mi ostruiva le orecchie, premute e impedite di sentire in maniera normale dall’aria che si era fatta solida.

Perché ti scrivo queste cose? Tu stesso sai cos’è successo, anche se eri a Cetilan, non lontano da qui. Ma te l’ho detto, ho bisogno di sfogarmi, altrimenti non riesco a sopravvivere.

Quando mi sembrava fossero passati molti minuti, il dondolio della terra diminuì e riuscii finalmente a stare in piedi, ricoperto di polvere e bianco come la muffa raggiunsi il giardino. Molti degli alberi dondolavano ancora, la maggior parte sradicati e caduti su un fianco, alcuni si appoggiavano l’uno sull’altro. L’ulivo del nonno era tutto a terra, padre. L’ulivo del nonno! Era giù e Leana si muoveva attorno a esso, non capivo se inciampata o solo inginocchiata. Le orecchie si aprirono e sentii che gridava. Alzava gli occhi al cielo e urlava come una forsennata, senza muoversi di lì. Tornò improvvisa l’impressione che fosse rimasta incastrata dalle gambe. La raggiunsi di corsa, sbandando per il tremore che aveva ripreso a scuotere la terra, l’afferrai per un braccio. Lei si gettò a terra di lato, il suo grido così acuto da forarmi i timpani. Le sue gambe erano libere, raccolte sotto di lei, non aveva nulla di incastrato, era solo inginocchiata. Eppure, qualcosa spuntava dal tronco.

Era Alanta, papà. I suoi occhi erano aperti. Come posso dimenticarmi di quell’immagine? È scolpita nelle viscere… I suoi occhi fissavano il cielo, la sua bocca piccolina era semiaperta, quasi in un sorriso colmo di stupore, come se volesse dire qualcosa… ma non stava dicendo nulla. Alanta era immobile, non parlava, nulla diceva né faceva, nulla!

Leana si gettò di nuovo su di lei con un furore mai visto, la tirò, la parte superiore del busto della piccolina parve allungarsi, diede l’impressione di liberarsi dal grosso tronco rugoso, ma nient’altro si muoveva.

Il terremoto era cessato. L’albero era enorme e non si muoveva. Alanta era piccolina, però, ma nemmeno lei faceva alcuna mossa, bloccata in quell’eterno sguardo rivolto a un cielo che non l’ha risparmiata. Leana ondeggiava su di lei, e la vedo tutt’ora così, un mare eterno in disperata tempesta. Io mi sento ancora fermo, bloccato dal pensiero che mi prese in quel momento.

Dov’erano gli altri bambini? Dov’erano Gavion e Opleria?

I miei occhi attraversarono di colpo il giardino. Mi è bastato poco più di un attimo per rendermi conto del pensiero… In casa, mi dissi, sono corsi in casa, hanno cercato riparo in casa!

In quel momento il mio cervello si staccò da tutto. Mi accorsi di quanta polvere ricoprisse Leana e me. Mi guardai le gambe, le spazzolai, frastornato e convinto che fosse necessario. Non volevo alzare gli occhi, mi colpii le gambe una volta e poi un’altra, scossi la maglia, tossii, feci di tutto sempre più agitato, fino a tremare in modo incontrollabile. Fu in quel modo disprezzabile che trovai la forza di sollevare la testa e guardare la casa.

Era tutta giù. Non c’era più pietra su pietra.

Papà, come potrei starmene zitto? Anche a distanza di tempo non riesco a smettere, il pianto mi sorprende come una guardia che non vuole lasciarmi in pace. Ci sarà mai nulla che Eus potrà fare per ripagarmi… per ripagarci del male con cui ci ha percossi? Io non accetterò mai niente.

Eus ci ha abbandonati ancora una volta, e lo ha fatto dopo essersi portato via i nostri bambini.