Un commento che voglio condividere

Storie di draghi, demoni e condottieriOggi vorrei condividere con voi un commento a Storie di draghi, demoni e condottieri, pubblicato su aNobii da parte di una lettrice appassionata, Valentina Bellettini. Si parla sempre troppo poco di raccolte di racconti, e in modo particolare di questa, che si sta rivelando ottima operazione di Domino Edizioni e che sta raccogliendo consensi pressoché unanimi. Perciò, se potete, diffondete la voce che esiste.

Entro la fine dell’anno, poi, vorrei pubblicare un post su “Il cielo nel libro” riguardante proprio le antologie di racconti fantastici pubblicate in Italia. Se non lo sapete, il racconto sta tornando di voga.

E adesso via al commento:

“Si tratta di una raccolta di racconti concisi, dinamici, d’impatto immediato, e gustosi, come speziati crostini da assaggiare tra una pausa e l’altra, di quelli che più ne mangi, più ne mangeresti (infatti è un peccato che ce ne siano solo cinque!).

La cosa più entusiasmante è la loro origine: 100% italiana (sembra che sto parlando di polli, ma va be’). Tutti i racconti, infatti, si basano sulle leggende del nostro Bel Paese, e per dovere di cronaca e quindi sapere dove finisce la realtà e comincia la fantasia, al termine di ogni racconto c’è un’interessante cenno storico/leggendario: che forza! La raccolta s’impreziosisce, e per una volta mi sono risparmiata le ricerche su internet (sono una curiosona e se non ci fossero state le spiegazioni le avrei cercate).

A questo proposito, per il mio semplice gusto personale, ovvero quello che vede l’immaginazione vincere sulla realtà, i racconti che ho apprezzto di più sono quelli che attingono solo lievemente ai fatti reali, dove piuttosto si da sfogo alla fantasia.
Ad ogni modo, tutti i racconti sembrano delle favole, infatti hanno anche una morale che spinge a riflettere, e in più, pur trattando il fantastico, tengono in considerazione anche il punto di vista della religione cristiana.
Ma vediamo di scendere nei dettagli (senza rivelare le realtà per non rovinare le soprese).

“Il cavaliere nero” di Adriana Comaschi: voto 4 stelle
Questo racconto si basa su una teoria leggendaria che vede un Re rapito da un cavallo demoniaco. Raccontato con l’alternarsi del punto di vista del Re con quello di una donna costretta alla miseria a causa del suo dominio, tratta in modo crudo e al tempo stesso delicato (non chiedetemi come ci riesce la brava autrice) il tema della vendetta e del perdono. Ritmo e suspance fino al volo – in tutti i sensi – finale.

“L’ultimo segreto” di Chiara Guidarini: voto 5 stelle
Questo è il mio racconto preferito, quello romantico, quello che dalla realtà trae la più sottile ispirazione (quindi è puro frutto della fantasia dell’autrice) e che, paradossalmente, mi ha coinvolta e appassionata di più, arrivando persino a commuovermi. Scritto in prima persona, racconta di un Mago emotivamente distrutto dalla perdita della propria amata, il che lo spinge ad agire oltre ogni limite. Tra tranelli e sensi di colpa, tra il rispetto della vita come quello della morte, delle bellissime considerazioni che lasciano il segno. Ottimo!

“Un capzioso uomo” di Marco Murgia: voto 3/5
Penalizzo sempre ciò che si rivela essere un po’ amaro, non me ne voglia l’autore! Questo racconto ha meno ritmo rispetto agli altri perché si tratta del racconto di un pellegrino che si trova in carcere, e al nuovo arrivato narra la sua storia, di quando era appestato, e di come è guarito grazie al miracoloso intervento di un cane… che è tutt’altro rispetto l’animale domestico coccolone e fedele cui siamo abituati! Brividi, colpi di scena, e un alone enigmatico (ancor più quando si leggono i fatti veri!).

“San Stolzo e i draghi” di Antonia Romagnoli: voto 5 stelle
Complice il tema dei draghi, questo racconto prende un bel voto (ho il debole per queste creature e non mi stancherò mai di ripeterlo). La storia narra dell’antieroe per eccellenza, uno “stolto” più che Stolzo (ho subito notato il gioco di parole!) e pur essendo spiritoso, è di quei racconti che quasi ci si vergogna a prendere con umorismo perché al tempo stesso suscita commiserazione, dispiacere e voglia di rivalsa per l’indifeso protagonista, che a ben pensarci, rappresenta un po’ tutti quelli che nella realtà sono vittime del gruppo. A dargli una mano, due fantastici, simpatici e possenti draghi… ma che peccato quel che succede dopo! Ci si risolleva, però, con il finale postumo e la sua graziosa scenetta.

“Fondamenta d’incubo” di Fabrizio Valenza: voto 4/5
Che coinvolgimento, che brividi! E’ il racconto più teso, il più… horror. Niente scene spatter, nemmeno lievemente disgustose, è solo che mi ha sfiorato la tipica paura che nasce da un film horror; essendo ormai sera credevo che a fine lettura avrei avuto gl’incubi anch’io, infatti, il protagonista, si trasferisce in una nuova abitazione e dopo strani accadimenti che non si capisce se li vive davvero o li sogna (almeno, prima del finale), l’incubo si fa sempre più feroce. In questo racconto ho trovato un’atmosfera in stile Zafón: misteri, case abbandonate, conti aperti con il passato e ancora brividi, brividi, brividi. Uao!

In conclusione, una raccolta da leggere, assolutamente da non perdere, sia per scoprire leggende poco note (e che ci riguardano), sia perché vorrei che questo nuovo filone narrativo guadagnasse lo spazio che merita; insomma, stiamo parlando del nostro passato, della cultura del nostro paese! Ne vorrei leggere tanti altri di racconti come questi… complimenti a tutti!”

Grazie a te, Valentina, per essere riuscita a tirarci su il morale (parlo anche a nome degli altri autori).


21 risposte a "Un commento che voglio condividere"

  1. Grazie anche da parte mia (l’editore)!
    Ottimi commenti, soprattutto perchè sono suddivisi in base ai racconti e al gusto della lettrice. E’ importante per me che ho progettato e realizzato l’antologia ( e la scelta degli autori) conoscere i gusti del pubblico e sapere quanto di questo progetto è stato apprezzato e quello che può essere migliorato.
    Grazie a Valentina, e grazie a Fabrizio per aver riportato il post.

  2. Sono felice che vi sia piaciuta la mia recensione: con i vostri commenti avete fatto una bella sorpresa anche a me (e il mio animo scribacchno esulta! ^_^). Spero di vederne altre di raccolte basate su questo filone, e non faccio mistero che piacerebbe anche a me partecipare! Segnalerò il libro anche nel sito TrueFantasy e nel forum Gliautori.it 😉
    Di nuovo complimenti!

  3. Molto gentile, Valentina. Sappiamo che il passaparola è sempre la migliore risorsa per gli scrittori e gli editori 😀
    Grazie!
    (p.s.: se vuoi mandarmi qualche racconto che hai scritto, lo leggerò volentieri)

  4. Mi sembra che questo blog trabocchi di nuovi visitatori… e questa è cosa buona e giusta, ma ricordati che solo io sono il G.I.
    Quanto fa 2+2?

  5. @ Valentina:
    Stiamo progettando una nuova antologia, sempre piccola e di autori scelti, che uscirà a natale del prossimo anno. Prima non riusciamo, siamo una piccola casa editrice e abbiamo un bel po’ di saghe fantasy da mandare in stampa 🙂
    Questa volta i racconti saranno un po’ più lunghi e il tema scelto ti entusiasmerà, così come sta entusiasmando noi. La Domino ha il difetto di essere piccolina come casa editrice, ma grazie a questo deficit gli autori che pubblichiamo sono come fratelli tra loro, si instaura una sorta di legame di sangue, e le iniziative vengono studiate e portate avanti in massa, a partire dai lavori comunitari come le antologie, fino alla promozione e le presentazioni in libreria.
    Per quanto riguarda una partecipazione futura tua a questi nostri progetti, sto meditando su un’antologia a scopo benefico, che possa raccogliere più di dieci racconti fantasy donati gratuitamente dagli autori e che possa in qualche modo aiutare un’ente o una associazione umanitaria.
    Ne abbiamo già fatta una tre anni fa in tema giallo e l’evento aveva suscitato molto interesse.
    Propongo il tutto agli autori domino e provo a sentire anche altri autori, se la cosa sia fattibile.
    Intanto, ditemi la vostra tutti quanti.

  6. Solange: essere (una casa editrice) piccola o grande non è un difetto. E’ fare brutti libri che è un difetto, e non si puo’ certo dire (almeno per quello che ho letto io).
    Per quanto riguarda i commenti al libro di racconti io non mi ero soffermato su ciascun racconto in particolare perchè si ha sempre la sensazione di cercare il pelo nell’uovo, che credo sia l’atteggiamento più sbagliato con in quale ci si approssima a leggere un libro. Personalmente mi ricordo che nel libro di racconti quelli di Antonia e Fabrizio, mi erano un po’ sembrati fuori dal coro (seppur per ragioni diverse).
    Mi spiego meglio: quando ho letto quello di Fabrizio ho avuto l’impressione di leggere qualcosa di diverso dal resto. Forse per lo stile di scrittura, per l’ambientazione storica più recente a tutti gli altri racconti, non so; ripeto, mi piaceva, ma trovo che si discostasse un po’ dal segno degli altri.
    Quello di Antonia (che è il mio preferito) trovo che fosse quasi un piccolo romanzo fatto e finito, a se stante. Sarà per il riuscito uso dell’analessi e come questa risce a dare un senso di compiutezza al racconto. Io lo avrei visto bene pubblicato da solo in un piccolissimo volumetto con illustrazioni in bianco e nero.
    Per il racconto di Adriana (ma questo è solo una parere soggettivo) mi ha dato un po’ fastidio la lunghezza delle frasi. Per il resto mi piaceva molto, adoro il fantasy con ambientazione storica.
    Quando dici ‘ditemi la vostra’ ti riferisci a questo? O stai forse cercando volontari per leggere il materiale che ti arriva? 😀
    Fabrizio comincia a tremare…

  7. Dopo la sbollita, rieccomi.
    @Iri: la differenza dei racconti è frutto del non avere imposto un vincolo che andasse oltre l’italianità delle ambientazioni e degli spunti. Per il resto, piena libertà 😀
    Ma hai fatto una proposta oscena a Mme l’Editreuse?
    @Sol: e avanti con le nuove proposte…

  8. Per fortuna che sei rinsavito, perchè quel post non mi piaceva per nulla. Anche se una arrabbiatura sul tuo blog ci sta’.
    Scusa, ma sui racconti, io non sono d’accordo. Non è che perchè mi esprimo gentilmente non credo in quel che dico. Come ho precisato non affermo che non mi è piaciuto, ma ho trovato che il racconto si discostasse un po’ dagli altri per i motivi che ho riportato. Naturalmente è una mia opinione. Idem per quello di Antonia.
    Alla madama ho detto che se proprio non sa a chi far leggere i racconti che le arrivano li guardo io
    muhahahahahah
    così dovrai avere la mia approvazione!

  9. @ Fab: ho delle ottime fruste in casa, un pugnale e una catana.
    @ Iri: grazie per i tuoi commenti ai racconti. Sono consapevole che dando libertà di ambientazione, i racconti si discostano molto uno dall’altro. Il fil rouge che li unisce parte da altri presupposti, e mi piace anche parlarne e confrontarmi con i lettori 🙂
    Quando abbiamo progettato l’antologia ho chiesto agli autori di tenere pochi e semplici paletti: fantasia, tutta quella che passava per la testa, dai demoni alle creature fantastiche della tradizione italiana. Ambientazione italiana in un luogo a loro scelta che conoscessero bene. Una base storica su cui lavorare per dare ai lettori il senso della realtà che spesso manca nel fantasy.
    Al contrario di molti sofisti del genere che si perdono a discutere sul sesso degli angeli, mi limito a voler dimostrare che si può fare del buon fantasy senza andare per forza a cercare la mitologia irlandese ( fate, folletti), quella nordica (draghi, elfi , nani), quella rumena (vampiri), o quella orientale (geni della lampada, tappeti volanti).
    Abbiamo una tradizione leggendaria e fantastica talmente variegata e localizzata in valli e paesini da poter scrivere un migliaio di queste raccolte.
    Ti posso raccontare storie di pietre che hanno le impronte dello zoccolo del Diavolo, come di santuari che hanno l’impronta del passo della Madonna. Di rocce sacre che sono stati altari del fuoco celtici, ma anche di creature notturne a guardia di cimiteri o i campi di battaglia dei romani.
    Viviamo in un luogo fantastico già di per sè. Il nostro semplice scopo è di guardare con attenzione oltre il palese, e usando la fantasia immaginarci quello che “sarebbe potuto essere se…”
    Questo per è il fantasy italiano.
    Il resto è solo chiacchiere e distintivo 🙂

  10. non mi piacciono le mezze risposte. Così come non mi piace la gente che risponde in modo evasivo e solo con parole che ci si aspetta di sentirsi dire.
    Ti darò risposte intere anche alle mezze domande.

  11. bella vero? è un gioiello celtico, ritrovato a La Tene, un sito archeologico svizzero. Me lo voglio fare uguale.
    Poi lo fotografo e te ne mando una copia, così lo tieni nel portafoglio come santino, e ogni tanto mandi una preghierina alla tua editoressa preferita. 🙂

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