padre e figlioHo aspettato il giorno dopo per scrivere un post sui papà. Anzi, non sui papà, ma sul mio papà.

Si chiama Giuseppe, ha 81 anni ed è il miglior padre che potessi avere. Questo, però, l’ho capito soprattutto negli ultimi dieci anni, quando ho affrontato fino in fondo il mio personale cammino di approfondimento interiore, fino ad arrivare alla consapevolezza che ho oggi, fortunatamente, di me stesso.

Dovrei forse raccontarvi di quando mi resi conto in modo definitivo di amare mio padre più di quanto avessi mai immaginato, ma non lo farò, perché certe cose sono scoperte e rivelazioni che vanno conservate come pietre preziose. Però, voglio citarvi giusto un paio di fatti.

Ero bambino. Cinque o sei anni, forse sette. Sapevo scrivere da poco. Mio padre mi portava, di tanto in tanto, dei libroni totalmente bianchi, colmi di pagine da riempire con la mia fantasia. Aveva colto quale fantasia albergasse dentro me e di come necessitasse di una via d’uscita, di una modalità di sviluppo. Da lì nasce tutta la capacità di gestirla; da lì inizia un crinale che giunge fino alla scrittura dei miei romanzi.

Altro fatto. Forse attorno ai 15 o 16 anni. Grande delusione legata agli amici, non ricordo bene. Forse l’ho rimossa, ma ciò che ricordo bene è la frase che mio padre mi disse: “Non ti preoccupare, tu hai la tua vita interiore”. Non so se lo sapete, ma la vita interiore non è così diffusa nelle persone e, se accade, accade di solito dopo i 30 anni. Mio padre colse quel mio aspetto (siamo sei fratelli, non ero l’unico cui prestare attenzione) e riuscì a confermarlo, rendendomi capace di gestire e dare credito a ciò che mi capitava interiormente.

Potrei raccontarvene molti altri, relativi per esempio alla religione o alla capacità di accettare le differenze, perché gli interventi che mio padre ha fatto nella mia vita sono sempre stati precisi, mirati, quasi chirurgici, nel bene e nel male, soprattutto nel bene. E, guardate, si tratta di cose che solo un padre avrebbe potuto fare, non una madre.

La madre fa altre cose. Il padre, queste.

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