Il simbolismo del “gemello” in Storia di Geshwa Olers

Me ne sono reso conto solo di recente, sebbene già in precedenza avessi colto la sua presenza all’interno del romanzo: la figura del gemello è dall’alto profilo simbolico ed è una di quelle più presenti all’interno del mio fantasy Storia di Geshwa Olers. Ne approfitto, allora, per delineare i significati più diffusi di questo simbolo che accomuna tutte le parti del mondo, rimandando di volta in volta alle figure e ai volumi di Storia di Geshwa Olers nei quali dette figure fanno la loro apparizione. Sono sicuro che potrà essere d’interesse a più d’uno.

Costellazione_dei_GemelliIl segno zodiacale e la mitologia greca (i Diòscuri e Narciso) – Ovviamente, il primo aspetto che viene in mente è che i Gemelli sono segni dello zodiaco. Fanno parte del cielo invernale e il riferimento immediato è quello mitologico dei Diòscuri, Castore e Polluce. Essendo parte del cielo invernale, il periodo migliore per osservare la costellazione è quello che va da dicembre a maggio. Castore e Polluce erano figli della stessa madre, Leda, moglie di Tindaro ma sedotta da Zeus sotto forma di cigno: diede alla luce due coppie di gemelli, Polluce ed Elena (da parte di Zeus e perciò immortali) e Castore e Clitemnestra (da parte di Tindaro, quindi mortali). Castore e Polluce avevano un legame speciale e si imbarcarono nella spedizione degli Argonauti per recuperare il vello d’oro. Quando Castore morì, Polluce preferì perdere la sua immortalità e morire col fratello, segno di un amore straordinario. Zeus diede loro un posto in cielo, come stelle che si abbracciano, inseparabili in eterno.

Da un punto di vista zodiacale, il segno dei Gemelli è un segno d’aria, che designa una natura intellettuale e mutevole. Da un punto di vista anatomico, il segno corrisponde al sistema nervoso, alla gola, alle spalle, alle braccia, al torace e all’apparato respiratorio. Anche il libro dei Veda designa la coppia di gemelli Aswin per identificare la medesima costellazione. E’ un segno governato dal dio Mercurio (in greco Hermes), dio dell’eloquenza, del commercio e dei ladri. La sua bacchetta con due serpenti attorcigliati è divenuta simbolo della medicina. Dal nome greco di questo dio deriva la parola ermeneutica, cioè l’arte di interpretare i significati. L’archetipo associato ai Gemelli è… il Mago e vorrei ricordare che a Hermes è ricondotto il famoso Corpus Hermeticum, basilare per la nascita della moderna magia.

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Castor and Pollux, di 3feathers, su Deviantart

Ora, tenete bene a mente quanto vi ho detto, perché tutto si ricollega a due protagonisti principali di Storia di Geshwa Olers. Geshwa Olers, per l’appunto, e il suo amico Nargolìan Asergnac. Questi due personaggi non sono solo legati da amicizia, ma pare vi sia qualcosa che risale alla notte dei tempi, quando all’alba della civiltà grodestiana venne scritta la Profezia della Voce Alta, che designava i due Potenti dell’Equilibrio. Un legame che li anticipa nel passato, perciò, ma che li lega anche nel loro futuro. Il loro legame è talmente simbiotico che in più di qualche lettore ha suscitato l’impressione e l’idea (tutta contemporanea, se mi permettete) che i due avessero una relazione. Ovviamente nel romanzo non vi è alcun riferimento in tal senso, ma comprendo come il considerare le proprie vite tanto legate possa aver indotto in una simile lettura. Ciò che è più importante, però, sono le caratteristiche dei due: entrambi si imbarcano in una missione, quella affidatagli da un Mago (archetipo dei Gemelli), ovvero recarsi in una terra straniera per recuperare informazioni. Senz’ombra di dubbio ciò che contraddistingue i due ragazzi è la natura intellettuale di entrambi: è vero che Geshwa diventa un guerriero, ma la sua scelta è dettata dal desiderio di ribellarsi ai progetti di suo padre di farlo partecipare al cammino dell’Istruzione Poetica. Nargolìan, invece, si delinea chiaramente come colui che desidera usare le parole per modificare la realtà, scegliendo la strada per divenire Mago. Entrambi hanno un carattere segnato dal loro sistema nervoso e dall’uso delle braccia, anche se ciascuno per i suoi motivi (Geshwa per combattere con la spada, Nargolìan per combattere con le magie, dove l’utilizzo di mani e braccia è fondamentale, oltre alla parola). Geshwa è la parte immortale della coppia (come già avrete intuito dall’ultimo capitolo del VI volume della Storia), mentre Nargolìan è la parte mortale, anche se il fatto che io mi diverta a giocare con gli archetipi mi ha portato a rovesciare le parti, secondo le modalità che scoprirete solo nel VII volume. E per quanto riguarda l’inverno? Già, vi ho già detto, vero, che Storia di Geshwa Olers è ambientata nella fase finale dell’ultima glaciazione?

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Eco e Narciso, particolare, di Richard Baxter

Un aspetto fondamentale, però, del Gemello è che questo simbolo può essere letto anche in un altro senso, come riproduzione di sè e come sguardo ammirato alla propria immagine, aspetto ben identificato dalla figura mitologica di Narciso che si specchia nell’acqua fino a morirne. Ora, non voglio star qui a segnalare come nella mitologia semitica (alla quale mi rifaccio per molteplici aspetti, come forse avete già avuto modo di cogliere nel VI volume – ma anche nei precedenti – e di più coglierete con il VII) l’acqua e il mare abbiano un significato spesso plumbeo, luogo degli orrori e dei pericoli insiti dentro e fuori di noi (tanto che nei sogni il mare è simbolo dell’inconscio, la parte solitamente meno conosciuta della nostra personalità), però mi preme sottolineare come questa figura narcisistica del gemello sia impersonata da tutti i Maghi in genere, e in special modo da Asshar. La doppia personalità di Asshar è perfettamente rappresentata da Narciso: quel Mago si è adoperato per affermare la propria personalità, della quale è evidentemente innamorato fino all’esasperazione, a tal punto da modificare il mondo con la creazione della Magia, in modo da poter rimandare sempre di più la propria morte (ma fino a che punto è possibile rimandarla?). In realtà, questo è facile prevederlo, sarà proprio l’amore insensato e assoluto per se stesso che lo porterà alla morte. Figura esemplificativa di questo narcisismo sono le sue creazioni più mostruose, i gelehor, riproducibili all’infinito, esseri capaci di provare emozioni ma non di decidere per se stessi.

Bronzi_di_RiaceI gemelli nei sogni, concentrato di forze – Un’altra figura speciale viene indicata quando i gemelli sono sognati. Nell’antichità, la loro particolarità dovuta alla quasi perfetta identità portava ad assumere differenti atteggiamenti nei confronti dei gemelli: chi aveva paura e addirittura giungeva a uccidere i gemelli, pensando che fossero portatori di una sorta di virus (e quando non li si uccideva, una volta divenuti grandi manifestavano spesso la loro aggressività l’uno nei confronti dell’altro – così per lo meno secondo i miti antichi), oppure venivano adorati e rivestiti di poteri magici. In ogni caso, i gemelli erano considerati carichi di una forza quasi soprannaturale, un centro condensato di influssi ed energie esistenti sulla terra. I gemelli nei sogni appaiono come un concentrato ed esprimono tutta la forza del numero 2 che dalla potenza solitaria dell’1 conduce all’energia creativa del numero 3. C’è un concetto di polarità e opposizione, nei gemelli, che quando vengono sognati indica emozioni contrastanti che si agitano nel sognatore, o aspetti psichici che stanno trovando il loro equilibrio.

La coppia di gemelli formata da Mononte e Logonte Logat, i guerrieri che combattono come fossero uno, è indubbiamente incarnazione di questa tipologia. I due uomini sono come fossero un’unica persona, non hanno nemmeno bisogno di parlarsi per agire e mettono a segno azioni perfette e di micidiale efficacia. Pur essendo leggermente diversi nell’aspetto, uno è biondo e l’altro è moro, uno più grosso e l’altro più piccolo, i due gemelli raffigurano il perfetto equilibrio paragonabile a quello di una personalità equilibrata e che sa gestirsi in profondità. C’è inoltre un riferimento volontario ben preciso, da me utilizzato come modello per i due guerrieri, ovvero quello costituito dai due famosi bronzi di Riace, che potete vedere in fotografia qui sopra.

Giacobbe ed Esaù, nell'interpretazione fotografica di Adi Nes
Giacobbe ed Esaù, nell’interpretazione fotografica di Adi Nes

I gemelli in contrasto, concorrenti politici – La mitologia e la storia ci presentano però anche coppie di gemelli in continuo contrasto tra loro. Basti pensare a Romolo e Remo, che da complici divennero rivali quando pensarono di fondare una loro città. Chi dei due doveva dare il nome alla città? Nessuno aveva il diritto di primogenitura sull’altro. O ancora, i gemelli biblici Giacobbe ed Esaù, il primo dei quali rubò con astuzia la primogenitura al secondo, in seguito all’ira del quale Giacobbe dovette fuggire in Mesopotamia. Quando tornò e si fu riconciliato con Esaù, ebbe una misteriosa visione di Dio e sostenne la famosa lotta con l’angelo, cambiando il proprio nome in Israele. Risalta come ciò che li ha contrapposti – e che ha contrapposto tutte le altre coppie di gemelli in contrasto dell’antichità – sia il confronto politico, capace di far uscire i loro aspetti più negativi e aggressivi: l’esempio calzante è sotto questo aspetto quello del Cavaliere di Britmar, Anténar, Rappresentante al Consiglio Reale di Grodestà, e di suo fratello, Ankénor, Primo Consigliere di Cetilan. I due sono spesso in contrasto e arriveranno a tenersi a rispettosa distanza per non acuire le loro differenze e le invidie del secondo sul primo. Solo la morte di uno dei due potrà lasciare terreno di crescita all’altro.

Altra coppia di concorrenti politici, questa volta al femminile, è rappresentata dalla regina Nèmena, rapita da Odentorth e portata nel Regno del Nord, tra i ghiacci, dove è governatrice la già conosciuta… Signora Lugosen, incontrata nel primo volume del romanzo. La signora Lugosen ha tradito Grodestà per ottenere meriti politici con coloro che avrebbero conquistato il Regno, meritandosi di governare quel paese ghiacciato. Ma è proprio lì e nell’incontro con la vedova Nèmena che riscoprirà il significato della propria missione politica, in un confronto nel quale cercherà somiglianze e differenze rispetto a una donna che si è mantenuta integra e fedele quale è la regina deposta.

Come vedete, ho utilizzato il simbolismo del gemello anche nella sua accezione di doppio, che perfettamente rappresenta e incarna, il che mi ha permesso di scoprire come questo affascinante e conturbante simbolo sia presente in me e in ciò che scrivo. I casi interni al romanzo Storia di Geshwa Olers non si fermano qui, ma potrei citare anche i due amici Nordan e Liuval, oppure i Maghi Milar Curatis e Dišan di Bierno, in quel gioco continuo di ambigua difficoltà nel cogliere quale dei due sia il buono e quale il cattivo, ambiguità che d’altronde è caratteristica dei gemelli e che viene riassunta in altre scene e altri protagonisti del romanzo, da Sitòr Olers e l’orco che lo imita a Tar Hån, gelehor con aspetti buoni e cattivi, da Ershaec di Ailone al Sindonasa, dal Comandante Ulmaràc al Comandante Gello, in un continuo gioco di luci e ombre che si alternano all’interno degli stessi protagonisti.

Prima di terminare, infine, mi preme far notare come i miti di riferimento di tutte queste figure siano prevalentemente greco-romani ed ebraici, confermando ancora una volta che Storia di Geshwa Olers è un romanzo fantasy basato sull’immaginario tipico che ruota attorno al Mar Mediterraneo. Come ho detto in altre occasioni, narrativa fantastica di ambientazione mediterranea.


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