Quanti sentimenti e sensazioni contrastanti, difficili da sopportare, mi trovo a vivere il giorno dopo l’assurdo (ma atteso) risultato elettorale di ieri! Quel che è uscito dalle urne è la perfetta fotografia del nostro Paese, del nostro popolo spezzato e diviso su visioni della vita radicalmente differenti. Chi vuole affidarsi alla consuetudine e chi invece vuole tentare qualcosa di completamente nuovo (e non solo per l’Italia), chi ha paura della sua ombra e chi non ha paura di nulla, nemmeno di dare l’Italia in pasto al ludibrio internazionale. La reazione più diffusa, soprattutto in internet, è l’insulto. Ma a che serve, ragazzi? Siamo davvero convinti che i social network debbano essere sfogatoi pubblici? Facciamo la differenza, almeno lì!
Il grosso problema, secondo me, è che l’Italia ha perduto la sua identità, non sa più cosa essere e chi essere perché i nostri dirigenti hanno preferito occuparsi delle proprie cose piuttosto che di quelle di tutti. Anzi, hanno scambiato le cose di tutti per cose proprie, si sono allontanati sempre di più dalla gente, la gente si è allontanata sempre più da loro, e ora non otteniamo quel cambiamento che vorremmo già dalle urne…
…ma… c’è un ma. Questo quadro che ho appena descritto non è veritiero, non può dipendere solo dai dirigenti, siano essi politici o economici: il vero problema siamo noi. Siamo noi! Abbiamo perso la capacità di essere Italiani.
“Italiano” non è una parola per dire inciucio o interesse proprio. Italiano è, per esempio, quel che si sente nel video che unisco. Dov’è finita quella nostra capacità di fare il mondo nell’essere Italiani?

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