Abbiamo perso la capacità di essere Italiani

Quanti sentimenti e sensazioni contrastanti, difficili da sopportare, mi trovo a vivere il giorno dopo l’assurdo (ma atteso) risultato elettorale di ieri! Quel che è uscito dalle urne è la perfetta fotografia del nostro Paese, del nostro popolo spezzato e diviso su visioni della vita radicalmente differenti. Chi vuole affidarsi alla consuetudine e chi invece vuole tentare qualcosa di completamente nuovo (e non solo per l’Italia), chi ha paura della sua ombra e chi non ha paura di nulla, nemmeno di dare l’Italia in pasto al ludibrio internazionale. La reazione più diffusa, soprattutto in internet, è l’insulto. Ma a che serve, ragazzi? Siamo davvero convinti che i social network debbano essere sfogatoi pubblici? Facciamo la differenza, almeno lì!

Il grosso problema, secondo me, è che l’Italia ha perduto la sua identità, non sa più cosa essere e chi essere perché i nostri dirigenti hanno preferito occuparsi delle proprie cose piuttosto che di quelle di tutti. Anzi, hanno scambiato le cose di tutti per cose proprie, si sono allontanati sempre di più dalla gente, la gente si è allontanata sempre più da loro, e ora non otteniamo quel cambiamento che vorremmo già dalle urne…

…ma… c’è un ma. Questo quadro che ho appena descritto non è veritiero, non può dipendere solo dai dirigenti, siano essi politici o economici: il vero problema siamo noi. Siamo noi! Abbiamo perso la capacità di essere Italiani. 

“Italiano” non è una parola per dire inciucio o interesse proprio. Italiano è, per esempio, quel che si sente nel video che unisco. Dov’è finita quella nostra capacità di fare il mondo nell’essere Italiani?


3 risposte a "Abbiamo perso la capacità di essere Italiani"

  1. Come scritto altrove, alle persone che vogliono andare al governo non gliene importa nulla di governare il paese, di far migliorare le cose. Importa solo ottenere il potere, pronte a smontare qualsiasi cosa per avere la loro parte in questa grande torta che è la nazione in cui viviamo. Degli individui che vi abitano non gliene importa nulla: interessa solo la poltrona su cui possono sedersi.

  2. Sì, sono d’accordo, Mirco, per coloro che ci sono andati fino a oggi negli ultimi trent’anni, anche se non per tutti. Ma da oggi qualcosa cambia, perché mi sento di dare fiducia a questi 160 parlamentari tratti dal popolo e che si battono per un nuovo ideale di politica, più partecipativa, più all’altezza di tutti. Il M5S è davvero stato in grado di preparare un terreno sul quale qualcosa può fiorire. Sta a noi appoggiarli e controllarli, in modo che non diventino come tutti gli altri. E sta a noi iniziare a partecipare a nostra volta, e non solo con il voto. Qui è richiesto che ogni Italiano si rimbocchi le maniche e dia forma al cambiamento!

  3. Che sta a noi essere responsabili delle scelte future, del cambiamento, sono d’accordo.
    Che loro siano una soluzione possibile, non so, ho dei dubbi. Staremo a vedere.

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