Lo sconforto di uno scrittore è talvolta ai limiti del sopportabile. Qualcuno dice che la creatività nasca dalla differenza e dall’inconciliabilità tra il reale e la visione ideale del mondo da parte dell’artista. Non so se le cose stiano esattamente così, anche se ne sono piuttosto persuaso, ma di una cosa sono certo: che a volte uno scrittore prova uno sconforto che spesso lo spingerebbe a mollare tutto. E non c’entra direttamente la visibilità che possono raggiungere i suoi scritti, quanto invece l’apparente contrarietà del mondo ai suoi tentativi.
A volte questo argomento viene preso come il classico piangersi addosso, come il lamento di una persona che ha eccessive aspettative dalla vita e da ciò che produce con la sua mente. Credetemi, non è così. Non si tratta di piagnisteo, tanto meno di un eccesso di illusione, no. Si tratta, invece, del rendersi conto – forse in modo eccessivamente reale – di come vada il mondo. Il vero piacere di uno scrittore, l’ho detto più di una volta, è il momento in cui scrive le parole sulla carta o sullo schermo. Tutto il resto è noia.
Provate a fare un calcolo: quanto tempo impiega uno scrittore per la stesura di un romanzo? In effetti può impiegarci mesi. Il mio ultimo romanzo ha necessitato di quattro mesi di stesura, e ora avrà bisogno di una riscrittura. Ma di questi quattro mesi, solo tre ore al giorno costituiscono l’effettivo tempo impiegato per arrivare alla fine. Quindi, 120 giorni x 3 ore al giorno = 360 ore. Su 2880 ore, solo 360 sono quelle di maggior soddisfazione.
Nella parte rimanente di quelle quasi tremila ore di tempo, c’è la quotidiana normalità della vita, come per tutti. Ma c’è anche dell’altro: la contrarietà del mondo. Chi si espone (e uno scrittore si espone senza ombra di dubbio, in molteplici modi, anche semplicemente scrivendo questo post) incontra la contrarietà, è un dato di fatto. Se, per esempio, dico che il Wunderkind di GL D’Andrea è il miglior fantasy d’Italia, di sicuro mi troverò contro tutti coloro che sostengono che il suo libro sia una totale schifezza. Mi è capitato proprio di recente, in occasione di una mia segnalazione del progetto di Geshwa Olers gratuito fatta su aNobii, di sentirmi dire: dal tuo post non si capisce in cosa consista questo nuovo progetto e poi, ciò che più mi lascia perplesso, è che hai affermato che il W è il miglior fantasy italiano, il che vale come disprezzo per tutti gli altri fantasy pubblicati e mi viene un dubbio sulla validità del romanzo che tu ci proponi. Questo il succo di ciò che mi è stato detto (non se la prenda l’utente che mi ha detto queste cose, qualora passasse di qui e leggesse le mie parole: il suo è solo un esempio paradigmatico del concetto che voglio esprimere).
Ora: le opinioni personali, ovviamente, sono solo opinioni. Non importa che sempre la stessa persona, che non conosco, sia venuta a dirmi che ci sarebbero dei dati di fatto che dimostrano che il W sia un romanzo orribile, perché semplicemente non esistono dimostrazioni di tal genere. Se un romanzo piace, ha raggiunto il suo scopo. Punto. E per quanto mi riguarda, il W è il migliore. Ma al di là di questo… la contrarietà sta precisamente nel fatto che il post di aNobii parlava della possibilità di scaricare un romanzo fantasy gratuitamente. Anzi, non solo uno ma sette. Che diavolo c’entra il discorso sul W?!?
È che la gente ama contrariare. La gente ama rompere le palle, soprattutto a chi si espone, per mille motivi che solo quella gente conosce. Tutte le parole usate per contrariare sono gettate al vento, mentre l’unica cosa che veramente avrebbe avuto senso sarebbe stata aprire la pagina del download e fare un clic sul bottone per l’estensione preferita del volume gratuito. Un’azione di grande difficoltà? A quanto pare, per chi ama essere contro a ogni costo, sì.
Però la passione è più grande di tutto, anche delle contrarietà. Perciò si continua, come ha dimostrato ampiamente e con grande successo Raymond Carver. Tra l’altro, in sei giorni Il viaggio nel Masso Verde ha raggiunto i 96 download, più della metà in versione pdf. Non lasciatevi sfuggire l’occasione: qui potete scaricarlo.

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