È arrivato il momento di spiegare cosa ci sarà di diverso nel primo volume di Storia di Geshwa Olers rispetto all’edizione pubblicata da L’Età dell’Acquario nel 2007. Innanzitutto, la copertina. Che è questa. L’illustrazione rappresenta Tir Demàr, la Torre del Pianto, scena dello scontro tra i Maghi del capitolo iniziale. È opera di Fabio Porfidia. Il logo, come ormai sapete, è di Maddalena Gemma (autrice anche della copertina dell’horror Commento d’autore).
Poi, veniamo alla sostanza:
– ho eliminato le ingenuità del testo, soprattutto relative all’atteggiamento di Geshwa nei confronti della fiaba che la nonna gli racconta all’inizio. L’ho definitivamente reso un ragazzo di sedici anni che da solo si rende conto di attardarsi ancora in abitudini da lasciarsi alle spalle;
– ho anticipato l’entrata in scena dei folletti (la loro prima apparizione era prevista per il quarto volume). Senza anticiparvi troppo, vi dico solo che si chiama Harang e che fa parte del Regno degli Ùguri (rimaneggiamento dei folletti U’augurie della tradizione barese) e che assolverà a un importante compito, sia narrativo che… strutturale;
– ho reso più consapevole anche Nargolìan, soprattutto per ciò che concerne il suo desiderio di avvicinarsi alla magia.
– NON ho eseguito un rimaneggiamento strutturale, dal momento che ho voluto preservare quella caratteristica di romanzo aperto, in cui non tutto viene spiegato, che così tante antipatie e incomprensioni si è attirata. Storia di Geshwa Olers è e rimarrà un romanzo in cui non tutto verrà spiegato. Certo, ho fatto un passo avanti verso un chiarimento di certi eventi già in questo volume (come nella scena con gli gnomi), ma non ho intenzione di spiegare tutto. Né ora né mai.
– Infine, il sito è pronto: si tratta di www.geshwaolers.com, che rimanda a un sito in flash pubblicato tramite Wix.com, raggiungibile con un clic sul logo di Storia di Geshwa Olers. Ho optato in questo modo per evitare l’inutile spesa di pagare un programmatore, riservando i soldi per editing e poco altro.
Tutti pronti per il primo settembre? Il libro sarà scaricabile in formato ePub, Kindle e Pdf. Seguirà l’iPad, non appena avrò terminato di testarlo.


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