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Sulla scrittura.

– La scrittura come possibilità di scoprire il mondo. Rileggere la realtà attraverso le pagine di un romanzo. Oggi in Italia si fa un gran parlare se la storia in un romanzo debba essere vicina alla realtà oppure possa viaggiare lontana. La cosa fondamentale secondo me è che sia attuale, e ogni altra questione diventa secondaria.

– Se la letteratura non può essere usata come lente d’ingrandimento della realtà, a che può servire? Solo per svagarsi? Ci sono metodi più efficaci e assorbenti, eventualmente, come i videogiochi e i film.

– Penso che l’autonomia nella scrittura dai grandi autori cui ci sentiamo spesso riconoscenti debitori non possa che andare di pari passo con l’autonomia che riusciamo a sviluppare in generale verso il mondo e verso chi ci circonda. Riuscissimo a trovare il punto di equilibrio che non ci fa più sentire colpevoli di essere liberi!

– Le storie non sono solo personaggi e grandi narrazioni, sebbene io preferisca queste ultime al minimalismo. Una storia può nascere anche da un sasso, da un albero, da un alito di vento e, senza che ciascuno di questi divenga protagonista, trasformarsi di paragrafo in paragrafo in qualcosa di imprevedibile, capace di condurre il lettore in un mondo differente.

– Se ci si vuole far conoscere, la via del download gratuito è indubbiamente un’ottima scelta, ma deve essere accompagnata da umiltà, qualità e forza d’animo, oltre che da bravi collaboratori che possano porgere una mano per diffondere la notizia. Il mondo internet è sopravvalutato, continuerò a dirlo all’infinito. Il vero mondo è là fuori, gente, ancora oggi. Soprattutto in Italia.

– Il Blues, la musica del diavolo, esiste anche in Italia, per chi non lo sapesse. Si è diffuso a partire dagli anni Settanta e vanta protagonisti di prima grandezza. Qui a Verona abbiamo Rudy Rotta, 14 album pubblicati, invitato in festival internazionali e apprezzato dalla critica musicale di mezzo mondo. E, sempre se non lo sapete, il blues è alla base del quinto romanzo horror della serie Le sette case. Prossimamente, per Editrice GDS. Conoscete la leggenda del diavolo dei crocicchi?

Circa il mood della scrittura.

– Quante pagine la pioggia mi ha ispirato? Interi capitoli del fantasy e degli horror sono stati scritti nell’atmosfera creata dall’acqua scrosciante sul lucernario o dai tuoni che rimbombavano sul tetto a pochi centimetri dalla mia testa. Ed era come se il “mood” piovesse dal cielo.

– Il pessimismo e l’ottimismo si fanno guerra nell’animo umano per avere la meglio. Senza l’ottimismo, il pessimismo ci renderebbe incapaci di iniziare un libro e le nostre idee resterebbero serrate in qualche angolo sicuro della mente, ma senza il pessimismo l’ottimismo ci farebbe credere di essere scrittori arrivati che non hanno più bisogno di quello studio continuo che è la caratteristica dello scrittore.

– Il sole attraversa nubi sfumate, sospinte da un vento palpitante. La primavera è nell’aria, la rinascita è già in atto, seppur non ancora visibile.
Le parole sono state create per esprimere ogni sfumatura dell’esistente, visibile o nascosta.

– Mirabile è tutto ciò che il mondo ci pone di fronte o che ci nasconde. Quanti spunti ne derivano per la scrittura? In realtà, tutto quel che ci è dato vedere o immaginare diventa reale, se le parole che usiamo per esprimerlo hanno a che fare con la nostra vita.

Parliamo di Italia.

– Da oggi qualcosa cambia, mi sento in grado di dare fiducia a questi 160 parlamentari tratti dal popolo e che si battono per un nuovo ideale di politica, più partecipativa, più all’altezza di tutti. Il M5S è davvero stato in grado di preparare un terreno sul quale qualcosa può fiorire. Sta a noi appoggiarli e controllarli, in modo che non diventino come tutti gli altri. E sta a noi iniziare a partecipare a nostra volta, e non solo con il voto. Qui è richiesto che ogni Italiano si rimbocchi le maniche e dia forma al cambiamento!

– La libertà di stampa e di espressione, mito e meta italiana quasi sempre ancora da soddisfare negli interessi dei lettori. È mai possibile che le inchieste, le indignazioni e le informazioni vengano fatte e pubblicate sempre nel momento che sembra più opportuno a qualcuno e non in quello in cui i fatti vengono colti davvero? Quanti commenti anche di blogger ho letto sull’onda della preferenza politica e del desiderio di giustificare e proteggere!
Se i giornali stranieri vengono ritenuti più professionali è perché per dire le cose non attendono il momento opportuno, non perché siano più dotati di noi.

– Per quanto tempo ancora si deve dare contro i giovani? Noi Italiani, soprattutto, quaranta-cinquantenni, talvolta sembriamo specializzati nel riuscire a trovare ciò che in loro non va, senza essere invece in grado di leggere quel che noi gli abbiamo addossato. I ventenni e i trentenni sono buona parte della nostra speranza. Per quanto mi riguarda dimostrano giorno dopo giorno la loro buona volontà e la loro capacità di guardare all’oggi e al domani con fiducia e sana caparbietà, con fantasia e quella innovazione indispensabile affinché il nostro Paese muti. Siamo noi, piuttosto, a doverci fare un enorme esame di coscienza!

 


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