Lo ripeto per l’ennesima volta (perché pare non lo si capisca): il primo volume di Storia di Geshwa Olers, Il viaggio nel Masso Verde, è una fiaba! Non è un romanzo fantasy classico, non è un chenneso, è solo una fiaba. Se non lo si legge in questo modo, il rischio è quello di non coglierne le caratteristiche peculiari, e di rimanerne profondamente delusi.
E dire che c’è scritto anche nella Nota del curatore:
Il suo scritto va preso per ciò che è e nulla di più: una fiaba nella quale si può trovare l’inizio delle vicende di Geshwa. Se si prescinde da questo presupposto si rischia di non comprenderne gli intenti.
Più chiaro di così! Se ne volete la dimostrazione, ho compiuto un’analisi strutturale del volume (che a dire il vero esaurisce il suo quadro narrativo con il primo capitolo del II volume, La faida dei Logontras) secondo le funzioni previste da Propp per la fiaba. A rischio di fornirvi informazioni importanti su ciò che accadrà nei prossimi volumi, ve lo metto a disposizione, così che possiate – forse – accettare la mia convinzione: ogni grande storia epica inizia con una fiaba.
Se cliccate su questo collegamento, potrete leggere e anche stampare lo spettro fiabesco de Il viaggio nel Masso Verde.

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