E la nostra scrittura, da dove nasce?
Da una vita che si è fatta fatica e confronto forzato con sé e il mondo e che la pelle non è più capace di contenere, oppure da uno schema che si segue per esprimere un prodotto vendibile? Legittimo anche quest’ultimo metodo, senza dubbio, e oggi molto diffuso, in particolare nella narrativa fantastica, ma indubbiamente quasi sempre più basso dell’altro.
C’è snobismo in questa affermazione? Qualcuno potrebbe dirlo, ma sono convinto che il vero snobismo sia in chi scrive per uno schema, sia quello della narrativa per ragazzi o quello del dimostrare di essere qualcuno.


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