Se il nero dell’horror si scolora, diventa un grigio nebbia

Sono preoccupato, in questi giorni. O meglio sarebbe dire, sono tornato a preoccuparmi. Nella fattispecie, del mercato editoriale italiano. D’accordo l’ho già detto, il fantasy si sta spegnendo sempre più e a questo punto speriamo che la Troisi continui a vendere milionate di copie, così tiene accesa una candela circondata da lumini fumiganti. Il problema, però, è che anche l’horror, che sembrava conoscere una nuova ripresa nel nostro Paese grazie a una schiera di buoni autori e autrici, inizia a trasformarsi in altro (dove “altro” assume un significato vicino a quello di un’invasione di ultracorpi).

Dopo il paranormal fantasy e il fantasy pensato in generale quasi unicamente per adolescenti dagli ormoni imprecisi e dalla lettura veloce, è l’ora del fantastic horror, non so in quale altro modo potrei chiamare questa narrativa pensata unicamente per i molto young e poco adult. I personaggi tipici dell’horror gotico vengono prelevati di forza dalla letteratura spaventosa per far parte di storie che si annunciano nient’altro che divertimento fantastico, come pare essere il recente Il mummificatore, di Nicola Brunialti, edito da Newton Compton, protagonisti i fantasmi. A leggere l’incipit su Fantasy Magazine (pieno di refusi, spero dovuti a una problematica copiatura del testo nell’articolo) mi viene in mente Casper.

Non ho nulla contro Casper, sia chiaro, e non me ne voglia Brunialti, ma sono preoccupato.


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