Viva l’Italia!

Cosa accadde il 17 marzo 1861? Gli stati preunitari della penisola italiana vennero unificati ufficialmente sotto l’unica denominazione di Regno d’Italia. Per capire quale fosse la frammentazione politica del nostro Paese nei secoli precedenti all’Unità, potete consultare la pagina di Wikipedia relativa agli Antichi Stati Italiani, sufficientemente esaustiva e precisa. Da secoli si attendeva una simile unificazione, e veniva invocata la mano potente di qualcuno che potesse portare a ciò che viviamo da 150 anni.

Vittorio Emanuele I firmò con Cavour la legge che segue, con la quale non si costituì una nuova entità statale, bensì si confermò ciò che già si era creato con le battaglie risorgimentali:

«Vittorio Emanuele II, re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme, ecc, ecc, ecc,….il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico. Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli Atti del governo mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato».

Credo fermamente che il 17 marzo debba diventare una ricorrenza annuale, un’occasione per festeggiare tutto ciò che c’è di bello in Italia e nella storia dell’Italia. Anticipa di quattro giorni la primavera, e potrebbe diventare occasione per imparare finalmente qualcosa della storia che ci precede.

Vi racconto un aneddoto molto triste. In questi giorni le scuole in cui lavoro si sono preparate in vario modo a festeggiare con i bambini e i genitori questo bellissimo evento. Tuttavia, oltre alla direttiva di esporre il Tricolore (cosa che ognuno, a mio avviso, oggi dovrebbe fare) non ci sono state altre imposizioni. Il risultato è stato che ognuno ha fatto come ha voluto. Alcuni insegnanti si sono preparati da tempo, raccontando storie del Risorgimento, visitando luoghi di Verona che hanno a che fare con quella storia, preparando dei lavori. Altri, invece, hanno criticato a fondo l’iniziativa e se ne sono distaccati, preferendo dedicarsi alla storia del Comune di Verona, o alla preparazione di un grande stemma della nostra città (e dire che lo stesso sindaco Tosi celebra l’Unità). Ecco, credo che spesso non ci si renda conto delle occasioni di approfondimento che la storia e la vita ci regala.

Perché non fare diventare il 17 marzo occasione per la riscoperta di come le realtà locali (per esempio, la storia locale di Verona) abbiano contribuito alla storia dell’Italia tutta? Anziché farla diventare un’occasione di divisione ulteriore, si potrebbe trasformare una differenza in punto di partenza per una nuova costruzione. Il 17 marzo come giorno simbolico per la costruzione della nuova Italia, strutturata sulle realtà locali, sulle storie locali, che hanno però un legame con l’intera Penisola, alla stregua di tanti figli nei confronti dell’unico padre.

Vi lascio con il link al video della bellissima canzone di Tricarico, Tre colori. Ascoltatene attentamente le parole, semplici e significative. Infine, il link al sito ufficiale per le celebrazioni dell’Unità.


2 risposte a "Viva l’Italia!"

  1. Anche a me piace la canzone di Tricarico. E complimenti a tutti i bravi insegnanti che coltivano nei propri studenti l’amore per il proprio paese, per la propria tradizione e per la lettura.

  2. Altro aneddoto: tra le varie, lavoro anche nelle scuole veronesi a più alta concentrazione di bambini italiani di origine extra-comunitaria. Proprio queste sono le scuole in cui si è deciso di impegnarsi di più per l’approfondimento e la condivisione dell’identità italiana. Non sono considerate scuole d’élite, ma per me lo sono, più di quelle in cui si preferisce non parlare dell’Italia bensì del piccolo provincialismo (lavoro anche in queste).

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