Come dicevo…

macchinascrivere…in un post precedente, il mio nuovo romanzo horror si intitola Codice infranto. Più che romanzo è una novella, ed è quanto di più problematico abbia pubblicato (o sia sulla strada di esserlo).

Sapete, uno scrittore si muove sempre nell’ambito delle possibilità che la propria mente gli consente (e per fortuna la fantasia non mi manca), ma spesso si chiede se sia il caso di pubblicare tutto ciò che scrive. In questo caso mi sono trovato in un dilemma, che mi sono tenuto fino a quando l’editore non mi ha suggerito, con la risposta, anche la soluzione.

Si tratta di una storia difficile, il cui argomento, la pedofilia, mi ha messo davvero in crisi, per molti motivi. Innanzitutto, perché è un horror. Se c’è un ambito nel quale la giustizia ha la sua modalità di agire, fino in fondo (anche se spesso secondo vie discutibili per la società civile), è quello della letteratura horror. In secondo luogo, perché è molto crudo. In terzo luogo, perché sono un insegnante, e un insegnante si pone sempre per mestiere più domande di quanto non se ne pongano gli altri.

Ma lo scrittore va avanti, affronta tutto, con sincerità, e le storie prendono spesso tornanti di sincerità imprevista.

Ho firmato il contratto. La casa editrice è di Roma. Presto ve ne darò ulteriori dettagli e notizie.


8 risposte a "Come dicevo…"

  1. io direi di scriverne senza paura. è si un argomento horror, ma purtroppo è anche una raccapriciante verità. Non dobbiamo avere paura delle cose reali che succedono. Ma sarà cartaceo o ebook?

  2. Auguri Fabrizio. Anche se in questo momento temo che un lettura del genere mi turberebbe parecchio.
    Però complimenti. E spero che i rapporti con il nuovo editore ti possano portare tante belle sorprese.

  3. Ciao Chagall, grazie! 🙂
    Immagino bene che l’agomento possa turbare, e in effetti questo post vuole segnalare proprio questo aspetto. Sempre secondo il principio che quel che sperimenta l’autore scrivendo, viene sperimentato anche dal lettore nel leggere.

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