Arco, Manipoli e Maghi

Un altro estratto da La faida dei Logontras, nuova versione, tratto dal capitolo Frecce e visioni.

Larfen esordì con il solito discorso introduttivo, nel quale spiegò cosa avrebbero fatto in quei nove giorni. Subito dopo, la Centa fu suddivisa in Ventine e venne spiegato loro che quella divisione era molto usata negli Eserciti. C’erano anche gruppi più ristretti, chiamati Manipoli e formati da soldati con differenti specializzazioni a seconda di quanto era necessario, nei quali non mancava mai un arciere. Spesso si trovavano Manipoli di sole cinque persone composti da quattro soldati – uno spadaccino, un arciere, uno stratega, un lottatore – e un Mago.

Ebbene sì. Sebbene magia e combattimento non vadano mai bene nella stessa persona” spiegò Larfen, ripetendo una massima ormai ben nota, “ciò non toglie che un Mago possa unirsi al Manipolo. Manipoli così composti hanno ottenuto successi incalcolabili nelle guerre del passato, perché permettono di assolvere a compiti di infiltrazione che altrimenti diverrebbero impossibili. Ma questa materia la lascio al mio collega che vi terrà il corso di Strategia Militare, se qualcuno di voi dovesse mai seguire quella interessante materia.” Larfen rivolse lo sguardo a Medo e Ges.

Già dal primo impatto, quel corso si rivelò essere molto diverso rispetto a quelli che avevano affrontato fino ad allora. Quel giorno, ognuno si esercitò a tirare con vari archi, misurando quello più adatto al proprio braccio, ai propri occhi e al proprio carattere. “Infatti” aveva spiegato Larfen, “l’arco è un’arma molto particolare. Nulla più dell’arco costituisce un’estensione non solo del vostro braccio, ma di tutto il corpo… anzi, della vostra stessa Presenza. L’arco sente il vostro carattere e la corda segue il vostro umore. Se non siete ben disposti, meglio che per quel giorno ricorriate alla spada piuttosto che all’arco, perché la spada vuole anche brutalità e immediatezza, mentre l’arco è un’arma elegante, che va usata con rispetto.” 

E ora, un video per lasciarci affascinare da quest’arte.


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