La battaglia di Montgisard

SaladinoDa oggi inizio una collaborazione con il sito Talento nella Storia. Si tratta di una condivisione di articoli, che potranno essere letti nella loro integrità sul sito originario. Credo che questa collaborazione possa apportare maggior spessore culturale a questo blog, che poco alla volta si trasformerà in una sorta di rivista con varie collaborazioni. Accoglierò scrittori che vorranno scrivere articoli, proseguirò con le QV interrotte sul blog Il cielo nel libro, ormai in chiusura, e mi proporrò sempre più l’obiettivo di suscitare dibattito su temi caldi della narrativa e cultura nostrana.
Iniziamo con un articolo del dott. Fabio Ponti, architetto, studioso e appassionato di storia e archeologia del mondo classico e medievale, con particolare attenzione per le guerre greco-persiane, l’epopea macedone, la storia romana fino al periodo delle Crociate.

I Protagonisti della battaglia di Montgisard – Palestina, oggi Israele, 25 novembre 1177 (di Fabio Ponti).

Regnò circa undici anni, salì al trono del Regno di Gerusalemme neanche quattordicenne e lasciò il Regno della Gerusalemme Terrena per quella Celeste appena ventiquattrenne, un vero miracolo per le condizioni di salute in cui questo Re bambino versò per la quasi totalità del periodo in cui resse il trono della Città Santa.
Aveva da poco compiuto i quattordici anni, che già si distinse per audacia ed abilità di condottiero, portando le sue truppe nel cuore dei territori di Saladino con temerarie incursioni nei dintorni della sua Damasco.
La Battaglia di Montgisard rappresenta il capolavoro della sua vita, la perla che Baldovino IV consegnerà alla Storia, era appena sedicenne e la lebbra, una delle più terribili malattie dell’epoca, già devastava le sue carni, quando gli giunse notizia che Salah ed Din, l’astro nascente dell’Islam, con un ingente esercito di 30.000 uomini, era in marcia dall’Egitto diretto a Gerusalemme.
A Gaza solo il valore e l’esperienza della guarnigione Templare era riuscita a dissuadere il Sultano da un assedio che sarebbe inevitabilmente terminato con la caduta della fortezza, lasciando così la frontiera completamente sguarnita a sud, ma la minaccia era solo rinviata, si stava spostando verso Ascalona, e se questa fosse caduta in mano mussulmana con il suo strategico porto, gli approvvigionamenti per il Regno sarebbero stati inevitabilmente compromessi e con essi la sopravvivenza della Cristianità in Terrasanta.
Baldovino benché sfigurato nel volto e minato nella forza fisica dall’orribile male, trovò nell’animo e nella Fede la forza per un’azione tanto audace quanto tempestiva, con i soli 500 cavalieri di cui disponeva, si precipitò su Ascalona presidiandola prima che fosse raggiunta dall’esercito di Saladino, contemporaneamente richiamò la guarnigione Templare da Gaza, guidata dall’eroico Maestro Odone di Saint Amand che con i suoi 80 monaci guerrieri si unì alle esigue forze Crociate.
(continua a leggere su Talento nella Storia)


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