Se la crisi blocca gli scrittori

Ne siamo in mezzo tutti, ma forse non tutti si stanno dimenando tra le sue onde per riuscire a stare a galla. Ahimè, io sono uno di quelli che rischiano di affondare. La crisi si conosce perché ce ne parlano i giornali e le tv, ne siamo martellati da molto tempo. Purtroppo colpisce anche il mondo dell’editoria, e case editrici considerate di qualità vengono affossate e salvate in extremis da grandi gruppi.

Nel piccolo, tuttavia, la crisi si vede anche da altre inezie. Faccio il mio esempio, che spero valga anche da giustificazione per chi – magari – desiderava vedermi e ascoltarmi al Montelago Celtic Festival 2011.

Rieducational Channel: Lo sapevate che basta un’assicurazione auto per relegare in casa uno scrittore come il sottoscritto, nell’attesa dell’arrivo dello stipendio successivo (già al termine della prima settimana dopo aver ricevuto il precedente)? Sapevatelo!

È quanto mi è successo e chiedo scusa a tutti coloro che – forse – si sono sentiti trattati male dalla mia assenza. Mi sarebbe piaciuto parlare di ciò che è italiano, soprattutto nella fiaba (ma prossimamente pubblicherò un articolo al riguardo), e farlo in vostra compagnia. Purtroppo 200€ per un viaggio di andata e ritorno Verona-Macerata (benzina+autostrada) sono davvero troppi, soprattutto quando non li si ha.

Non voglio fare la vittima, ma tant’è, questo è il modo in cui la crisi può bloccare uno scrittore.


4 risposte a "Se la crisi blocca gli scrittori"

  1. Be’ queste difficoltà esistono e non coinvolgono solo la partecipazione ad eventi e festival. Un sacco di scrittori si sono dannati a lavorare con mozziconi di matita e moccoli di candela, tossendo in stanze fradicie e non riscaldate, perché non avevano il becco di un quattrino. Molti di loro, dopo aver avuto successo, non hanno migliorato le proprie condizioni economiche più di tanto. Perciò su con la vita, che può andar peggio 🙂

  2. Sì, Bruno. I grandi scrittori ci sono da esempio, vedi Raymond Carver. Tutto sommato, saltare un evento della portata di Montelago Celtic Festival non è il maggiore dei problemi. Ma, credimi, dispiace dover dire di no a un impegno preso mesi prima, e solo perché la difficile situazione economica ci sta riempiendo di problemi che spuntano da un giorno all’altro. Soprattutto, dispiace ancora di più doverlo spiegare pubblicamente perché qualcuno vorrà pure sapere la motivazione vera di un’assenza improvvisa.
    Poi il pensiero va a tre o quattro anni fa, che ora come ora appaiono anni-luce rispetto a oggi.
    Comunque sì, può andar peggio. Speriamo di non arrivarci troppo presto 😀

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