Circa il massacro norvegese

Non posso starmene zitto, sta già partendo l’internazionale delle etichette. Cristiano integralista, estrema destra, poi salta fuori un Odino e un videogioco di troppo e si passa alle svastiche et similia. Nella sostanza, caccia all’identificazione del male.

Purtroppo, il male è inedintificabile per costituzione. Piuttosto, mi sento di dire una cosa riguardo a quella parola – “cristiano” – messa accanto all’altra – “fondamentalista”, perché cristiano è identificabile in pieno. Certo, è un utilizzo che si fa normalmente della parola, spogliandola tuttavia di qualunque contenuto possa avere, perché cristiano non potrà mai andare accompagnata a fondamentalista, così come a integralista. Cristiani fondamentalisti? Cristiani integralisti? Molto semplicemente, non sono cristiani.

Un cristiano è uno che si mette dalla parte del debole, sempre, perché soprattutto nel debole ha la possibilità di vedere Cristo (ma non solo nel debole: Cristo è in chiunque), e il debole lo è innanzitutto rispetto a ciò che è considerata la norma (concetto semplicemente nominale, inesistente nella realtà). Un cristiano è uno che cerca di dare seguito nella sua vita a ciò che Gesù ha siglato una volta per tutte: un’alleanza unilaterale. Sapete cosa significa questa altra parola? “Unilaterale”, ovvero che la decisione è stata presa solo da una parte. Cristo ama l’uomo, unilateralmente. Se l’uomo non lo fa, il suo amore non viene comunque meno. Il cristiano è colui che ama unilateralmente, senza aspettarsi che l’altro faccia lo stesso. Punto! Con quest’idea di unilateralità viene meno un altro concetto stupido, barbarico e devastante che si sta diffondendo nel nostro mondo, soprattutto occidentale e, purtroppo, tanto italiano e talvolta anche ecclesiastico: qui da noi non si aprono moschee se prima nei paesi islamici non ci fanno aprire chiese.

Stupidi! Cretini! Privi della minima comprensione di cosa sia il cristianesimo (vedete che lo scrivo con la “c” minuscola? Non per mancanza di rispetto. Tutt’altro!)! Cristo non vuole che al mondo ci siano più cristiani che musulmani o vattelapesca. Cristo vuole che al mondo ci siano più Uomini, con la U maiuscola. Esseri umani degni della loro statura, immagine e somiglianza di Dio. Il cristiano dà sempre un’ulteriore possibilità. Cristo ha detto chiaramente “perdona loro perché non sanno quello che fanno” mentre lo stavano uccidendo. Queste dovrebbero essere le parole di un cristiano qualora si veda rifiutato ciò che sembra il minimo necessario per l’umanità, ma dev’essere sempre il primo, il cristiano, a darsi da fare perché l’altro sia un Uomo a tutti gli effetti, moschee comprese, se necessarie.

Il fondamentalismo sta dilagando. La strage norvegese ci fa riflettere, giustamente. Perché mai come oggi ci rendiamo conto che il nemico è tra di noi. Attenzione, però: il nemico non è tra di noi, bensì dentro di noi, non solo a livello sociale, ma in un senso propriamente antropologico. Siamo divisi nel nostro intimo e per la fatica di trovare una conciliazione interna tra i dubbi che ci dilaniano, preferiamo diventare integralisti o fondamentalisti. A quale Paese toccherà la prossima volta?


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