Gettare la spugna

Gettare la spugna della scrittura: troppe energie, troppa fatica, troppi scontri e quasi nulli riscontri. Una possibilità da considerare…

Perché non farlo? Sono molti i motivi che inducono uno scrittore a proseguire nella sua opera, ma troppo spesso si sottostimano le motivazioni che dovrebbero (o potrebbero) indurlo a gettare la spugna. Perciò mi chiedo: perché non farlo? Soprattutto se l’universo rema contro (diciamo così!), cosa può indurre un autore non solo a mettere mano alle sue carte, ma anche a pubblicarle e a sfasciarsi i piedi a forza di girare per renderle note?

Ci sono molti autori che dovrebbero smettere se non altro di pubblicare. Eppure, molto spesso mancano del sacrosanto senso di autocritica e di farsi la fatidica domanda: che sia meglio darmi all’ippica?

Segnalo a tal riguardo (del gettare la spugna, non del darsi all’ippica) questa bella discussione che è nata su Facebook.


6 risposte a "Gettare la spugna"

  1. Se qualcuno sente che quella è la sua passione e che scrivere lo fa stare bene, deve perseverare, indipendentemente dal parere degli altri. L’importante è non cominciare a dire che sono tutti cattivi e ignoranti perchè …non riconoscono il mio grande talento!…
    Detto questo, sappi che quando misuro la mia altezza, sul metro appare la scritta “praticamente perfetto sotto ogni punto di vista”, come a Mary Poppins 😆 Tu puoi essere uno dei miei pargoli “Basta un poco di zucchero…” canta Fabrzio!

  2. Ma no, figurati. Sai bene che io non appartengo alla risma che dice “blutti blutti bluttissimi”. Anzi, di solito faccio parte di quella che prima aiuta e poi viene schiaffeggiato 🙂
    Comunque, al di là di tutto sono i commenti e gli apprezzamenti come il tuo che mi fanno andare avanti, o mio perfettissimo… tato?

  3. Sì, voglio fare il tato XD l’hai mai vista quella trasmissione ridicola? Ti arriva questa sorta di mary poppins che attaccando un paio di regole stampate su fogli a4 in giro per casa trasforma una famigli con pesti cannibali in una serie di teneri cherubini!
    Potremmo fare la stessa cosa per gli scrittori. Io però ho in mente dei metodi, un po’… come dire? Diversi? muahahahaha

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