Ancora su Generazione TQ

Il 27 aprile Filippo La Porta scrive un articolo sul sito del Corriere che mi trova parzialmente d’accordo. Riguarda l’iniziativa dell’incontro presso la sede romana di Laterza della cosiddetta Generazione TQ (Tarantino Quentin), che dovrebbe essere il tentativo di far fronte comune per comprendere le ragioni della differenza dei narratori italiani nati negli Anni Settanta rispetto a coloro che li hanno preceduti, e la realizzazione di una maggiore capacità di essere incisivi sul reale. Certo, come dice La Porta il tutto sa di collettivo (nel senso più rosso del termine), ma al di là della colorazione (che è sempre sbagliata, sempre ammesso che sia “vera”) è l’intenzione che va tenuta d’occhio. Di quell’articolo sottoscrivo anche il fatto che la narratologia e la mitografia di Pulp fiction non abbiano reale influenza sugli scrittori che hanno sottoscritto quel manifesto: credo, come dicevo nel precedente articolo, che l’influenza maggiore sia da attribuire a Stephen King.

Generazione TQ mi sembra comunque un ottimo modo per iniziare una riflessione. È pur vero che l’Italia culturale è sempre ricca di riflessioni critiche e povera di realizzazioni pratiche, ma è proprio la narrativa degli ultimi vent’anni a segnare un cambiamento a questo riguardo. Ciò che mi preme sottolineare è che c’è un fermento nuovo, segnato soprattutto dal portare dentro le storie la cultura popolare che tende ad abbattere un muro sempre troppo gommoso. Se all’estero la questione della commistione tra cultura pop e letteratura considerata alta è all’ordine del giorno da diversi decenni, in Italia è una strada che, in gran parte, è ancora tutta da percorrere. Se c’è, però, una caratteristica che contraddistingue i romanzi italiani dell’ultimo decennio è la fusione sempre maggiore tra ciò che è pop (immaginario?) e ciò che è alto (reale?). Perfino la critica e la riflessione si è lasciata influenzare da questo tentativo (si vedano i brevi saggi di Simone Regazzoni, che tenta di fare filosofia sulla cultura pop, come già gli stranieri fanno da molto tempo, iniziativa bocciata da Nicla Vassallo, esimio rappresentante della filosofia italiana).

Nell’attesa di vedere quale sarà il seguito di questa iniziativa, leggiamo il resoconto dell’incontro pubblicato da Daily Blog.


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