La prosa – consigli per l’efficacia

In qualunque tipo di scritto, la prosa è la parte più importante, quella che colpisce immediatamente il lettore, perfino a livello inconscio. Certo, ci sono la trama, i personaggi, la struttura e tanti altri elementi che possono ammaliare chi si accinge a iniziare la lettura d’una storia, ma tutto dev’essere veicolato da una prosa efficace, precisa e dettagliata. Provo a condividere con voi alcuni consigli, supportando il tutto da un esempio, sviluppato di volta in volta.

Per entrare nello specifico:

– La prosa dev’essere chiara. L’assenza di chiarezza deriva, di solito, dalla disattenzione dell’autore. Punti di vista, agenti, movimenti: tutto dev’essere logico e concatenato. Il trucco per rendersi conto della chiarezza è quello di leggere a voce alta.

Esempio errato di partenza. Geshwa e Nargolìan entrarono in camera. Mentre il sole tramontava, la luce li accecò e capirono di essere arrivati nel momento sbagliato: il mago si era già messo al lavoro e la paura accolse tutti i presenti.

Problemi:
– il punto di vista: chi è il protagonista di questo brano? Chi sta osservando? Non si capisce, perciò è necessario specificare e trasformare opportunamente il tutto.
– il luogo: dove si trovano? Arrivano dall’esterno o dall’interno di un palazzo? Sono accecati dalla luce del sole che tramonta (cosa piuttosto difficile) o da un’altra luce presente all’interno della stanza?
– numeri: quante persone ci sono nella scena? Anche il mago che opera è “accolto” dalla paura?

Esempio corretto. Geshwa e Nargolìan entrarono in camera, giungendo dal corridoio immerso nel buio. Mentre il sole tramontava, una luce improvvisa, apparsa in maniera sorprendente e inattesa nella stanza, li accecò e Ges capì di essere arrivato nel momento sbagliato: il mago si era già messo al lavoro e la paura accolse entrambi i ragazzi, proprio come stava accadendo ai tre prigionieri legati. Nargolìan iniziò a tremare.

– La prosa dev’essere efficiente. Ovvero, non devono esserci ripetizioni o ridondanze, se non esplicitamente volute. Niente parole o frasi insensate. Il narratore non deve ripetere ciò che i personaggi hanno appena detto o fatto.

Esempio errato. Geshwa e Nargolìan entrarono in camera, giungendo dal corridoio immerso nel buio. Mentre il sole tramontava, una luce improvvisa, apparsa in maniera sorprendente e inattesa nella stanza, li accecò e Ges capì di essere arrivato nel momento sbagliato: il mago si era già messo al lavoro e la paura accolse entrambi i ragazzi, proprio come stava accadendo ai tre prigionieri legati. Nargolìan iniziò a tremare.

Esempio corretto. Geshwa e Nargolìan entrarono in camera, giungendo dal corridoio immerso nel buio. Mentre il sole tramontava, una luce apparsa in maniera sorprendente nella stanza li accecò, e Ges capì di essere arrivato nel momento sbagliato: il mago era all’opera. Nargolìan iniziò a tremare, proprio come stava accadendo ai tre prigionieri legati.

– La prosa deve fare appello ai cinque sensi. Vista, suono, udito, gusto e tatto: tutto il corpo dev’essere sollecitato. Perfino il “sesto senso”.

Esempio corretto.

Geshwa e Nargolìan entrarono in camera stremati, giungendo dal corridoio freddo, immerso nel buio.
Mentre il sole tramontava con riflessi rossi sui mobili della stanza, una luce apparsa in maniera sorprendente li accecò.
Ges dovette appoggiarsi allo stipite ruvido della porta, quando capì di essere arrivato nel momento sbagliato: il mago era all’opera. La sua cantilena stava già fluttuando nell’aria, con suoni sinistri e taglienti.
Nargolìan iniziò a tremare ed ebbe l’impressione di aver mangiato lumache callose. Quando riuscì a vedere i volti dei tre prigionieri, legati e seduti nell’angolo più lontano della camera, comprese di non essere l’unico.

– Bisogna usare buone metafore, che devono corrispondere a “verità”, essere “efficaci” e sensate. Il loro scopo non può essere unicamente quello di suonare bene.

Esempio corretto.

Geshwa e Nargolìan entrarono in camera stremati, giungendo dal corridoio freddo, buio come un sottoscala dimenticato.
Mentre il sole tramontava con riflessi rossi sui mobili della stanza, una luce apparsa in maniera sorprendente li accecò.
Ges dovette appoggiarsi allo stipite ruvido della porta, quando capì di essere arrivato come un pollo tra contadini affamati: il mago era all’opera. La sua cantilena stava già fluttuando nell’aria, con suoni sinistri e taglienti.
Nargolìan iniziò a tremare ed ebbe l’impressione di aver mangiato lumache callose. Quando riuscì a vedere i volti dei tre prigionieri, legati e seduti nell’angolo più lontano della camera, comprese di non essere l’unico.

– Usare poche metafore, per non asfissiare il lettore. Inoltre, evitare i clichés come la morte.

Mai – ripeto: mai! – presentare un testo come quello che segue.

Geshwa e Nargolìan entrarono in camera stremati come due cavalli al termine di una gara, giungendo dal corridoio freddo come un cadavere, buio come un sottoscala dimenticato.
Mentre il sole tramontava con i riflessi rossi d’un fuoco eterno, che si adagiavano sui mobili della stanza, una luce apparsa in maniera sorprendente li accecò.
Ges dovette appoggiarsi allo stipite ruvido della porta, quando capì di essere arrivato come un pollo tra contadini affamati: il mago era all’opera. La sua cantilena stava già fluttuando nell’aria come un uccello, con suoni sinistri e taglienti.
Nargolìan iniziò a tremare come una foglia ed ebbe l’impressione di aver mangiato lumache callose. Quando riuscì a vedere i volti dei tre prigionieri, legati e seduti nell’angolo più lontano della camera, comprese di non essere l’unico.

– Ricordatevi che il sospetto d’un autore sulla sua prosa è sempre realtà. Perciò, ascoltare sempre il proprio intuito.

– Usare i verbi nella forma attiva, evitando i costrutti con il verbo essere. Soprattutto, usare i verbi giusti. Non esistono solo essere-avere-dire-fare-pensare.

Forma corretta.

Geshwa e Nargolìan entrarono in camera stremati, giungendo dal corridoio freddo, buio come un sottoscala dimenticato.
Mentre il sole tramontava con riflessi rossi sui mobili della stanza, una luce apparsa in maniera sorprendente li accecò.
Ges dovette appoggiarsi allo stipite ruvido della porta, quando capì di essere arrivato come un pollo tra contadini affamati: il mago era all’opera. La sua cantilena stava già fluttuando nell’aria, con suoni sinistri e taglienti.
Nargolìan iniziò a tremare ed ebbe l’impressione di aver mangiato lumache callose. Quando riuscì a vedere i volti dei tre prigionieri, legati e seduti nell’angolo più lontano della camera, comprese di non essere l’unico.

Forma scorretta.

Geshwa e Nargolìan entrarono in camera stremati. Erano arrivati dal corridoio freddo, buio come un sottoscala dimenticato.
Mentre il sole tramontava con riflessi rossi sui mobili della stanza, i due ragazzi furono accecati da una luce apparsa in maniera sorprendente.
Ges dovette appoggiarsi allo stipite ruvido della porta, quando capì di essere arrivato come un pollo tra contadini affamati: il mago era all’opera. La sua cantilena stava già fluttuando nell’aria, con suoni sinistri e taglienti.
Nargolìan era tutto un tremore e il suo stomaco era sottosopra, come se si fosse rimpinzato di lumache callose. Quando riuscì a vedere i volti dei tre prigionieri, legati e seduti nell’angolo più lontano della camera, comprese di non essere l’unico.

Sollecitare la parte emotiva del lettore. Lasciamolo entrare nella narrazione.

Esempio corretto.

Geshwa e Nargolìan entrarono in camera stremati, giungendo dal corridoio freddo, buio come un sottoscala dimenticato.
Mentre il sole tramontava con riflessi rossi sui mobili della stanza, una luce apparsa in maniera sorprendente li accecò.
Ges dovette appoggiarsi allo stipite ruvido della porta, quando capì di essere arrivato come un pollo tra contadini affamati. Una mano invisibile gli aveva afferrato lo stomaco e sembrava volerglielo strappare, non appena vide ciò che stava accadendo: il mago era all’opera e le sue mani erano sporche di sangue. La sua cantilena stava già fluttuando nell’aria, con suoni sinistri e taglienti.
Nargolìan iniziò a tremare ed ebbe l’impressione di aver mangiato lumache callose, tanto intensa fu la nausea che lo colse. Quando riuscì a vedere i volti dei tre prigionieri, legati e seduti nell’angolo più lontano della camera, comprese di non essere l’unico. Purtroppo ci vollero alcuni secondi, prima che si rendesse conto che quello più a destra non aveva più la testa.

– La buona prosa è dettagliata. Ogni cosa è identificata dal suo sostantivo e ogni azione usa un verbo proprio. I sostantivi e i verbi giusti caratterizzano. Quelli generici impoveriscono.

Esempio corretto.

Geshwa e Nargolìan entrarono in camera stremati, giungendo dal corridoio freddo, buio come un sottoscala dimenticato. Si fermarono subito dopo la soglia.
Mentre il sole tramontava, bruciando con riflessi rossi la vernice ingiallita della mobilia della stanza, l’apparizione subitanea di una luce li accecò.
Ges dovette reggersi allo stipite ruvido della porta, quando capì di essere arrivato come un pollo tra contadini affamati. Una mano invisibile gli stringeva lo stomaco e sembrava volerglielo strappare, non appena vide ciò che stava accadendo: il mago era all’opera e le sue mani erano sporche di sangue. La sua cantilena si stava già espandendo nell’aria, con suoni sinistri e taglienti.
Nargolìan iniziò a tremare ed ebbe l’impressione di aver mangiato lumache callose, tanto intensa fu la nausea che lo colse. Quando riuscì a vedere i volti di due dei tre prigionieri, legati e seduti nell’angolo più lontano della camera, comprese di non essere l’unico a vivere quella sensazione. Purtroppo gli ci vollero alcuni secondi, prima di rendersi conto che l’uomo più a destra non aveva più la testa.


10 risposte a "La prosa – consigli per l’efficacia"

  1. Ma lo sai che hai una mente perversa: stremati come due cavalli? 😯 Non lo scriverei nemmeno io!
    Comunque se mai trovo un dispe… hem, un genio disposto a pubblicarmi ti assumo, naturalmente aggratis, come mio editor. Eventualmente se c’è qualcosa che proprio non va puoi riscrivere direttamente tutto.

  2. @Sol: grazie! Tra l’altro, lo studio che sto facendo ultimamente per migliorare la mia scrittura mi ha permesso di rendermi conto di alcune cose, di cui ti parlerò appena ci sentiamo a voce…
    @Iri: è un esempio che esemplifica in maniera esemplare, no? 😀 Guarda che io non lavoro mai aggratis. Mi faccio pagare a ore, e non capire male!!
    Ma toglimi la curiosità: hai scritto qualcosa?

    In generale, spero che queste poche righe possano servire a qualcosa. E spero di essere stato chiaro.

  3. Sì, ho provato per gioco a fare una cosa. Ma visto che lavori a ore non ti posso dire nulla…
    *Io lavoro al bar di un albergo ad ore porto su il caffè a chi fa l’amore vanno su e giù coppie tutte uguali non le vedo più manco con gli occhiali*
    sorry, ma la citazione musicale mi è venuta spoentanea!

  4. Fabrizio, stinto proletario a’ sòreta!
    E il mio film preferito è “La leggenda del pianista sull’oceano”, mentre se vedo “Il mago di oz” è molto probabile che mi metta a cantare; visto che conosco tutte le canzoni a memoria.
    Tanks ovviamente!

  5. Bello la Leggenda del pianista sull’oceano, lo riguardo sempre quando lo fanno passare in tv!

    @Fabrizio: sempre pronta ad ascoltare. Anch’io continuo a studiare scrittura creativa, naturalmente. Non si finisce mai di imparare.

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