QV su La faida dei Logontras, di Fabrizio Valenza

La faida dei Logontras1 – Riassumi in due righe (al massimo) il contenuto del tuo romanzo.

Geshwa Olers inizia il suo cammino nell’Esercito Reale, infilandosi in un sacco di guai, mettendosi in risalto tra i suoi commilitoni e ricevendo il suo primo incarico ufficiale.

2 – Descrivi il personaggio di questo romanzo per te più importante.

Dire che sia Geshwa Olers è scontato, e in effetti vorrei attirare l’attenzione sul suo compagno Medòren Lasan. In qualche modo, questo pavido ragazzo (che sembra sempre più grande di quanto sia in realtà) sostituisce nelle amicizie di Ges il caro Nargolìan, che ha scelto la via della magia. Di fronte alle imbeccate e alle tentazioni offertegli da Geshwa, Medòren non resiste e si ritrova esattamente negli stessi casini che l’altro sembra prediligere. Però ammetto di avere una particolare simpatia (esattamente come Geshwa) anche per Ershaec di Ailone, il Comandante del Battaglione.

3 – Quale legame c’è tra questa storia e l’attualità italiana?

Non c’è un particolare legame, se non il tema delle famiglie che si dividono a causa delle eredità o delle rivalità interne, capaci di contrapporre figli a genitori e fratelli tra di loro. D’altronde, è un tema sempre esistito e particolarmente significativo in Italia. Forse, però, è possibile rintracciare un altro legame nelle furbate politiche e nella ricerca estrema del potere, che si avvale di sotterfugi e diavolerie per riuscire a trovare uno sbocco sul mare.

4 – Qual è l’atteggiamento migliore che il lettore può assumere prima di cominciarne la lettura?

Pensare di leggere un qualunque romanzo, senza il pregiudizio verso il fantasy, problema purtroppo sempre troppo presente in Italia. Questa storia può essere goduta da chiunque.

5 – In riferimento al romanzo nella sua complessità, in cosa ti riconosci e in cosa, invece, non ti riconosci?

Di certo mi riconosco nella capacità di Geshwa di mettersi in situazioni difficili e complesse per la pura curiosità di risolvere un mistero, così come mi riconosco nella sua ricerca di figure forti, che diano senso alla vita. Non mi riconosco nei tradimenti messi in atto da diversi personaggi del romanzo.


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