QV su Gothica, di Francesco Falconi

Ed eccoci alla prima delle QV, dedicata al romanzo Gothica, di Francesco Falconi.

Prima di lasciare la parola a lui, vi spiego cosa sono le QV. In breve, le Questioni di Valenza. Cinque domande riferite unicamente al romanzo e al rapporto del suo autore con esso. Spero che per voi costituiscano un utile sguardo sulla narrativa fantastica italiana, stimolando la vostra voglia di leggerla nella sua varietà.

Via con la prima QV.

Gothica1 – Riassumi in due righe (al massimo) il contenuto del tuo romanzo.

Gothica narra la storia di un sacerdote, Padre Faust e di una scienziata, Helena, alle prese con le macchinazioni della multinazionale Mimesis Corporation, che opera illegalmente in campo OGM e clonazione.

2 – Descrivi il personaggio di questo romanzo per te più importante.

Difficile dirlo: Helena Wolff e padre Faust sono l’opposto e al contempo il complemento l’una dell’altro. Padre Faust, granitico nei suoi principi di chiesa vedrà lentamente sgretolare la sua fede, mentre un oscuro passato emergerà dalla memoria, mentre Helena, che ha sempre creduto nella scienza transumanista, scoprirà poco a poco la corruzione del mondo che la circonda. Sono due personaggi molto diversi tra di loro, eppure così simili in tanti aspetti.

3 – Quale legame c’è tra questa storia e l’attualità italiana?

In realtà Gothica rappresenta la nostra società senza una particolare bandiera, cosa non troppo difficile in un mondo sempre più globalizzato. Benché la metropoli di Gothica non esista, essa rappresenta lo specchio di un mondo corrotto, dominato dalle multinazionali e dal profitto, nell’eterno conflitto tra politica, scienza e religione.

4 – Qual è l’atteggiamento migliore che il lettore può assumere prima di cominciarne la lettura?

Semplice, non deve assumere nessun atteggiamento. Solo così potrà gustarsi la storia, entrare nel vivo delle vicende e dei personaggi. Certo, nel libro sono trattati argomenti scottanti: dagli OGM, alla clonazione, allo scontro fra l’etica e l’ingegneria genetica. Insomma, non è di certo un libro di evasione, ma spero che possa spingere a riflettere. Tutto qui.

5 – In riferimento al romanzo nella sua complessità, in cosa ti riconosci e in cosa, invece, non ti riconosci?

Domanda difficile. Beh, chiariamo subito un punto: io sono a favore della scienza e del progresso, mentre condanno quella “parte” della chiesa che spinge all’autocensura e al tabù. Ciononostante, il progresso scientifico è una lama a doppio taglio: troppo spesso le scoperte che potrebbero portare beneficio a tutta la comunità sono asservite a scopi ben meno encomiabili. Basta aprire un giornale… oppure leggersi Gothica.


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