I 16 figli di Rai Uno

famcristionline_20150210223547113_1240898Oggi vorrei parlare non di Sanremo e del Festival, ma di quello che forse può risultare il suo momento più controverso: i 16 figli. Infatti, a metà serata Carlo Conti ha chiamato in scena una famiglia italiana, la più numerosa, composta per l’appunto da 16 figli. Innumerevoli, ovviamente, le reazioni, soprattutto quelle legate a un aspetto religioso della faccenda. Perché in effetti, il padre di famiglia si è presentato unicamente attraverso la categoria della religione: non c’era frase da lui pronunciata che non contenesse le parole Spirito Santo, oppure Cristo, oppure Signore. Lo stesso Conti sembrava irritato dalla faccenda, ma il tutto ha assunto il colore di uno spot per qualche cosa. Inoltre, mi pare di aver udito che Carlo Conti abbia introdotto tale famiglia dichiarandola una famiglia modello.

Ora, la questione per quel che mi riguarda non è se egli abbia ragione oppure no (anche se la domanda “che genere di modello può essere una famiglia con 16 figli” mi sorge spontanea; io ho 5 fratelli e conosco il tipo di problemi che possono nascere con così tanta gente), ma ha a che fare proprio con tutte le conseguenze avute, soprattutto in rete.

Mi è capitato di leggere commenti piuttosto strani, che avevano a che fare con una contrapposizione tra questa famiglia di sedici figli e la presenza di Conchita Wurst nella serata di oggi, come se l’una scelta fosse la compensazione dell’altra. Ripeto, mi pare una lettura piuttosto strana, che fiancheggia non so quali dietrologie, anche perché Rai Uno si sta segnalando sempre di più come il canale in cui viene proposta l’alternativa sociale. E qui, forse, mi avvicino al senso di ciò che voglio dire.

Sono convinto che la scelta di presentare la famiglia più numerosa d’Italia, proprio come quella di invitare Conchita Wurst, sia dettata dal medesimo motivo, anzi, dai medesimi motivi: innanzitutto l’Auditel, in secondo luogo, una certa idealità del canale. Infatti, Rai Uno ci propone sempre di più immagini di un’Italia che non esiste, molto legata a ciò che forse l’Italia potrebbe essere in un futuro prossimo (e auspico che questo accada): mi riferisco a una grande presenza di stranieri nei confronti dei quali si ha grande capacità di fare integrazione (si veda a titolo di esempio lo sceneggiato Le cose che restano, molto bello ma anche molto idealista, dal quale sembra che l’Italia sia una nazione davvero basata su una forte integrazione, sia nei confronti degli immigrati che della diversità in genere; o ancora, si veda il talent che sta andando in onda in queste settimane, Forte forte forte, dove l’omosessualità viene sdoganata in vari modi, soprattutto tramite la drag queen sposata).

Allora, una Rai Uno che tende a mostrare un’Italia possibile nel futuro, però forse fin troppo ideale. Ecco, l’invitata della famiglia più numerosa a Sanremo piuttosto che sotto altre provocazioni mi pare ricada sotto questa fattispecie, esattamente come l’invitata di Conchita Wurst.

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