Non solo horror, da quest’uomo, ma anche sensibilità. Ecco un’altra poesia, per voi. Dedicata al respiro… condiviso.

Poggi il capo sulla spalla
ed è leggero,
dolce e fragile.
Accade nella notte,
mentre seguo il tuo respiro
e il petto, quello mio,
impara il ritmo tuo.
È un respiro come sibilo,
il suono perfetto della notte
e quando ti avvicini
e il braccio mi circonda
e il viso tuo si poggia
prima sulla spalla e poi
più su, sul volto,
il tuo respiro è il mio,
ed è questo il momento
in cui l’eterno soffia in me.
Io non ti sveglio, amore,
non svegliatelo nemmeno voi, l’amore,
che deve rendere infinita
questa notte, la nostra
infinita vita renderla perfetta
tramite il tuo soffio.
Che arriva in me
come il primo, quel soffio
antico
che diede vita al primo
uomo. Eccomi,
lo accolgo ancora in me
ed è il più dolce trionfo
della silenziosa eternità.
C’è solo notte, adesso,
notte e ci sei tu, amore,
e non siamo solo due
perché l’Eterno vive in noi.  (10 febbraio 2015)

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