
Il suo nome ricorda quello del famoso criminologo veronese Cesare Lombroso, che ipotizzò fosse possibile comprendere il carattere violento e criminale di alcuni soggetti dalle fattezze fisiche, in particolar modo del viso.
Cesare Ombroso non ha quasi nulla a che fare con una simile teoria. Tuttavia, anche i suoi romanzi parlano di criminali. Infatti è l’autore della trilogia fantasy di maggior successo in Italia negli ultimi anni, denominata Ciclo delle donne guerriere. Una storia di donne votate a una setta demoniaca e che prende il sopravvento in Abranzia, immergendo il paese nel sangue. Cesare Ombroso immagina che solo un sicario, un violento delinquente (tanto aberrante quanto le donne che hanno usurpato il potere) possa riportare in equilibrio la situazione, eliminando una dopo l’altra le sacerdotesse del tempio maligno. Quell’uomo si chiama Brithlow.
Nella vita reale, tuttavia, Cesare è un normale padre di famiglia, sposato con Giulia Ragazzi, una donna capace di sopportare tutto con grande dedizione personale (o grande negazione di sé), e che ha messo al mondo una bambina di otto anni, Laura, che ha qualcosa che non va. Cesare ha raggiunto il successo nell’arco di pochissimi anni, ritrovando il proprio nome in cima alle liste dei grandi autori fantasy di un Paese che ha sempre fatto fatica a trovare la sua strada fantastica.
Quanti volti può mostrare una persona considerata normale? E l’orrore che descrive nei suoi romanzi con grande vividezza, vicina a quella d’un incubo, rimane sempre e solo interno alle pagine o, talvolta, esce per farsi un giro?
Il vero orrore, forse, viene dal quotidiano.

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