Avvento 2: spianate le strade

Non si tratta solo di sapere che la nostra liberazione è vicina, perché si corre sempre il rischio di un’interpretazione tutta umana del famoso passo evangelico…

Parlo di quel famoso passo, letto anche nella liturgia di oggi, in cui c’è la “Voce di uno che grida nel deserto: / Preparate la via del Signore,/ raddrizzate i suoi sentieri! / Ogni burrone sarà riempito, / ogni monte e ogni colle sarà abbassato; / le vie tortuose diverranno diritte / e quelle impervie, spianate.” (Luca 3,4-6)

Il senso, però, non è per nulla umano, bensì divino. Non si tratta della psicologia e della volontà umana, ma di quella divina, che costituisce la condizione logica di ogni nostra volontà retta.

Chi è che va nel deserto a gridare? Un disperato, risponde uno. Uno che non ha più fiducia nell’umanità, risponde un altro. Uno che cerca un miraggio, potrebbe dire un altro ancora. Eppure, il grido è un grido di fiducia e di speranza che qualcosa avvenga davvero: preparate la via, raddrizzate i sentieri. Ancora una volta, pare l’appello a una volontà. Ma alla volontà di chi? Delle persone?

La volontà umana è quella che conferma, tramite l’azione, chi l’essere umano è. Una persona ritiene di essere e per dimostrare di essere, fa. L’azione umana è dettata dalla volontà umana. Tuttavia, qual è il disegno divino nella persona? Non dice forse il Vangelo che si tratta di fare la volontà del Padre che è nei cieli e non la nostra volontà?

Si tratta di essere, non di esistere soltanto. Esistiamo tramite la nostra volontà. Siamo tramite la Sua volontà.

Non siamo noi che possiamo raddrizzare i sentieri e preparare la via. La voce che grida nel deserto, non grida alle persone, ma a qualcun altro, che nel deserto (umano e cosmico, interiore ed esteriore) può essere sentita, oltre che sentire. Uno che grida nel deserto, grida invocando l’aiuto divino.

“Prepara la via, o Signore”, pare dire la voce. “Raddrizza i sentieri sui quali Tu camminerai, e io so che riempirai ogni burrone, abbasserai i monti e i colli delle mie impervietà e raddrizzerai le vie tortuose del mio cuore”. È l’azione divina, l’unica a poter fare qualcosa.

L’invito del Vangelo è quello di prepararsi alla Sua azione, a vedere la Sua salvezza per noi. E per farlo, non ci occorre altro che gridare anche noi, assieme a chi ci ha preceduto: prepara la via, raddrizza i sentieri.

Non la mia volontà, ma la Sua. Non si tratta solo di un fatto religioso, o cristiano. È un fatto umano e divino, insieme.


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