29 – Identità


Identità: un argomento su cui si potrebbero dire moltissime cose; oltretutto, un tema sensibile per la società nella quale viviamo. Potrei parlarvi di ciò che ha detto Bauman a riguardo dell’identità liquida, oppure potrei parlare dell’identità in termini di “medesimezza” e di “ipseità”, come fa Ricoeur o, ancora, approfondire l’aspetto narrativo con il quale creiamo la nostra identità, ma l’ho già fatto in un libro (questo) pubblicato di recente. Piuttosto, preferisco raccontarvi una storia.

Nella Grecia del quarto secolo avanti Cristo, circolava per le strade di Atene un uomo particolarmente strano. Veniva chiamato il cane, da cui il nome della “scuola” che da lui ebbe origine, quella del cinismo. Il suo vero nome era Diogene e proveniva da Sinope, una città della Turchia. 

Ora, forse ne avrete sentito parlare e non ho alcuna intenzione di dirvi che dovete vivere come lui o che vivere come lui sia un bene: se non lo sapete, infatti, Diogene il cinico abitava, nudo, dentro una botte e non gli importava nulla delle convenzioni sociali. Da qui il nomignolo di “cinico”, cioè “come un cane”, considerato all’epoca un animale impudente: faceva sesso in pubblico e arrivava a mangiare carne cruda. A me non interessa nulla di tutto questo, ma ciò che per me è fondamentale è una ricerca che gli viene attribuita, talmente importante, da essere divenuta mitica: circolava in pieno giorno con una lanterna in mano, affermando di cercare l’uomo.

Chi veniva da lui interpellato, non sapeva ovviamente cosa rispondergli e forse lo prendeva per pazzo. Molti dopo di lui, però, tentarono di rispondere proprio a quella sua domanda, senza riuscirci granché bene. Secondo due filosofi contemporanei, Giovanni Reale e Dario Antiseri, con questa sua ricerca, Diogene intendeva affermare quanto fosse difficile trovare un uomo che avesse davvero le caratteristiche che delineano il “vero” uomo, cioè un essere umano pienamente formato. Questo è un campo di lavoro che ha interessato davvero tanti filosofi, pensatori e pedagoghi, che a lungo si sono interrogati, senza riuscire a trovare una risposta definitiva. 

In effetti, questa stessa domanda vorrei porla a voi: avete trovato l’uomo dentro di voi? Per le donne la domanda è l’equivalente al femminile, ma il concetto è esattamente il medesimo: in cosa consiste il vero uomo, in cosa consiste la vera donna? La questione dell’identità sta tutta qui.

Tale domanda, che quasi mai affrontiamo esplicitamente, costituisce però come il silente sottofondo a ogni nostra azione, anche quando non ci pensiamo, perché ogni decisione che prendiamo su noi stessi e ogni riflessione che facciamo su di noi, non fa altro che confermare o smentire l’immagine che noi abbiamo di noi stessi, quella cosa che si chiama “Io ideale” e di cui forse parleremo. Il motivo per cui nessuno è riuscito a trovare una risposta definitiva che sia valida per tutti è, molto probabilmente, perché una risposta definitiva non esiste.

O meglio, ognuno ha la sua risposta. Ognuno di noi ha il suo equilibrio interno, la sua forma piena. Ciascun essere umano è un cerchio che dev’essere completato, ma sta ad ognuno completarlo secondo ciò che più gli appartiene. Il primo passo verso questa comprensione è costituito dalla frequentazione di se stessi: è necessario prendere l’abitudine di soffermarsi con noi stessi e la nostra interiorità, così da imparare a conoscerne tutti i risvolti.

Allora, ci renderemo sempre più conto di come la nostra identità non sia qualcosa di fisso, una definizione data una volta per tutte, ma il risultato in continua formazione di progressive conferme e rinnegamenti. L’identità non è altro che la voce con la quale amiamo narrare il mondo che è dentro e fuori di noi.

E riconoscendo gli elementi o gli aspetti che di volta in volta vengono confermati, quelli che emergono e che fanno risuonare la nostra personale voce più degli altri, avremo la possibilità di scoprire in quale direzione navighiamo, quale strada abbiamo scelto per raggiungere l’eternità.


2 risposte a "29 – Identità"

  1. Domanda sempre ricorrente, credo che proprio lei sia il motore per la ricerca, che non può esaurirsi dal momento che probabilmente non avremmo il tempo di trovare , in questo continuo ricercare dentro di noi sempre in evoluzione.
    Grazie Fabrizio

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