26 – Dio

Quante convinzioni abbiamo circa Dio?

Ho incontrato un uomo che mi ha chiesto perché Dio ci abbia inviato questa sciagura e come mai abbia deciso di punire l’umanità con continue avversità. Io gli ho risposto che Dio non manda i mali. Ma se a nostra madre siamo pronti a perdonare uno schiaffo, perché non dovremmo essere pronti ad accettare da Lui anche il male?

Ho trovato un uomo che pregava perché lui e i suoi cari venissero protetti dalle situazioni avverse della vita, ma poi la vita li ha colpiti, uno dopo l’altro, con la sua pesante mano. E ha smesso di essere un credente.

Ho incontrato un saggio, che mi ha spiegato che Dio è un orologiaio attento, capace di muovere gli eventi del mondo affinché si sviluppino per il progresso di tutti. Ma quando gli ho chiesto come mai avesse deciso di far passare questo progresso attraverso le guerre, non ha saputo cosa rispondermi.

Ho trovato una donna che riempiva Dio di parole, aspettandosi che queste fossero come una formula magica: quando ha scoperto che Dio non è un mago, ha smesso di cercarlo.

Ho sentito parlare uno scienziato, e sosteneva che Dio non può essere il vincastro di nessuna persona, come invece dice il salmo, perché un Dio che avesse compassione di un insicuro, non sarebbe il Dio assoluto e perfetto del pensiero. A volte, il pensiero più fine sa essere molto stupido.

Ho scoperto che i pittori non vogliono più mostrare il volto di Dio; ma un Dio senza volto, ho deciso non faccia per me. Il mio Dio, infatti, ha le sembianze di tutti i miei cari.

Ho incontrato uno dei più grandi mistici, che è stato accusato di essere senza Dio. Infatti diceva: “Prego Dio perché mi liberi da Dio”.

Ho conosciuto un uomo che indicava la strada per arrivare fino a Dio. Gli ho chiesto quale fosse, e mi ha risposto di guardarlo in faccia. Era senza volto, e al suo posto c’era solo l’infinita possibilità del diverso.

Ho chiesto a Dio di mostrarmi la vita con Lui, ma ho avuto l’impressione che lì ci fosse solo morte.

Troppe volte mi sono riscoperto a pensare Dio, in un modo o nell’altro, per poi capire che, ancora prima, a pensarmi era stato Lui.


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