Il mio post di fine anno: la speranza!

L’Ucoii (Unione delle Comunità Islamiche d’Italia) prende le distanze dall’Isis e spiega che il dovere di ogni musulmano è difendere nei Paesi islamici le minoranze religiose (come cristiani ed ebrei). Un bambino di 12 anni, reclutato come kamikaze contro le forze di sicurezza afgane e internazionali, si è consegnato alle autorità per evitare la strage. L’Imam di Verona Muhammad Guerfi manda una lettera di auguri per il Natale, ricordando il presepe, alla Comunità degli Stimmatini di Sezano.

Tra tutti i propositi dell’anno scorso, ne ho realizzati solo uno – lascio a voi indovinare quale, specificando che tutti gli aspetti editoriali sono andati più o meno male – ma è stato così bello e pieno, e anche lontano da quel che speravo, che la gioia che mi ha portato ha eclissato il mancato avveramento di tutti gli altri. Il motivo è semplice: la speranza che si concretizza.

Ecco, questo è il mio unico proposito per il 2015: la speranza, signori. La speranza! Auguri a tutti.

Nuovo articolo su Medeaonline

Breve incursione solo per comunicarvi che su Medeaonline è uscita la prima parte del mio nuovo articolo. Si intitola Fantasy, una questione di fede e si parla di fantasy, ma in un modo molto particolare, cercando di capire se l’atteggiamento che permette che oggi si scriva fantasy è rintracciabile già nella letteratura classica tra 1600 e 1800. A voi leggere e stabilire se il concetto può starci.

Lo trovate qui. Diffondetelo, se volete. Grazie.

Natura

La parola è di quelle che permettono a filosofi, teologi, scienziati e – perché no – psicologi e psicanalisti di discutere da secoli, senza venire a conclusione di nulla di certo e definitivo. Ogni volta che ne sento parlare (in tanti dibattiti, su molte carte e in vari e svariati libri di differente tipologia) mi viene una certa orticaria interiore, perché davvero non riesco a trovare il “quid” della questione.

Soprattutto, mi sorgono spontanee alcune domande, ogni volta sempre le stesse, e ogni volta senza risposta da parte dei luminari:

– com’è possibile che sfugga che l’essere umano non è solo natura, ma anche artificio?

– com’è possibile che non si tenga in considerazione che l’essere umano non è solo essere naturale ma anche soprannaturale per preciso intervento dello Spirito Santo? (portate pazienza, sono cattolico)

– com’è possibile non considerare che a determinare la natura di una persona non concorre solo la biologia ma anche e soprattutto la cultura della civiltà in cui vive e ciò che è auspicabile per la convivenza pacifica fondata sull’amore? Questo, soprattutto, a chi crede in Dio non dovrebbe sfuggire. Andiamo avanti.

– com’è possibile che sfugga che se l’essere umano appartiene alla natura, di certo dev’essere una natura particolarmente differente da quella degli altri animali che popolano la Terra, dal momento che nessuno di essi costruisce città, si dà leggi e crede in un essere superiore?

– com’è possibile che non ci si accorga che se ci sono tante idee differenti di natura vuol dire che una natura univoca non esiste, almeno per l’essere umano?

– com’è possibile che si riesca a scovare nella parola “naturale” di una legge (dettata anche dal periodo storico) una serie incredibile di ideologie a cascata che impediscono la (più o meno naturale, ma ciò non è particolarmente importante) evoluzione di una società?

Ecco, domande aperte. Io le mie risposte le ho, ma mi pare incredibile che l’Italia sia ancora ferma su questo concetto tanto vago quanto strumentalizzabile.

Enciclopedico o non enciclopedico? Questa è Wikipedia!

Vi spiego quello che secondo me è un problema. Qualche giorno fa mi capita di fare una ricerca motivata da un articolo sul fantasy che sto scrivendo per Medeaonline, la rivista culturale con la quale collaboro da un po’ di tempo e perciò mi rivolgo come punto di partenza a quella grande enciclopedia online (spesso regno di strafalcioni e inesattezze ma ormai necessaria stazione di passaggio per ogni ricerca online che si rispetti) che è Wikipedia. Digito fantasy e così, leggendo nella sezione dedicata al fantasy italiano, mi rendo conto di due cose: non si cita GL D’Andrea, a mio parere uno degli autori più significativi del fantastico italiano di questi ultimi anni grazie alla sua trilogia Wunderkind (capace di parlare della crisi economica, sociale e culturale nella quale siamo caduti come nessun altro romanzo fantasy italiano), e di questo primo problema mi occuperò in un articolo appositamente dedicato, riservato alla rivista di cui dicevo qualche riga più in alto; secondo problema, meno pressante ma significativo, il mio nome era stato tolto dall’elenco degli autori rappresentativi.

Ora, chi si infastidisce per i pipponi autoreferenziali può saltare a piè pari l’articolo e andarsi a leggere la Gazzetta dello Sport o qualche altro giornale ritenuto più idoneo, ma per una volta sono del tutto convinto che il pippone autoreferenziale ci stia. Ve ne spiego le ragioni.

Il mio nome era stato inserito qualche anno fa a causa del mio romanzone fantasy Storia di Geshwa Olers, indicato anche nella voce med-fantasy come una delle opere significative. Inoltre, qualcuno aveva anche aperto la pagina dedicata direttamente a me, con elenco di opere e ulteriori spiegazioni. Potete visitarla qui, ancora per qualche giorno. Già, perché poi verrà cancellata.

Non si tratta certo di un reato, tanto meno di un reato di lesa maestà nei miei confronti, ma di certo non si può dire che il sottoscritto non abbia ricoperto un minimo ruolo significativo per il contesto fantasy italiano. Quasi tutto dipende da Storia di Geshwa Olers, che è romanzo per la prima volta interamente ispirato a leggende mediterranee, che è esperimento di pubblicazione perché pur essendo passato per alcuni editori è stato poi proposto online per il download gratuito, riuscendo a raggiungere e superare i 30.000 download, unico caso in Italia. Inoltre, il sottoscritto si è adoperato tra il 2007 e il 2011 con conferenze in metà Italia e articoli sui siti fantastici più importanti per diffondere e dare opportunità di approfondimento della questione del contenuto “mediterraneo” nella narrativa fantastica del nostro Paese, concetto che poi è stato recepito e seguito da molti.

Inoltre, ricordo che non ho pubblicato solo questi romanzi proponendoli gratuitamente per il download, ma un’altra decina con diversi editori, soprattutto horror, e altri di vario genere.

Eppure, la pagina personale viene proposta per la cancellazione da tale Gregorovius con questa spiegazione: Pagina promo di poligrafo scrittore di ebook gratuiti —Gregorovius (Dite pure) 14:14, 13 dic 2014 (CET)

Qui si esplicita il problema principale: la mancanza di conoscenza e di cultura, la superficialità con la quale agiscono talvolta amministratori di quella che dovrebbe essere una enciclopedia capace di integrare ciò che le enciclopedie “ufficiali” normalmente nemmeno prendono in considerazione. A parte il fatto che la parola poligrafo (sempre sostantivo) usata in quel modo appare come aggettivo (il che costituisce un grosso errore) e pare insinuare un giudizio di qualità sul mio operato; a parte il fatto che non ho scritto solo ebook gratuiti, anzi, mai nemmeno uno perché sono sempre stati proposti a pagamento e talvolta gratuitamente (ma solo dopo); il problema forse più grosso è però che è evidente di come quella a me dedicata non sia una pagina autopromozionale.

Se vogliono correggere qualcosa, che la correggano, ma che non venga cancellata. E qui entra la questione della cultura di chi dovrebbe attendere a simili incarichi. Dovrebbe per lo meno conoscere la situazione editoriale e letteraria del nostro Paese, dovrebbe sapere che pubblicare fantasy in Italia non è facile, dovrebbe sapere che grandi numeri non vuol dire qualità, dovrebbe sapere che spesso la qualità si trova nel “movimento letterario” che un autore riesce a smuovere e, perciò, dovrebbe usare la propria capacità critica per selezionare e giungere alla conclusione che una pagina come quella a me riferita (ma potrei citarne anche altre, come quella di Francesca Angelinelli o quella di Leonardo Patrignani, cancellata e riproposta di recente, o quella inesistente di GL D’Andrea) non va cancellata. Anzi, andrebbe curata.

Ma a questi, chi glielo dice?