Sangue, numeri e storie

Storia di Geshwa OlersAppena terminata la stesura di un nuovo racconto horror, Sangue, ispiratomi dal posto in cui sono stato in vacanza (ovvero Acireale, in Sicilia) e che apparirà in un’antologia di prossima pubblicazione, sono corso a contare l’aumento dei download di Storia di Geshwa Olers da Feedbooks e dagli altri siti che lo hanno reso scaricabile.

20.239!

Si tratta di un traguardo raggiunto molto tempo prima di quanto mi aspettassi (immaginavo per dicembre), forse presagio di qualcosa di ancora più bello. Grazie a tutti i lettori, che di recente si fanno sentire con sempre maggior frequenza. Il volume che continua a essere più letto è il terzo, Il cammino di un mago, che ha superato le 6.000 copie.

A tutti voi che lo avete letto, chiedo solo una cosa: commentate, votate, segnalatelo. Se vi è piaciuto, possiamo insieme farlo diventare il primo bestseller online (no che già non lo sia… ma si può fare molto di più).

Grazie, grazie ancora! Dedico questo successo a Gianpiero. So che sarai sempre con me!

Fabrizio

In arrivo il secondo capitolo dell’Uomo Mente

maori2Venerdì 23 agosto andrà di scena sul blog dedicato la prima parte del Secondo capitolo di Cronache dell’Uomo Mente, intitolato Identikit di un eroe. Si approfondisce il profilo di questo strano personaggio Maori adottato da nobili romani, e che sta già conoscendo molti lettori.

Nell’arco delle prime due settimane, infatti, i lettori del primo capitolo integrale, (scaricabile da Feedbooks.it), sono state decine. Perciò, ancora una volta ringrazio tutti per l’affetto mostrato verso questa nuova (ma vecchia, essendo stata inventata una decina di anni fa) creatura. Tangata-ngakau vi è riconoscente.

Ci si risente tra una settimana, dopo una breve vacanza nella mia terra d’origine, la Sicilia.

Aggiornamento di metà agosto

microfono sangueVenerdì 16 agosto uscirà sul blog dedicato la terza parte del primo capitolo di Cronache dell’Uomo Mente. Ringrazio per i lettori in leggero aumento. Ma… non volete diffondere la parola? Avanti, su, che assieme ce la si può fare! Confido in un dato maggiore nel futuro.

Inoltre, sto lavorando al sesto volume delle Sette Case. Il titolo – forse – sarà L’intervista (a tal riguardo, l’immagine a sx). La stesura procede bene, l’atmosfera e il pathos della narrazione mi stanno prendendo molto, il che non è scontato né un cattivo segno. Entro la fine del mese news circa la sua pubblicazione.

Ebook autoprodotti: perché farli, se poi…

come-pubblicare-un-ebook-300x214Perché fare e proporre degli ebook autoprodotti, se poi hanno così pochi acquirenti? È una cosa che non mi spiego. Sebbene i miei ebook editi regolarmente da Editori (notate la maiuscola) vendano, gli ebook autoprodotti vendono relativamente poco.

Sebbene in un primo tempo pensassi che il basso numero potesse dipendere da Amazon e dal suo formato ancora poco diffuso in Italia, ora che ho proposto due titoli (il poliziesco La filosofia del baule e la raccolta di racconti L’alieno nella mente) in formato ePub, acquistabili in tutti gli store online italiani, beh, le copie acquistate si riducono alle dita di una mano.

Ora, sono certo di aver proposto gli ebook in un periodo non azzeccato: tra luglio e agosto, quando il 90% degli Italiani, checché se ne dica della crisi, è in ferie. Tuttavia non posso non meravigliarmi della cosa, perché qualcuno lì fuori dev’esserci.

Lasciate che vi dica una cosa: apprezzo quanti di voi hanno scaricato le migliaia di copie di Storia di Geshwa Olers da Feedbooks, apprezzo perfino tutti quelli che negli ultimi mesi si sono resi attivi (malgrado le giuste indicazioni di Feedbooks) nel caricare i torrent di quei volumi su molti siti che mi impediscono di calcolare l’effettiva portata dei download (che immagino abbia superato ampiamente i 20.000 numeri, sebbene dai calcoli realizzabili siamo ancora leggeremente sotto quella soglia). Apprezzo, infine, tutti coloro che hanno commentato i miei romanzi, sia positivamente sia negativamente (anche se questi ultimi un po’ meno, no? ;-)), ma vi chiedo un favore.

Ecco il favore che vi chiedo: parlate dei libri che ho pubblicato tramite Narcissus.me; voi che li avete già comprati su Amazon, parlatene, consigliateli, recensiteli, non lasciate passare l’occasione di segnalarli quando vi chiedono un consiglio, perché il passaparola funziona in questo modo. Non sottovalutate la cosa. Si tratta di due libri editati con tutti i crismi (forse contengono un certo numero di refusi, ma ragazzi, aprite qualunque Einaudi e i refusi li troverete anche lì; da parte mia e dei miei collaboratori il lavoro è stato ottimale) e che sono ugualmente seri quanto quelli pubblicati con Edizioni Domino, Linee Infinite, Editrice GDS, MilanoNera, Edizioni Della Sera, Edizioni PerSempre e tutti gli altri. Fate questo sforzo, non tanto per le mie tasche, che ne trarranno comunque guadagni molto limitati, quanto per il mio nome.

Se vi è piaciuto ciò che ho scritto e che avete letto.

Questi sono i link alle pagine dei due libri sul mio sito, completi di tutti i rivenditori online.

La filosofia del baule, poliziesco.

L’alieno nella mente, raccolta di racconti fantastici.

Circa l’Uomo Mente

Venerdì uscirà la seconda parte del primo capitolo delle Cronache dell’Uomo Mente. Se potete (e volete, le due cose non coincidono necessariamente), diffondete la parola.

Alcuni brevi approfondimenti su questo romanzo.

1 – È stato scritto nel 2002, se non ricordo male, ma la versione che leggete è del 2007. Originariamente citava Berlusconi (nella parte che pubblicherò questo venerdì), e ogni volta che lo prendevo in mano lo correggevo per adattarlo al nuovo inquilino di Palazzo Chigi. Alla fine, ho tolto ogni riferimento specifico e ho scelto di fare come leggerete prossimamente.

2 – Proprio perché è stato scritto nel 2002, la scrittura non è al punto evolutivo raggiunto in questi tempi, anche se mi sono concesso di rimaneggiarne la struttura in modo da renderlo più leggibile.

3 – Il nome Tangata-ngakau, come scoprirete, è il nome Maori del protagonista. Significa Uomo Mente, e l’ho ottenuto traducendo letteralmente il nome che si era dato in Italiano. Con mia grande sorpresa, ho scoperto poi che Tangata-ngakau è il termine con cui nella Bibbia Maori si indica l’uomo saggio (ma nulla è a caso, ormai l’abbiamo capito, giusto?).

4 – Anche questo romanzo si ricollega concettualmente all’universo di Stedon e, dunque, a Storia di Geshwa Olers, ma non solo. A voi scoprire in che modo.

Per il momento, questo è tutto! A venerdì 9 agosto.

Cronache dell’Uomo Mente – romanzo periodico

iconaLo pubblico a partire da oggi, ogni venerdì, sul blog creato appositamente. Un pezzo ogni volta, capitolo dopo capitolo. È uno dei libri che ho nel cassetto da tempo e che ho voglia di mettere a disposizione così com’è, come un romanzo d’appendice.

Di cosa parla? Di uno strano supereroe, di origine Maori. Di magia. Di industria. E di persone, soprattutto.

Questo il link al quale iniziare la lettura.

Riflessioni così, en passant…

critical-thinkingPoche sono le volte in cui una riflessione davvero utile giunge alla superficie della coscienza, e ieri ne ho avuta una del genere (o de-genere, scegliete voi). Ve la propongo per come l’ho scritta sul quaderno. E poi ditemi che non ho ragione!

Capire. C’è l’obbligo di capire quale sia la strada più adatta a uno scrittore (nella fattispecie, il sottoscritto). Mi vado interrogando su cosa stia sbagliando, con il pensiero che io “voglio” tra i miei pensieri il pubblico dei lettori, senza per questo fare ciò che i lettori si aspettano, senza dovermi prostituire a una idea di “massa”.

L’interesse verso il pubblico dei lettori va nel senso che ciò che scrivo vuole parlare della vita di tutti, ma non credo ancora di farlo in senso largo e pieno. Mi ci sto avvicinando, ma non ci sono ancora. Cos’è che sbaglio? Al di là della Storia di Geshwa Olers, altri romanzi non hanno ancora raggiunto il punto. Si può scrivere secondo la propria autorialità, certo, ma perché non scrivere cogliendo anche la vita dei lettori, in pieno, come per esempio faceva Hitchcock quando produceva i suoi film? Quando King ha pubblicato il suo primo grande successo, Carrie, che cosa ha fatto? Ha preso una ragazza adolescente, l’ha inserita nella vita quotidiana della nostra società dell’epoca (Anni Settanta), dove riecheggiavano ancora le rivendicazioni femministe e la rivoluzione sessuale, e attraverso l’horror ha messo a nudo le contraddizioni di una società in trasformazione. Ha parlato a tutti. Quando Spielberg ha dato vita al suo primo film per il cinema, Lo Squalo, che cosa ha fatto? Ha preso un mostro marino, lo ha messo nel mare di una ridente località balneare, segno evidente della ricchezza e serenità vacanziera raggiunta da una società opulenta, e poi ha portato tutti noi a confrontarci con gli incubi derivanti da quel mostro, incubi vissuti attraverso gli occhi di un uomo che ha paura dell’acqua. Anche in questo caso, il film ha parlato a tutti. Questa è la via da seguire, come fanno tutti i grandi autori che sono capaci di parlare a tutti senza voler rimanere in un’élite che sa di snob.

Cosa facciamo, invece, noi Italiani? Tranne pochi casi che hanno seguito esattamente quella via appena indicata (vedi un Sergio Leone, vedi un Salvatores, vedi un Ammaniti), noi Italiani mostriamo sempre una irriducibile antipatia per le sintesi fruttuose, e ci manteniamo o in un’idea di cultura alta, separata dalla vita delle persone (Calvino, Eco, Fellini), o in un’area di mercato nella quale è nostro interesse vendere solo l’emozione-reazione separata dai grandi temi (Vanzina, Volo, Littizzetto). I nomi indicati tra parentesi sono solo dimostrativi, ma potete divertirvi anche voi a riempire le fila: sono centinaia!

La mia scrittura si va sempre più chiarendo come scrittura di emozioni, talvolta di situazioni, talaltra di personaggi, ma sempre di emozioni e di storie “metafisiche”, che puntino a una visione generale della vita, dove la vita viene letta attraverso situazioni straordinarie e simboliche che i personaggi si trovano ad affrontare.

Non sono uno scrittore per le scene di vita quotidiana, sebbene talvolta mi ci abbia provato. La vita quotidiana nelle mie storie porta verso il fatto eccezionale, verso il fatto che eleva o sprofonda nella dimensione metafisica.

La morte è certamente il punto fondante di tutto, ma d’altronde c’è chi ha detto che ogni romanzo parla, in realtà, della morte. Tuttavia, essa è il fulcro di ogni mia storia, in un modo o nell’altro. Credo che attraverso la morte si possa meglio parlare della vita, mio vero obiettivo.

Alcune storie cadono dalle mie priorità, come se non potessi trovare un posticino loro adatto e forse questo accade perché non vogliono rientrare in queste categorie descritte, ma “pretendono” riferirsi ad altro.