Pensieri dalla pagina Facebook / 1

Sulla scrittura.

– La scrittura come possibilità di scoprire il mondo. Rileggere la realtà attraverso le pagine di un romanzo. Oggi in Italia si fa un gran parlare se la storia in un romanzo debba essere vicina alla realtà oppure possa viaggiare lontana. La cosa fondamentale secondo me è che sia attuale, e ogni altra questione diventa secondaria.

– Se la letteratura non può essere usata come lente d’ingrandimento della realtà, a che può servire? Solo per svagarsi? Ci sono metodi più efficaci e assorbenti, eventualmente, come i videogiochi e i film.

– Penso che l’autonomia nella scrittura dai grandi autori cui ci sentiamo spesso riconoscenti debitori non possa che andare di pari passo con l’autonomia che riusciamo a sviluppare in generale verso il mondo e verso chi ci circonda. Riuscissimo a trovare il punto di equilibrio che non ci fa più sentire colpevoli di essere liberi!

– Le storie non sono solo personaggi e grandi narrazioni, sebbene io preferisca queste ultime al minimalismo. Una storia può nascere anche da un sasso, da un albero, da un alito di vento e, senza che ciascuno di questi divenga protagonista, trasformarsi di paragrafo in paragrafo in qualcosa di imprevedibile, capace di condurre il lettore in un mondo differente.

– Se ci si vuole far conoscere, la via del download gratuito è indubbiamente un’ottima scelta, ma deve essere accompagnata da umiltà, qualità e forza d’animo, oltre che da bravi collaboratori che possano porgere una mano per diffondere la notizia. Il mondo internet è sopravvalutato, continuerò a dirlo all’infinito. Il vero mondo è là fuori, gente, ancora oggi. Soprattutto in Italia.

– Il Blues, la musica del diavolo, esiste anche in Italia, per chi non lo sapesse. Si è diffuso a partire dagli anni Settanta e vanta protagonisti di prima grandezza. Qui a Verona abbiamo Rudy Rotta, 14 album pubblicati, invitato in festival internazionali e apprezzato dalla critica musicale di mezzo mondo. E, sempre se non lo sapete, il blues è alla base del quinto romanzo horror della serie Le sette case. Prossimamente, per Editrice GDS. Conoscete la leggenda del diavolo dei crocicchi?

Circa il mood della scrittura.

– Quante pagine la pioggia mi ha ispirato? Interi capitoli del fantasy e degli horror sono stati scritti nell’atmosfera creata dall’acqua scrosciante sul lucernario o dai tuoni che rimbombavano sul tetto a pochi centimetri dalla mia testa. Ed era come se il “mood” piovesse dal cielo.

– Il pessimismo e l’ottimismo si fanno guerra nell’animo umano per avere la meglio. Senza l’ottimismo, il pessimismo ci renderebbe incapaci di iniziare un libro e le nostre idee resterebbero serrate in qualche angolo sicuro della mente, ma senza il pessimismo l’ottimismo ci farebbe credere di essere scrittori arrivati che non hanno più bisogno di quello studio continuo che è la caratteristica dello scrittore.

– Il sole attraversa nubi sfumate, sospinte da un vento palpitante. La primavera è nell’aria, la rinascita è già in atto, seppur non ancora visibile.
Le parole sono state create per esprimere ogni sfumatura dell’esistente, visibile o nascosta.

– Mirabile è tutto ciò che il mondo ci pone di fronte o che ci nasconde. Quanti spunti ne derivano per la scrittura? In realtà, tutto quel che ci è dato vedere o immaginare diventa reale, se le parole che usiamo per esprimerlo hanno a che fare con la nostra vita.

Parliamo di Italia.

– Da oggi qualcosa cambia, mi sento in grado di dare fiducia a questi 160 parlamentari tratti dal popolo e che si battono per un nuovo ideale di politica, più partecipativa, più all’altezza di tutti. Il M5S è davvero stato in grado di preparare un terreno sul quale qualcosa può fiorire. Sta a noi appoggiarli e controllarli, in modo che non diventino come tutti gli altri. E sta a noi iniziare a partecipare a nostra volta, e non solo con il voto. Qui è richiesto che ogni Italiano si rimbocchi le maniche e dia forma al cambiamento!

– La libertà di stampa e di espressione, mito e meta italiana quasi sempre ancora da soddisfare negli interessi dei lettori. È mai possibile che le inchieste, le indignazioni e le informazioni vengano fatte e pubblicate sempre nel momento che sembra più opportuno a qualcuno e non in quello in cui i fatti vengono colti davvero? Quanti commenti anche di blogger ho letto sull’onda della preferenza politica e del desiderio di giustificare e proteggere!
Se i giornali stranieri vengono ritenuti più professionali è perché per dire le cose non attendono il momento opportuno, non perché siano più dotati di noi.

– Per quanto tempo ancora si deve dare contro i giovani? Noi Italiani, soprattutto, quaranta-cinquantenni, talvolta sembriamo specializzati nel riuscire a trovare ciò che in loro non va, senza essere invece in grado di leggere quel che noi gli abbiamo addossato. I ventenni e i trentenni sono buona parte della nostra speranza. Per quanto mi riguarda dimostrano giorno dopo giorno la loro buona volontà e la loro capacità di guardare all’oggi e al domani con fiducia e sana caparbietà, con fantasia e quella innovazione indispensabile affinché il nostro Paese muti. Siamo noi, piuttosto, a doverci fare un enorme esame di coscienza!

 

Il passaggio dell’orso

Giuseppe FestaC’è un cantante che da tempo si lascia ispirare dalla natura e da tutto ciò che di divino e umano vi è in essa. Si chiama Giuseppe Festa, di certo lo conoscerete come voce dei Lingalad, secondo me il gruppo che in passato ha meglio saputo interpretare lo spirito di Tolkien e quello dei boschi in alcuni indimenticabili dischi.

Giuseppe è un tipo modesto, semplice, e ho avuto la fortuna di conoscerlo qualche anno fa. È stato lui a prestarsi come intervistatore in una delle mie prime presentazioni pubbliche di Storia di Geshwa Olers, nel lontano 2007. Eravamo in una locanda saltata fuori dalla narrativa fantasy più bella, in un luogo a metà strada tra Cremona e Piacenza (locanda nella quale, qualche tempo prima, avevo stretto amicizia con buona parte degli autori fantasy che ancora oggi apprezzo di più).

Sono cose indimenticabili, belle atmosfere che ti rimangono dentro e che ti dicono lo spessore di incontri talvolta quasi casuali. Quello con Giuseppe Festa si è prolungato nel tempo, per mia fortuna, e mi ha portato a scoprirlo anche come scrittore. Dopo il suo primo romanzo pubblicato da Fabio Larcher (guarda un po’, nomi che ritornano…), I boschi della Luna, Giuseppe è riuscito ad approdare a Salani Editore, con quello che si preannuncia come un emozionante viaggio nel rapporto tra uomo e natura.

Il passaggio dell'orsoSi intitola Il passaggio dell’orso. Ecco la trama

Un pericoloso bracconiere a caccia di orsi, un guardaparco coraggioso e determinato e due ragazzi che vivranno un’avventura indimenticabile. Kevin, studente metropolitano svogliato e tecnologico e Viola, aspirante naturalista, si ritrovano al Parco Nazionale d’Abruzzo per lavorare come volontari. La loro storia si intreccia con quella di un giovane orso rimasto orfano che, senza la guida della madre, non riesce a cavarsela da solo nella foresta. Attratto dal mondo degli uomini, l’orso si trova a giocare con il fuoco: il fuoco caldo di chi vuole proteggerlo e quello fatale del nemico. Perché il Parco è terreno d’affari per molti. E qualcuno trama nell’ombra per sterminare gli ultimi, preziosissimi esemplari di orso marsicano.
Il più antico Parco italiano diventa teatro di un legame indelebile tra un ragazzo e un cucciolo d’orso. Un racconto emozionante alla scoperta della natura e delle sue meraviglie.

ed ecco quel che ne dice Dacia Maraini

Un racconto bellissimo di orsi e di uomini. I sentimenti, le paure, le fragilità ma anche il coraggio, la voglia di vivere e la generosità di esseri così diversi, eppure così simili. Un romanzo che celebra la natura e gli animali, senza venir meno al rispetto per gli uomini.

Non posso che consigliarvelo. Per farvi entrare nell’atmosfera del romanzo, ecco il booktrailer.

E già che ci siamo, ecco il video di Il vecchio Lupo, dei Lingalad.

I libri più diffusi

Per assecondare il mio lato archivistico, voglio provare a fare un elenco dei miei libri più diffusi, basandomi sui dati in mio possesso, che a dire il vero non sono moltissimi. Li estrapolo dai rendiconti delle case editrici, dai dati dei siti presso i quali li ho resi disponibili in download gratuito e dalle comunità di lettura online. Credo possa essere interessante per capire… le proporzioni.

1. Il viaggio nel Masso Verde, 10.173
2. Il cammino di un mago, 4.082
3. La faida dei Logontras, 1.856
4. La battaglia di Passo Keleb, 1.486
5. Appendici a Storia di Geshwa Olers, vol. 1, 1.273

6. Commento d’autore, 359
7. I ghiacci di Passo Ceti, 231
10. Stirpe angelica, 212
11. La ragazza della tempesta, 149

9. Il pifferaio di Hameln, 75
8. Storie di draghi, demoni e condottieri, 54 (dati incompleti)
13. L’alieno nella mente, 21
15. Strega, 17
12. La porta sbagliata, 11 (dati incompleti)

14. Notte senza uscita, 6 (dati incompleti)
19. Amore poi risorto, 5
20. La filosofia del baule, 5
18. Lassù è meglio, 3 (dati incompleti)
16. PS I love you, 2 (dati incompleti)

Alcune considerazioni a margine di questa mio gesto ossessivo-compulsivo.

1 – Non c’è storia, Storia di Geshwa Olers rimane il romanzo in assoluto più letto, di certo aiutato dall’esorbitante (per me) numero di download. I dati del primo volume, Il viaggio nel Masso Verde, tengono conto degli oltre 6.000 download che vi furono nell’ormai lontano 2007.

2 – L’horror, ultimo arrivato nella mia produzione e riservato soprattutto al mondo degli ebook, è quello meno letto. È pur vero che i dati indicati mancano degli aggiornamenti sulle vendite di alcuni editori (quelli in cui ho indicato dati incompleti), ma il risultato finale sarà comunque superiore di alcune decine di copie, immagino. Non di più. Il perché di questo risultato è facile a dire: la motivazione non è di certo da ricercare nella qualità del prodotto, dal momento che credo che gli horror siano tra le mie migliori produzioni, quanto piuttosto in due fattori. Fattore A, la minor dimensione del mercato horror rispetto a quello fantasy. Fattore B, il formato digitale che deve contare sulla minima percentuale di cui il mercato degli ebook gode in Italia.

3 – Se tolgo i dati dei download gratuiti, i primi posti vengono stravolti quasi del tutto. “Il viaggio nel Masso Verde” resta primo, seguito subito dopo da “Commento d’autore” (che però ha subito una sorta di ricatto tra i recensori, forse per una sorta di incomprensibile ripicca nei confronti di una casa editrice che, per quanto mi riguarda, si sta dando da fare alla grande!), poi da “Stirpe angelica”, da “La faida dei Logontras” e da “La ragazza della tempesta”, segnale che ancora oggi riesce a vendere più libri l’editore che è capace di farsi strada tra librerie, distribuzione e vera carta.

4 – Se ci si vuole far conoscere, la via del download gratuito è indubbiamente un’ottima scelta, ma deve essere accompagnata da umiltà, qualità e forza d’animo, oltre che da bravi collaboratori che possano porgere una mano per diffondere la notizia. Il mondo internet è sopravvalutato, continuerò a dirlo all’infinito. Il vero mondo è là fuori, gente, ancora oggi. Soprattutto in Italia.

5 – Infine, un’ultima considerazione. Se notate, ho diviso i titoli per quantità vendute. Le migliaia, le centinaia, le decine e le unità. A prima occhiata colgo una strana coincidenza: le migliaia ai download gratuiti, le centinaia ai romanzi cartacei e le decine ai racconti.

La meta dello scrittore

startstopCredo sia un’esperienza di chiunque si metta a scrivere con una certa serietà quella di vivere momenti di bassa e momenti di alta, in una giostra di pessimismo e ottimismo che ha a che fare direttamente con l’autostima (spesso vissuta come “disistima”).

Ottimismo e pessimismo fanno parte dei cicli circadiani di ogni essere umano, e gli specialisti dicono che al risveglio prevalga il pessimismo, ma che nell’arco della mattinata si lotti per virare verso l’ottimismo fino a raggiungere il massimo verso mezzogiorno-l’una, per poi scendere di nuovo attorno alle quattro del pomeriggio e salire verso la fine del pomeriggio, e cadere in nottata, fino alle quattro del mattino, ora in cui molti si svegliano e non riescono a riaddormentarsi pensando a ciò che nella loro vita non va.

Come dicevo, pessimismo e ottimismo hanno un ruolo fondamentale anche nella vita di uno scrittore e nella sua carriera. La convinzione diffusa che essere pessimisti voglia dire vedere la realtà per come è effettivamente, risente di un pregiudizio nei confronti dell’ottimismo, che di certo ci spinge a sognare ma anche a osare (per non parlare di tutti gli altri aspetti positivi dell’essere ottimisti). Essere pessimisti generalmente ci spinge all’inattività. Però… di certo torna utile, soprattutto allo scrittore, perché permette una concretezza e una profondità di sguardo sulla condizione umana che ci circonda che forse l’ottimismo sorvolerebbe beatamente.

Cosa deve fare, perciò, uno scrittore, essere pessimista? No di certo! Dev’esserci sempre il tentativo di guardare con ottimismo al presente, al futuro e a se stessi. Lo scrittore dovrebbe sviluppare un tale distacco da se stesso, da poter usare le proprie fasi pessimistiche, così come quelle ottimistiche. Per scrivere i miei horror, mi sono reso conto di aver fatto leva soprattutto sul mio lato pessimista (talvolta favorendolo, cosa molto rischiosa, ma per lo più favorito dai miei eventi negativi degli ultimi anni), mentre per scrivere il fantasy facevo leva sul mio innato ottimismo.

È una questione di equilibrio e di pensiero consapevole a questo equilibrio. Se volete, il ragionamento trascende la scrittura in sé e riguarda la vita di ogni persona, ma per lo scrittore certe dinamiche devono essere massimamente consapevolizzate, in modo da poterle sfruttare per la propria arte.

Proseguendo con il ragionamento, però, e sforando leggermente dal campo della scrittura in sé per andare su quello umano, lastricato di buche e di prati fioriti, ottimismo e pessimismo giocano un ruolo fondamentale circa le mete che ci prefiggiamo. Io posso anche essere lo scrittore più dotato di talento, ma se non ho la giusta consapevolezza del mio livello tecnico e dell’opportunità delle mie scelte non arriverò mai a concludere qualcosa di efficace sul piano editoriale. In questo caso il pessimismo gioca un ruolo fondamentale, perché mi mette di fronte agli occhi i limiti insiti nel mio modo di lavorare e nella mia esperienza umana. Certo, non si può rimanere fermi a questo livello. Subito dopo deve arrivare una sferzata di ottimismo a dirmi che quei limiti posso superarli, per riuscire a trasformare sia la mia persona che il mio prodotto.

Se vissuto all’estremo, anche l’ottimismo è dannoso. Non mi renderà capace di comprendere se sto mirando troppo in alto, come spesso accade. Quante volte chi inizia a pubblicare crede che gli arriverà nel giro di poco tempo un contratto con un grande editore perché “se lo merita”? Troppo spesso, e troppo spesso la caduta nel pessimismo successivo è fin troppo violenta, rischiando di mettere in seria e mortifera discussione le sorti del giovin scrittore.

Meglio tentare di far sempre dialogare pessimismo e ottimismo, allora, attraverso un continuo esercizio intimo. Per uno scrittore è questione di mete.

Preghiera allo Scrittore

O santo e perfetto Scrittore,

dammi libri sempre nuovi e interessanti,
non lasciare che mi annoi tra le tue pagine,
fai che possa vivere qualche ora in un mondo diverso
dove non esistono le tinte pallide del mondo in cui ci muoviamo,
perché un libro così non aggiungerebbe nulla alla mia esistenza.

Applicati fino in fondo, senza misura,
e di tanto in tanto prenditi uno svago
perché i tuoi problemi non siano i miei problemi,
ma i miei problemi ci siano nei tuoi libri.

Dacci degli occhiali nuovi per il mondo,
dacci il desiderio di leggere le tue prossime cose,
ma soprattutto, dacci di non pregarti mai più
e di non voler conoscere mai la tua vita
se non per scoprire i segreti della tua scrittura.

Amen.

Il sito di Storia di Geshwa Olers

Da qualche tempo esiste una costola del mio sito personale, tutta dedicata al romanzo Storia di Geshwa Olers. L’indirizzo è questo, e raccoglie informazioni sui romanzi fin qui pubblicati, fornendo un punto di riferimento a tutti coloro che ne sentono il bisogno.

Il sito è diviso in sezioni. Una pagina introduttiva, sempre raggiungibile cliccando sull’header del sito, introduce alle varie sezioni. Nella colonna di destra sono raccolte le ultime novità riguardanti la saga, leggibili per esteso cliccando il tasto “Novità” del menù sotto l’header.

Il tasto “Libri” fornisce un elenco di tutto ciò che è uscito fino a oggi, con una breve trama e l’edizione di riferimento. Cliccando sulle copertine è possibile raggiungere la pagina Feedbooks dalla quale si può scaricare il volume.

Il tasto “Autore” parla da sé, ma “Parole” fornisce un elenco delle principali parole in Antico Grodestiano e in Lingua Onoferica utilizzate nel romanzo, oltre a un elenco di cosiddette “parole culturali”, quali possono essere Stedon, Anashorian o GroneGor.

Il tasto “Collegamenti” svela quali punti di contatto vi sono tra Storia di Geshwa Olers e gli altri miei romanzi o racconti. Non è un mistero, in effetti, che ogni storia che scrivo faccia parte del medesimo orizzonte narrativo, da Storia di Geshwa Olers a Commento d’autore, da La ragazza della tempesta a Strega, da Le sette case a L’alieno nella mente. A voi scoprire fino in fondo quanti e quali siano questi collegamenti.

Infine, vi sono tre tasti non ancora valorizzati. “Immagini“, “Gli artisti” ed “E…“. Soprattutto quest’ultimo tasto è una sorpresa che voglio mantenere tale fino all’ultimo, quando sarà il momento di rivelarne l’utilità.