Il Bookdating a Verona

277032_203859629757438_38676808_nEbbene sì, per festeggiare o prepararsi “a dovere” alla festa di San Valentino (concedetemelo una volta nella vita), Il Libro Ritrovato, l’attività creata da me in compagnia di Barbara Bernardi e Micaela Morini, in collaborazione con Pensiero Visibile e Libreria Feltrinelli, porta a Verona per la prima volta nella sua storia il Book Dating. Cos’è il Book Dating? Ve lo spiego subito.

Scegliete il vostro libro del cuore e iscrivetevi all’evento che si svolgerà alla Feltrinelli di Verona, via Quattro Spade 4, il 13 febbraio, ore 18.00. Ci sono solo pochi posti, quindi non c’è da perdere tempo! Ogni iscritto avrà la possibilità di raccontare e affascinare chi si siederà di fronte a lei (o lui) nell’arco di 3 minuti. E se scatterà qualcosa, potrà ricontattare o regalare il proprio libro. Sapete bene come sono queste, le occasioni più impensate, le situazioni in cui ogni cosa può nascere, amicizia o… amore.

In quanto Libro Ritrovato, siamo orgogliosi di aver lavorato alacremente affinché questo progetto si realizzasse. L’esperienza alla Feltrinelli – Con un libro, dritto al cuore – non sarà l’unica. Ci sono già altre occasioni in via di definizione. A questo collegamento potrete saperne di più.

1979 – La zona morta

LA ZONA MORTA

ISBN: 88-8274-429-9

zona_mortaTrama. La zona morta racconta la storia di Johnny Smith, insegnante nel liceo di una piccola città del Maine gravemente infortunato in un incidente stradale che lo lascia in coma per quattro anni e mezzo. Quando si risveglia, scopre che il mondo (e la vita) sono cambiati senza di lui: la sua fidanzata Sarah ha sposato un altro uomo, dal quale ha avuto un bambino. Sua madre si è trasformata in una fanatica religiosa, anche a causa della sua disperazione per l’incidente del figlio, per il quale si dichiara sicura che Dio lo salverà, dal momento che il suo compito nel mondo è speciale. Il cambiamento più importante, tuttavia, riguarda il cervello di Johnny: a causa dei danni subiti nell’incidente, che vanno a sommarsi a un precedente danno dimenticato negli anni della giovinezza, sviluppa un potere psichico che lo rende in grado di avere visioni del passato, presente e futuro toccando oggetti e persone. Nel cervello c’è, però, una “zona morta”, una porzione del cervello, in qualche modo collegata alla visualizzazione, non più attiva. Per questo motivo alcune parti delle visioni gli restano oscure, obbligandolo a ricostruirne la parte mancante a partire da ciò che accade nella realtà. Nonostante usi la sua abilità per salvare la vita di una giovane ragazza, per aiutare lo sceriffo a identificare e catturare un serial killer e a salvare molti ragazzi da un incendio catastrofico, Johnny considera il suo potere una maledizione, e usarlo gli ripugna. Un giorno, però, stringe la mano di Greg Stillson, popolare candidato al Congresso del New Hampshire. Stillson diventerà Presidente degli Stati Uniti e sarà la causa di una devastazione planetaria così apocalittica da spingerlo a intervenire, in qualunque modo, per impedirgli di raggiungere il potere.

Su quello che è senza dubbi uno dei suoi romanzi migliori, nel quale la capacità di descrizione dell’animo umano di un uomo sempre più solo si sposa perfettamente con la sottile inquietudine che nasce da ciò che è all’origine della sua solitudine e del suo potere mentale, vorrei dire due parole riguardanti in special modo un paio di aspetti: la politica e la religione. Inoltre, il connubio tra le due.

La zona morta è senz’altro un romanzo politico. Il testo è infarcito di riferimenti alle Elezioni Politiche degli anni Settanta in cui è ambientato, tracciando pagina dopo pagina quella sottotrama che poco alla volta si fa sempre più evidente. Il potere di Johnny Smith (un uomo qualunque, come il nostro Mario Rossi) si intreccia sempre più con la cosa pubblica. Non è un caso: quando Johnny Smith stringe la mano di Greg Stillson e gli si rivela quel che l’uomo potrebbe scatenare nel mondo, è la responsabilità civile e civica di ogni cittadino a essere chiamata in causa. Il suo nome comune traccia un collegamento diretto tra quell’uomo qualunque come cittadino del mondo e il nostro essere uomini qualunque ma cittadini del mondo, e perciò stesso responsabili del mondo in cui viviamo.

Johnny Smith si sente chiamato in causa in modo esemplare, fino a porre per la prima volta un interrogativo che costituisce una ulteriore sottotraccia di futuri romanzi di Stephen King (si veda per tutti 22/11/63): se si potesse tornare indietro nel tempo e potreste fermare Hitler, che cosa fareste? Uno degli interrogativi più classici della fantascienza, vissuto ne La zona morta secondo i limiti delle possibilità dell’epoca. Non c’è macchina del tempo, ma solo il potere di capire se un uomo è integro oppure no, e prendere decisioni autonome per il futuro del proprio Paese. Mentre leggevo le pagine dalla 373 in poi dell’edizione italiana, nelle quali Smith rivede i ritagli di giornale che ha racimolato per tentare di convincersi che Greg Stillson non può essere davvero pericoloso, mi veniva in mente la situazione italiana attuale, nella quale più che mai ciascun cittadino è chiamato a capire chi gli sta di fronte, chi si propone sulla scena politica e quali conseguenze la sua discesa (o salita) in campo potrebbe avere. Un compito difficile, perfettamente rievocato da questo romanzo tragico.

Due cose vorrei sottolineare per ciò che invece attiene all’aspetto religioso contenuto nel romanzo.

Al termine di un inesorabile cammino verso la tragedia, che si acuisce di svolta in svolta e di incidente in incidente (un primo trauma alla testa avuto quando Johnny era bambino viene riacutizzato quando è ormai un adulto), risalta nel romanzo l’idea che il potere speciale di Johnny non sia dovuto a un caso ma che sia stato voluto proprio da un dio che vigila sulla storia umana; anzi: non un dio ma Dio, proprio quello con connotazioni cristiane, capace di prendere in mano la vita di una persona e di condurla alla consapevolezza delle proprie possibilità. Il protagonista sviluppa una coscienza del proprio ruolo sempre più decisiva sulla falsariga di una convinzione della madre. Dopo il suo incidente stradale, che lo mandò in coma per quattro anni e mezzo, la madre parve uscire di senno e assecondare sempre più la propria attrazione per una religiosità morbosa, deviata. Fin da quando suo figlio entrò in coma, lei si convinse che Dio lo avrebbe salvato perché avrebbe avuto un compito nel mondo. Una volta tornato nel mondo, Smith tiene in sempre maggior considerazione quella convinzione, e da scettico diventa un credente, nel vero senso del termine. Si lascia andare alla volontà di chi ha disegnato per lui un compito speciale.

Tuttavia il Cristianesimo che esce da questa storia è qualcosa di frammentario, caotico, in piena crisi. John Smith è circondato da un’aura di mistero e di diffidenza crescente che lo pone a diretto contatto con la strampalata fede della madre. Questo personaggio femminile si fa carico delle teorie fideistico-ufologiche sviluppatesi negli Stati Uniti negli ultimi decenni. Dapprincipio la madre crede fermamente che il figlio sia il destinatario di un grande progetto da parte di Dio. E su questo ci ha visto giusto. Ma poi lei degenera abbracciando sempre più teorie assurde che mettono in luce la difficoltà di credere nel mondo d’oggi: si percepisce l’esistenza di un dio, finanche di quello cristiano, ma c’è una grande difficoltà nell’accogliere il sistema di fede veicolato dalla tradizione. Il giudizio su questa fede contorta e sfigurata, da parte di Stephen King è pesante: per bocca del marito e del figlio, la madre sta vivendo un’esperienza da psicoterapia ma si ha come l’impressione che tuttavia il romanzo non possa che essere la fotografia di uno stato di cose. King non deve fare fatica per descrivere un simile stato di cose: non ha che da guardarsi attorno.

Guns – Stephen King

In occasione del dibattito inaugurato da Barack Obama sulla scia degli ultimi sanguinosissimi fatti di pistola e follia negli USA, Stephen King si è sentito in dovere di dire la sua circa le pistole e le armi di così libera circolazione nel suo Paese.

Ne è uscito un breve saggio che ha reso immediatamente disponibile in formato digitale tramite Amazon, intitolato Guns. Ecco il testo inglese che accompagna l’uscita dell’ebook sul sito dell’autore:

Stephen has written an essay discussing his thoughts on the gun control/gun rights issue facing the U.S., available now as a Kindle Single through Amazon.com.

“I think the issue of an America awash in guns is one every citizen has to think about,” said King. “If this helps provoke constructive debate, I’ve done my job. Once I finished writing ‘Guns’ I wanted it published quickly, and Kindle Singles provided an excellent fit.”

From Amazon: In a pulls-no-punches essay intended to provoke rational discussion, Stephen King sets down his thoughts about gun violence in America. Anger and grief in the wake of the shootings at Sandy Hook Elementary School are palpable in this urgent piece of writing, but no less remarkable are King’s keen thoughtfulness and composure as he explores the contours of the gun-control issue and constructs his argument for what can and should be done.

Per acquistarlo, basta cliccare qui. A domani, con il mio articolo su La zona morta, romanzo fenomenale di King, attuale sotto molteplici aspetti.

Eccomi

Non sono scomparso, ma in riflessione e lavoro.

La scomparsa di Gianpiero Possieri, così come un grave incidente e il coma di una carissima amica, mi hanno messo di fronte agli occhi una volta di più come sia importante mettere al primo posto le relazioni. Prima la vita, poi tutto il resto. In questo periodo ho cercato di farlo, sentendomi in colpa per diverse cose (ma… c’est la vie) e scoprendo le nuove persone che Dio m’ha messo accanto. Persone belle, con le quali c’è occasione di divertirsi e di lavorare. Perché si dà il caso che siano presenti con tutte loro entrambi gli aspetti.

Giusto per aggiornarvi, un piccolo anticipo delle notizie sulle quali mi soffermerò maggiormente in futuro:

Storia di Geshwa Olers ha trovato un altro editore cartaceo, per dare la possibilità a tutti coloro che hanno apprezzato il romanzo in versione ebook di leggerne l’ultima definitiva versione stringendo tra le mani un libro di carta;

– ho terminato di scrivere il quarto volume de Le sette case e mi accingo a mettere mano al quinto. Il quarto volume, intitolato Il lupo nel cielo, è secondo me uno dei migliori che mi siano usciti dalle dita. Come sapete, verso metà anno uscirà per Editrice GDS il libro cartaceo che raccoglie tutti i sette volumi, mentre i singoli volumi stanno uscendo in edizione ebook (a breve il terzo, Verso la soglia);

– il quinto volume di Storia di Geshwa Olers, I ghiacci di Passo Ceti, è posticipato ulteriormente a metà febbraio. Chiedo scusa a tutti coloro che lo stanno attendendo, ma per fare le cose bene ci vuole tempo;

– gli ebook già pubblicati di Editrice GDS e MilanoNera sono ai primi posti nelle classifiche degli editori. Non posso che andarne orgoglioso.

A presto, con altre news.

Una stella ha trovato il suo posto nel firmamento

Gianpiero PossieriSi chiamava Gianpiero Possieri, autore di due bei romanzi thriller, Il predatore di anime in fuga e Il fuoco nell’anima.

Una persona per me importante, per due motivi: era un uomo attento e “fatto” come pochi ormai ce ne sono, e poi perché è stato il primo lettore di Storia di Geshwa Olers. Mentre scrivevo i capitoli dei primi volumi (di quando ancora era solo in tre volumi), glieli mandavo e lui mi dava la sua opinione, sempre precisa, sempre attenta, sempre utile. Mi ha aiutato a crescere, anzi, posso dire che siamo cresciuti assieme, perché lo scambio era reciproco. Ha sempre sostenuto con passione i primi passi della mia creatura.

Ho un rammarico grande come una casa: non l’ho mai conosciuto di persona, ma solo per telefono e per internet, sebbene tante volte ci fossimo ripromessi di incontrarci. Un neo che rimarrà per sempre, così come per sempre lo porterò nel cuore.

Ciao Gianpiero, arrivederci. Ho dato il nome a una stella nuova, che splende da ieri. Per cercare Jack Shark non dovrò far altro che alzare gli occhi verso il firmamento.

10.000 copie di Storia di Geshwa Olers

Oggi ci siamo arrivati: per me è un traguardo importante, che ritengo comunque trampolino di lancio verso ulteriori sfide.

Storia di Geshwa Olers ha raggiunto le 10.000 copie totali scaricate, distribuite tra i vari volumi, in modo particolare i primi tre. Arrivano i primi commenti per i volumi successivi al secondo, che era la soglia dei già pubblicati in cartaceo, e sono positivi.

Ci sono anche delle novità, ma attendo ancora qualche settimana prima di mettervene al corrente. Il tutto accadrà entro fine mese, così come l’uscita del V volume della serie, I ghiacci di Passo Ceti. Allora siete pronti alla nuova avventura? Nel frattempo, qualche nuovo numero.

Il viaggio nel Masso Verde, 3120 copie, http://it.feedbooks.com/userbook/22293/il-viaggio-nel-masso-verde

La faida dei Logontras, 1448 copie, http://it.feedbooks.com/userbook/23070/la-faida-dei-logontras

Il cammino di un mago, 3213 copie, http://it.feedbooks.com/userbook/24396/il-cammino-di-un-mago

La battaglia di Passo Keleb, 1171 copie, http://it.feedbooks.com/userbook/27445/la-battaglia-di-passo-keleb

Appendici tomo I, 1049 copie, http://it.feedbooks.com/userbook/27328/storia-di-geshwa-olers-appendici-tomo-i

Totale: 10.001 download.

Abbattiamo la torre di libri – In altre parole: la sfida della TBR pile

Trovo sul blog di Tanabrus un post sul buon proposito di abbattere la pila di libri che attendono da mesi, se non anni. Lui rimanda al blog originario, quello di Living for books, nel quale potete leggere in cosa consista la sfida.

“Accetto la sfida!” come urlerebbe Barney di How I met your mother, sguardo verso l’alto e pugno chiuso. E vado dritto al sodo, livello più alto: Verso l’infinito e oltre: più di 25 libri della propria TBR (sta per to be read – da leggere). Con i 100 e passa libri che mi ritrovo, 25 significherebbe iniziare a scalfire. Nel giro di tre mesi dovrei riuscire a raggiungere la soglia.

E voi, non partecipate?

Forza, vi vogliamo Italiani come noi!

Oggi mi arriva questa mail, seguito alla firma apposta perché sul tavolo del Presidente Napolitano giungesse una sollecitazione circa lo ius soli e la cittadinanza alle seconde generazioni di origine straniera. Ve la riporto, perché questa è la mia Italia! 2013, anno di novità!

Ciao Fabrizio,

Il Presidente Napolitano ci ha dato ascolto ed ha raccolto il nostro appello, ponendo la questione dello ius soli e della cittadinanza alle seconde generazioni durante il suo discorso di fine anno a reti unificate.

Sapere di aver contribuito anche in minima parte, alla costruzione di un Italia migliore mi emoziona. Questa è la prova che la musica può essere un mezzo efficace per fare “rumore”. Di certo con #caropresidente non andrò in classifica, ma sapere di aver dato voce ai ragazzi di seconda generazione vale più di qualsiasi altro riconoscimento. Ringrazio tutti voi che avete firmato la mia petizione.

In sole due settimane abbiamo ottenuto più di diecimila firme, i maggiori media nazionali hanno parlato della campagna, migliaia di utenti twitter hanno dato il loro appoggio utilizzando l’hashtag #caropresidente e infine Napolitano ha raccolto la richiesta, dichiarando: “Un paese l’Italia da far crescere aperto e inclusivo. Già un anno fa avevamo 420.000 minori extracomunitari nati in Italia… È concepibile che dopo essere cresciuti ed essersi formati qui restino stranieri in Italia?”

Questa vittoria dunque è stata raggiunta anche grazie a te.

Grazie ancora,

Amir via Change.org

Il primo commento a La battaglia di Passo Keleb

Da tanto atteso, ecco il primo commento che ho trovato in rete, relativo a La battaglia di Passo Keleb, quarto volume della Storia di Geshwa Olers. Ringrazio a_ntv, chiunque egli sia 😀

E’ il quarto libro della serie che leggo, confermo il mio parere positivo. Sopratutto per la scrittura, ricca di belle descrizioni, parole che sono come pennellate di immagini, l’uso sapiente di generi letterari che coesistono, come l’epistolare e la fiaba. Forse proprio perché pubblicato online, l’autore non ha la brutta necessità di riassumere e tagliare, né di dare un finale a sé stante: ottimo.
Qualche difetto ovviamente c’è, in particolare il narratore che spesso riassume, anticipa eventi, nasconde infomazioni ben note ai personaggi per creare aspettativa al lettore: sono tecniche di narrativa non più di moda, tediose e peraltro sembrano servire più all’autore a fare ogni tanto il punto che al lettore.
Geshwa, che di fatto diventa protagonista solo nella seconda metà del libro, rimane un belloccio senza spessore né caratterizzazione. Fortunatamente però diviene “umano” quando, nel cuore dell’azione, si accorge della sua forte attrazione per un giovane soldato: l’autore blocca però sul nascere questa intrigante vena omosessuale, speriamo che nei prossimi volumi Geshwa possa continuare ad avere almeno una caratterizzazione, quella sentimentale, non banale da bravo ragazzo di buona famiglia cattolica.
Quanto alla trama, l’idea nuova nel panorama della fantay odierna è il dio Eus, per nulla banale. Per il resto le anticipazioni alla fine del libro sono giusto anticipazioni e non possiamo valutarle prima di leggere l’atteso seguito.
Voti: scrittura: 9; trama: 6; ambientazione: 7; editing: 6.