Un racconto per Halloween su Horror Dreamagazine

Arrivato Halloween (anche quest’anno), è il caso di giocare un po’. Seriamente, però, perché Halloween è sì una festa importata per scopi puramente commerciali, ma trova aggancio alla nostra tradizione in quel Ogni Santi che nel mondo anglosassone fa da base cristiana per questa ricorrenza. Ogni anno, le voci di esponenti più o meno noti della Chiesa si espongono ancora di più mandando invettive e giudicando satanica la festa di Halloween. Non voglio entrare nel merito della questione, ma per quanto mi riguarda, non condivido questa interpretazione: mi fermo alla più ovvia considerazione che una festa importata per soli scopi commerciali mi fa una grande tristezza. Soprattutto se, poi, sono i bambini (come sempre) a subirne per primi le conseguenze, qualunque esse siano. Fine del primo step. Ricordatevi questo: “bambini”.

Secondo step. Vi segnalo l’uscita dell’Horror drEaMagazine n. 9, di Edizioni Il foglio, sul quale è stato pubblicato un post che inserii qualche tempo fa nel blog dedicato a Le sette case, la mia serie horror ambientata a Verulengo ed edita da Editrice GDS, intitolato “Un’ispirazione horror”. Per leggerlo, basta che seguiate questo link. Nel prossimo numero, in uscita a gennaio, ci sarà anche la recensione di La porta sbagliata e un’intervista.

Ma cosa ancora più ghiotta (e qui mi riaggancio al primo step: “bambini”) si trova nel numero speciale dedicato ad Halloween, che accompagna la rivista: lì c’è un racconto che ho scritto per l’occasione, intitolato Famiglia fuori norma (da pag. 16 a pag. 26). Ovviamente è ambientato a Verulengo. A voi capire quale delle due famiglie sia quella più fuori norma…

Intervista di Terra di Mezzo

Dalla… Terra di Mezzo arriva una nuova intervista, forse una delle più belle cui abbia risposto, incentrata su Storia di Geshwa Olers e Le sette case. Ne riporto solo un breve brano dalla prima domanda.

L’intero romanzo è intessuto delle leggende italiche e mediterranee ad ampio raggio, e così vi si trovano testi che fanno riferimento alla terra montuosa a nord di Verona, dove abito, cioè la Lessinia e altri che si riferiscono alle leggende di Friuli, Emilia o Piemonte; alcuni che chiamano in campo la mitologia greco-romana e altri che fin dall’inizio fanno entrare in gioco le leggende ebraiche; interi brani che puntano alla mitologia egiziana o al racconto leggendario longobardo e altri che strizzano l’occhio all’elaborato sistema magico di stampo alchemico del Rinascimento italiano. Ma non solo. Anche i nomi sono spesso riferimenti a persone esistenti in carne e ossa. Ne svelo solo uno: Nildon Lonstat, l’autore del primo volume, altro non è se non la traduzione in Grodestiano Antico di Fabrizio Valenza.

Per leggere la versione intera, potete cliccare su questo collegamento.

Videorecensione de Il viaggio nel Masso Verde

Ho sempre affermato che scrivere una recensione non sia cosa semplice, perché bisogna essere capaci di mettere in luce gli aspetti negativi e quelli positivi di un romanzo, trovando soprattutto la modalità corretta per farlo. Ho trovato una videorecensione al primo volume di Storia di Geshwa Olers, fatta dall’utente Youtueb LaFratta, e ve lo propongo. Ringrazio la coraggiosa ragazza che si espone in questo modo per la bellissima rece.

Fiammata su Amazon

Una sorpresa di questi ultimi tempi è che le vendite online su Amazon degli ebook messi a disposizione direttamente dal sottoscritto viaggiano bene. Non moltissime copie, ovviamente (ma non è nelle corde di Amazon di vendere molto), però sono soddisfazioni che mi stanno stupendo. E in questi tempi un poco cupi non è poco! Dunque, queste le nuove fiammate (cliccabili per andare alla pagina Amazon relativa):

L’alieno nella mente

Storia di Geshwa Olers, Parte prima

La ragazza della tempesta (con vendite anche in Germania, dopo la Spagna)

Strega

Nuovi dati su Storia di Geshwa Olers

Ecco il nuovo aggiornamento sui download di Storia di Geshwa Olers:

Il viaggio nel Masso Verde: 1960 copie, scaricabile da qui
La faida dei Logontras: 1049 copie, scaricabile da qui
Il cammino di un mago: 1720 copie, scaricabile da qui
La battaglia di Passo Keleb: 681 copie, scaricabile da qui
Appendici tomo I: 691 copie, scaricabile da qui

Totale: 6400 copie, considerando anche quelle di altri siti.

Ricordandovi che il quinto volume, I ghiacci di Passo Ceti, sarà disponibile a partire dal 15 dicembre 2012 e che da qualche tempo è possibile inviare gli ebook direttamente al proprio iPad, vi do appuntamento al prossimo mese.

Ma prima di lasciarci, vi segnalo altri due link:
– il primo è quello del sito dedicato a Ges, http://www.fabriziovalenza.com/geshwaolers/index.html
– il secondo è quello di Amazon, dove è possibile acquistare la versione unificata dell’ebook della prima parte del romanzo.

Sciopero perché

A quest’ora dovrei entrare in una delle scuole in cui insegno, per prendere in carico il mio gruppo di bambini e trasmettere loro l’amore per la vita, l’amore per le cose e il mondo in cui ci troviamo, oltre che dargli un contenuto riguardante il Dio in cui credo e in cui per millenni ha creduto l’Italia. Spesso è vero che la direzione dell’insegnamento sia quella inversa, cioè che siano loro a insegnare a me. Lo fanno quando mi sorprendono con la loro spontaneità, con la sincerità che li caratterizza e con le infinite intuizioni spirituali che li rende molto più aperti di noi adulti alla presenza dello Spirito nel mondo.

Ma oggi non ci sarò. Ho deciso di partecipare allo sciopero indetto dai sindacati, per protestare contro ciò che questo governo sta facendo di noi insegnanti. Puri numeri, manipolabili, utilizzabili, traslocabili e, soprattutto, sempre più sottoconsiderati. Tralascio di dire, però, le consuete motivazioni ormai già conosciute grazie ai sindacati. Tralascio perfino di dire quali cose abbia modificato la nuova intesa tra CEI e Governo, riguardante una piccola (ma influente) modifica per gli insegnanti di religione cattolica, capace di rendere peggiore la vita di migliaia di insegnanti. Però vorrei dire qualcos’altro.

Che oggi sciopero perché mi faccio sempre più convinto che questo governo non si stia muovendo in maniera limpida, bella, pulita. Indubbiamente è riuscito o forse riuscirà a raddrizzare alcune storture che da troppo tempo caratterizzano il nostro Paese, ma la mia impressione generale è che stia approfittando di molti vizi da correggere per mettere mano anche a cose che non si dovrebbero toccare. La mia impressione è che si stia minando l’esistenza di un’Italia che mi appartiene, che appartiene a tutti noi che non facciamo abbastanza per farci sentire, per parlare, per protestare.  Un’Italia fatta di eccellenza e di bellezza, di umanità e di – ebbene sì, lo dico – leggerezza. La nostra Italia non è e non sarà mai (a meno che non venga ingiustamente forzata a diventarlo) un paese nordico. Il nostro è un Paese mediterraneo, fatto anche di ritardi, fatto soprattutto di una creatività che si fonda su una maggiore libertà di carattere e di s-legame dalle regole.

Lo so, non è per nulla popolare ciò che sto dicendo, soprattutto per il mondo della rete, che da sempre è particolarmente attivo e fa sentire la sua voce contro le schifezze di tutti coloro che rendono peggiore il nostro Paese. Non sto giustificando nessuno, non sto nemmeno spiegando nulla. Sto solo dicendo che davvero corriamo il rischio (per usare una frase fatta) di gettare via il bambino con l’acqua sporca. L’Italia che sta uscendo dagli interventi e dal pensiero di questo governo non mi rappresenta quasi per nulla, così come non mi rappresentava per nulla il precedente governo berlusconiano. Ora si parla perfino di diminuire la luce nelle città, aumentando il senso di cupezza che già grava su tutti gli Italiani.

Vogliamo davvero diventare tedeschi? O svedesi, o olandesi? No, io preferisco rimanere Italiano, e inizio a nutrire forti dubbi sulla sincerità del nostro attuale governo, a partire da Monti per finire a un Barca che ieri, a Piazza Pulita, dice che spegnere i lampioni è bello perché così torniamo a vedere le stelle. Mentre lo diceva, con quella sua espressione ironica, quasi grottesca, avevo l’impressione di essere finito in un film. Giustamente il pubblico si è lamentato, ha mormorato. L’idea di trovare un modo per accantonare le prossime elezioni politiche si fa sempre più strada e c’è sempre più gente che sostiene che Monti dovrebbe tornare, in un modo o nell’altro. Io sono il primo a non sapere chi votare, quando ci saranno le nuove Politiche, ma non mi sognerei mai di rinunciare al voto: se esiste un estremo baluardo alla democrazia sempre più oggetto di discussioni (e non solo in Italia, ma nell’intera Europa!), questo è costituito dal diritto al voto. Riempiamolo, facciamolo nostro, ragionando su tutto ciò che ci sta capitando.

Io parto da quel che sta capitando a me in quanto insegnante, e in seguito a ciò che succede ai nostri bambini. Purtroppo, anche l’orrore avvenuto a Cittadella e girato su tutte le tv è un brutto segnale: ormai il limite è stato superato. E chi volesse mettere in discussione l’impostazione sociale e civile di un intero Paese non potrebbe aspettare momento più adatto.

Lo ammetto, sono molto preoccupato. Ed è per questo motivo che sciopero. Spero lo facciano in molti.

4 cose che i vostri editori non sono

Se avrete la possibilità di pubblicare con un editore, farete bene a ricordare alcune cose che un editore è. Meglio, che un editore non è. Sono suggerimenti nati da un’esperienza non del tutto insignificante. Se volete, ascoltateli.

1 – Un editore non è un amico. È innanzitutto qualcuno che ha deciso di pubblicare ciò che scrivete. Può darsi che vi sia la possibilità che al contratto editoriale si aggiunga un’amicizia, ma proviamo a ragionare in senso contrario: vi mettereste in affari con un vostro amico di vecchia data? Personalmente no, il rischio di rovinare tutto sarebbe troppo alto e il primo fattore di rischio è dato dalla fiducia che si ripone naturalmente negli amici. Ma si sa, in ambito lavorativo è decisamente meglio usare altri parametri.

2 – Un editore non è un benefattore. Non pubblica il vostro libro perché vi fa un piacere, ma solo perché crede di averne un tornaconto, o culturale o economico (ma soprattutto il secondo). Il che vuol dire che voi siete tenuti a fare al meglio il vostro lavoro, anche di promozione, se fosse necessario (ma non sempre lo è), ma vuol dire anche che non è tenuto a pubblicare il libro di nessuno.

3 – Un editore non è il vostro capo. Solo perché avete firmato un contratto, non vuol dire che il vostro editore possa dettar legge sulle vostre scelte o vi si possa imporre in altro modo che non sia quello previsto dalle clausole del contratto. Rimanete e continuerete a rimanere padroni della vostra libertà. Certo, la libertà dipende poi dai propri obiettivi, e se perciò uno scrittore ritiene che la propria libertà vada a scapito del buon rapporto con l’editore e che questo sia motivo più che sufficiente per renderlo uno dei vostri capi… beh, forse è il caso di domandarsi perché si scrive. Non riesco a concepire la scrittura come assenza di libertà, in alcun modo! La scrittura è innanzitutto libertà.

4 – Un editore non è Dio sceso in terra. È facile che un giovane scrittore (giovane nel senso che è alla sua prima pubblicazione) prenda per oro colato tutto ciò che arriva dall’editore sotto forma di consigli, sia letterari che esperienziali. Mi permetto di dire che anche gli editori sono nati in una certa data (solitamente successiva a quella della creazione del mondo e dell’editoria) e che non accumulano esperienza per osmosi dalle altre persone con le quali sono entrate in contatto, fossero anche eccellenti personalità del mondo editoriale internazionale. Un editore ha dei limiti e si dà il caso che lo scrittore che pubblica con lui possa superarli, situazione che lascia presagire che – a un certo momento della propria carriera – quello scrittore possa decidere di non pubblicare più con lo stesso editore ma di cercare qualcosa di più adatto alla propria produzione. Una delle conseguenze (per me molto significativa) di questo punto, è che la propria produzione letteraria ha un percorso tutto suo, che è fatto sì anche dalla pubblicazione, ma che non è strettamente dipendente da questa. Qui però ripieghiamo sul punto 3 relativo alla libertà, perciò rileggetevelo, se volete.

In the Tall Grass – nuovo ebook da Steve e Joe

Padre e figlio colpiscono ancora, con un nuovo ebook, in uscita per Simon & Schuster il 9 ottobre 2012. Si tratta, ovviamente, di Stephen King e Joe Hill, e il nuovo racconto è In the Tall Grass (Nell’erba alta, più o meno…). Ecco cosa dice la presentazione in inglese:

In the Tall Grass begins with a sister and brother who pull off to the side of the road after hearing a young boy crying for help from beyond the tall grass. Within minutes they are disoriented, in deeper than seems possible, and they’ve lost one another. The boy’s cries are more and more desperate. What follows is a terrifying, entertaining, and masterfully told tale, as only Stephen and Joe can deliver.

La mia traduzione: In the Tall Grass inizia con sorella e fratello che si spingono fino a bordo strada dopo aver sentito un ragazzino implorare aiuto al di là dell’erba folta. In pochi minuti si ritrovano disorientati, molto più di quanto sembri possibile, e si perdono di vista. Il pianto del ragazzino è sempre più disperato. Quel che segue è un racconto terrificante, narrato con capacità magistrale, come solo Stephen e Joe sanno produrre.

Se volete ascoltare un estratto del audiobook in inglese, potete seguire questo collegamento.

Allora, buon futuro divertimento!

Storia di Geshwa Olers – V volume

Due news su Storia di Geshwa Olers, anzi tre.

La data di rilascio del quinto volume della saga. Ormai il tempo stringe. Il giorno sarà il 15 dicembre 2012.

Il titolo del quinto volume. Forse a qualcuno di voi sarà sfuggito, ma era già inserito nella nota del curatore del secondo volume. Si intitolerà: I ghiacci di Passo Ceti.

Infine, una novità sul sito FeedBooks (dal quale è possibile scaricare tutti i volumi gratuitamente, qui): ora è possibile effettuare l’invio dei tomi anche in formato iPad. Basta cliccare sul tasto che c’è subito sotto il logo della licenza Creative Commons. L’invio viene effettuato tramite un programmino che si chiama Readmill.

Cos’altro manca? Già, la copertina (ancora troppo presto) e le anticipazioni. Ma per queste dovremo aspettare fino a metà novembre. Nel frattempo, vi ricordo che il totale dei download sta raggiungendo la cifra di 6200. A presto.