Appendici Tomo I già disponibile

Con un giorno di anticipo, il primo volume delle Appendici di Storia di Geshwa Olers è già disponibile. Vi ricordo che in esso trovate diversi  nuovi racconti riguardanti Aissa Maissa e altre fade, oltre alla fiaba integrale Il taglialegna e la Grande Quercia e molte finestre sulla storia passata di Grodestà e del suo Impero.

Buona lettura. Qui potete scaricarlo, ovviamente nei soliti tre formati, Kindle Pdf e ePub.

Vi auguro buone vacanze, per chi le farà. Mi assento dal computer fino al 15 luglio. A presto!!

Storia di Geshwa Olers – Appendici Tomo I

A partire dal 1° luglio 2012 sarà disponibile sul solito sito FeedBooks il primo volume delle Appendici di Storia di Geshwa Olers. Scaricabile gratuitamente come tutti gli altri, esso contiene in particolare alcuni testi cui tengo molto: un manifesto fantasy riguardante in modo specifico la mia saga, nel quale spiego quale sia l’approccio migliore con cui leggerla (ma secondariamente anche cosa debba essere il fantasy, secondo il mio punto di vista), e alcuni nuovi racconti che completano il quadro di alcune parti dei volumi precedenti. In queste due settimane che ci separano dalla disponibilità del quarto volume, La battaglia di Passo Keleb, possono essere un piccolo antipasto per la nuova lettura estiva.

L’illustrazione di copertina è opera di Enrico Valenza.

Ecco i contenuti di questo primo volume di Appendici:

 

– “Manifesto Fantasy”

Prima parte:

– Tabella di corrispondenza per la pronuncia del Grodestiano Antico
– I rapporti tra Regno di Grodestà e Impero (estratto antologico)
– Il calendario ardethiano

Seconda parte:

– La divisione oraria della giornata
– Il contatto della Presenza con il Regno di Eus

Terza parte:
“Creazione dell’inferno”

– Prologo
– L’origine
– La leggenda
– Le creature dell’Oxore
– Aissa Maissa (racconto inedito) 
– L’anguana Seralda (racconto inedito)

Quarta parte:

– Il taglialegna e la Grande Quercia (racconto inedito)
– Struttura del Consiglio Reale
– Ordini e gradi dell’Esercito Reale
– Lineamenti temporali principali dei Regni di Stedon
– Le origini e le regole del Taddo
– Glossario dei nomi e dei luoghi importanti
– Minivocabolario Grodestiano Antico-Italiano

La genesi di Aissa Maissa

Si tratta di uno dei brani che più amo, tra tutti quelli che ho scritto per il primo volume di Storia di Geshwa Olers. Aissa Maissa è una fada, creatura mitologica e leggendaria del nord Italia, che secondo la tradizione veronese viveva in Lessinia. Ne ho parlato ne Il viaggio nel Masso Verde e un racconto a lei tutto dedicato sarà presente nel primo tomo di appendici che farà la sua comparsa tra qualche giorno sul sito di FeedBooks, come anticipazione dell’uscita del quarto volume della saga, La battaglia di Passo Keleb.

Aissa Maissa è presente nella tradizione veronese secondo una poco nota leggenda che fa riferimento al figlio Trolge Molge, che dovette cedere in adozione a causa del suo essere una paria tra gli abitanti del luogo, e che io ho ripreso trasformandola e rielaborandola a partire dal 2001. Molti sono stati i passaggi per arrivare alla forma che attualmente conosce la narrazione dell’incontro tra Geshwa Olers e Aissa Maissa nel primo volume, e che nella sua forma sostanziale si è formata nel 2005.

Datemi una giornata di tempo, e domani potrete leggere in modo particolareggiato – con tanto di scanning dei miei taccuini (a testimoniare con date precise gli sviluppi genetici, materia di cui sono profondamente appassionato) – come sono arrivato al racconto definitivo.

La vita e la morte

Oggi soffia un vento forte, uno di quelli che spazzano e comunicano.

Ci sono certi momenti in cui, più che in altri, si capisce cosa è veramente fondamentale e il perché esiste l’arte in tutte le sue forme. La musica, la pittura, la scultura. La scrittura.

In questi momenti, io stesso comprendo, più che in altri, che cosa mi spinge a scrivere ininterrottamente. È vero, nelle mie storie è sempre presente la morte, e una volta ho sentito dire che è la morte il vero motivo per cui uno si mette a scrivere.

Può essere. Però so per certo che per quanto mi riguarda, il vero motore è la vita. Anche quando parlo di morte, è per affermare la vita. E perciò vivo nella frenetica convinzione che più riuscirò a scrivere e più affermerò la vita. Di fronte a questa prospettiva, non esiste ostacolo che non possa essere superato, dovessi scrivere anche solo per me stesso.

La scrittura è per la vita.

Non è un addio, cara zia. È solo un arrivederci, da tutti noi.

La battaglia di Passo Keleb / 5

Il booktrailer è in arrivo. Avevo commissionato al compositore Fabio Valenza un brano di musica che fosse d’atmosfera, ispirato a due becchini che, convinti a forza di vile (ma copioso) denaro, si dirigono verso il pericolosissimo cimitero dei Maghi (il cerchio protetto di Glanvon) per trafugare una salma.

La bravura di un compositore si percepisce specialmente quando è in grado di anticipare, comprendere e rendere lo spirito di un intero romanzo a partire da un breve spezzone. Il primo brano che scrisse era troppo lungo, oltre due minuti. I booktrailer – questo è un concetto di cui sono convinto – devono essere lunghi al massimo 1 minuto e mezzo. Perciò lo convinsi a scriverne un altro.

Nel giro di un pomeriggio sfornò un altro brano, lungo un minuto e mezzo preciso. Molto d’atmosfera, ok, perfetto per i miei intenti. Poi ascoltai il brano che aveva scritto precedentemente, e che ancora non avevo avuto tempo di sentire.

Beh, è un brano capace di rendere – come dicevo – il senso dell’intero quarto volume (che lui non ha letto). Un brano epico, bellissimo, forse il tema più bello della serie che ha dedicato a Storia di Geshwa Olers, nel quale la Battaglia di Passo Keleb viene evocata con un ritmo serrato e con tocchi di magia tipici dello stile di Fabio.

L’assurdo è che non si trovi il modo di pubblicare i cd con tutti i pezzi di musica scritti per la prima parte di S. di G. O. Ne risulterebbe certamente un bel disco.

Cosa si può fare a tal riguardo? Si accettano consigli!

Potenza del romance

In una settimana, il sentimentale La ragazza della tempesta formato ebook per Kindle su Amazon ha superato le vendite di quattro mesi de L’alieno nella mente, raccolta di racconti fantasy, sci-fi e horror. Potenza del romance, che può contare su una vasta platea di lettrici. Si sa, è il genere femminile ben più forte di quello maschile, su questo aspetto culturale fondamentale per la civiltà dei popoli.

Maschietti, impariamo da loro.

Comunque grazie a tutte, e se volete passare parola, ben venga. Questo è il link per l’acquisto: http://www.amazon.it/La-ragazza-della-tempesta-ebook/dp/B008BH9RUI/ref=pd_rhf_gw_p_t_4

La ragazza della tempesta in ebook

Solo poche righe per darvi la notizia che da ieri il mio romance La ragazza della tempesta è acquistabile su Amazon in formato ebook per Kindle (1,03 €). La storia sentimentale di un pescatore di Zoagli e di una giornalista di Milano è venata di thriller, e le vicende si svolgono in riva al mare Ligure. E la tempesta è vicina, ma è anche nel passato. Quelle che seguono sono righe estratte dal testo:

“…Come poter stare ancora lontana da qui? Come pensare di poter passare 
un solo giorno senza di te? 
Ora che ti ho ritrovato il mio cuore sviene. È come se ti conoscessi da sempre, come se ti avessi ripescato da un’infanzia nella quale giocavamo assieme, senza mai stancarci delle nostre fantasie di bambini.”

E se il protagonista è antipatico?

Una delle regole fondamentali della narrazione consiste nel far sì che il lettore si immedesimi con il protagonista. Anche con i suoi comprimari o con i personaggi secondari, se non con la storia tout court, ma soprattutto con il protagonista. In quanti modi, però, e a quale costo ci si può immedesimare con chi conduce i giochi?

Siamo abituati a pensare e ad aspettarci che il protagonista sarà in gamba, sarà simpatico, soprattutto crederà in valori positivi o condivisibili, che – in buona sostanza – sarà una persona che potremmo desiderare di essere per la durata del romanzo. Ne condivideremo le emozioni, i sentimenti, le aspettative, le difficoltà e i misteri cui andrà incontro, e più il protagonista sarà un “essere umano” reale, più il lettore non attenderà che di riaffacciarsi nel libro ed entrare nella storia.

E se il protagonista fosse antipatico, cosa accadrebbe? Se il nostro eroe (espressione che odio profondamente, ma qui calza a pennello) prendesse decisioni impopolari e avesse una sorte che lo favorisce – seppur per qualche misterioso motivo che facilmente potrebbe essere preso per un deus ex machina – in molte delle traversie che si trova ad affrontare, il lettore riuscirebbe ancora a entrare nei suoi panni o preferirebbe iniziare a prenderne le distanze?

In fin dei conti, sono convinto che un protagonista non debba starci per forza di cose simpatico. Quanti romanzi abbiamo letto, che hanno come personaggi principali uomini o donne malvagi, assassini, cinici, spietati, violenti, maleducati, sfigati, eppure li abbiamo letti dall’inizio alla fine senza mai staccare l’occhio dalla pagina? Siamo convinti che sia la simpatia e la possibilità d’empatia con il personaggio a rendercelo digeribile? E non possono esserci personaggi – addirittura protagonisti – indigeribili, ma che non molleremmo per nessuna ragione al mondo fino al termine del libro?

L’alchimia che lega il lettore a un romanzo è spesso imperscrutabile e ognuno reagisce in modo personale. Ma se penso ad alcuni protagonisti di romanzi che ho molto amato, non posso certo dire di essermi immedesimato nei loro panni, salvo essermene ritirato non appena vi fosse stato l’avviso di un’azione o una decisione che personalmente non avrei mai preso.

Penso a Frodo nei confronti della sua ultima sfida ovvero distruggere l’anello, penso a Marius nei confronti del povero Valjean morente (quanto l’ho odiato!), penso a Julien Sorel e alla sua cinica capacità di approfittare degli eventi, penso a Raskol’nikov e alla sua colpa. Penso, infine, a Geshwa Olers e alla sua apparente fortuna che lo salva in molte situazioni.

A diversi lettori, il protagonista di Storia di Geshwa Olers è risultato antipatico. Le motivazioni addotte sono, solitamente, le stesse: è un ragazzo che a volte si comporta in maniera eccessivamente infantile per l’età che ha, altre volte riesce a risolvere casi difficili con una facilità che ad altri manca, e in certe situazioni sembra che i cattivi lo evitino (anche se potrei giustificare Ges dicendo che il lettore – nei casi che additerebbe per convincermene – non abbia letto bene e colto fino in fondo la dinamica degli eventi). In poche parole, sono d’accordo anch’io: Geshwa Olers può risultare antipatico. Non solo, più avanza la storia e più si comporta in modo sempre meno coraggioso, sempre più spaventato, si chiude nel suo guscio. Come si può amare un simile protagonista? In fin dei conti, meglio lo sfigato ma simpatico Nargolìan, no?

Eppure, credo che l’antipatia del protagonista dipenda, in questo caso, proprio dalla sua capacità di incarnare situazioni profondamente umane. La vita non è logica, anzi, per alcuni è una tirata unica nel segno della fortuna mentre per altri è accanimento continuo. Per Geshwa Olers è entrambe le cose, se mi è permesso dirlo. In più, però, c’è anche la metanarrazione, ma quella arriva solo nel settimo volume.