Alcune cose che dice Leavitt

David Leavitt, uno dei più conosciuti scrittori americani, in questa intervista apparsa su Corriere della Sera sostiene alcune cose che mi sembrano interessanti:

– la letteratura italiana recente è invisibile all’estero, perché non viene sostenuta adeguatamente a livello di traduzioni, un problema istituzionale;

– ha riletto le magnifiche opere di Antonio Tabucchi, unico autore di cui parla oltre a Eco (di Tabucchi parla anche Paul Auster in questo video in cui cita alcuni grandi scrittori del nostro Paese [uno scrittore molto buono e ha un respiro internazionale], e a questo punto la domanda sulla posizione di Tabucchi nella nostra narrativa contemporanea è d’obbligo);

– dopo anni di crisi, la fiction è risorta e le Cassandre che la davano per morta sono state sconfitte.

C’è di che meditare.

La pop-filosofia: cui prodest?

Sul numero 10 de La lettura del Corriere della Sera c’è un articolo di Edoardo Camurri, (intitolato “Il successo della filosofia pop è un bluff”) dedicato (per criticare) alla pop-filosofia, in special modo quella di Regazzoni, obiettivo principale del suo pezzo. Sostiene, in buona sostanza, che

Simone Regazzoni, in Italia il Pop-filosofo più famoso e autore di libri come Pornosofia
(Neri Pozza) e La filosofia di Lost (Ponte alla Grazie), si comporta come l’osservatore
di torinesi: […] i torinesi hanno infatti bocche da neonati che rimangono piccole pur nella massima dilatazione e, quando sono alle prese con i loro agnolotti, le loro finanziere e per Continua a leggere “La pop-filosofia: cui prodest?”

Geshwa Olers e La porta sbagliata

Un nuovo aggiornamento. Ultimamente il download dei primi tre volumi sta procedendo molto velocemente. Ecco alcuni dati:
Il viaggio nel Masso Verde, 560 copie, http://www.feedbooks.com/userbook/22293/il-viaggio-nel-masso-verde:

294 pdf
217 ePub
48 Kindle

La faida dei Logontras, 318 copie, http://www.feedbooks.com/userbook/23070/la-faida-dei-logontras:

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Mahler e la giornata della memoria

Quest’anno voglio ricordare l’olocausto degli Ebrei facendo appello a ciò che accadde al compositore che tra tutti preferisco. Parlo di Gustav Mahler, nato nel 1860 e morto nel 1911. Nato ebreo, si convertì al cattolicesimo al quale si sentiva comunque affine essendo sempre cresciuto in un contesto cattolico. Mahler è il più grande sinfonista dopo Beethoven. Egli prese la forma sinfonica rinnovata e modellata da Beethoven e la trasformò a sua volta, facendola giungere ai massimi livelli espressivi dell’animo e della condizione umana. Ne sviluppò il concetto facendola divenire la pura espressione di una creatura che pur essendo sempre immersa nell’inferno e nella bellezza del creato, agogna all’eterno cui è destinata. Le sue sinfonie si espandevano fino a contenere sei movimenti, Continua a leggere “Mahler e la giornata della memoria”

Con che atteggiamento si scrive?

Nel corso di un confronto basato sul bell’articolo di Marco Candida, Quel MacDonald’s di Stephen King, pubblicato sul sito Doppiozero, mi sono interrogato sull’approccio che lo scrittore può avere con la propria scrittura. Nell’articolo, Candida mette in luce come il grande King sia in grado di prendere le distanze da ciò che scrive in modo tale da riuscire a “interpretare” il ruolo di scrittore horror, permettendo in questo modo una strutturazione delle proprie opere su vari strati riconducibili a diverse prospettive della realtà e che, a seconda di come vengono lette, possono offrire letture di forte critica sociale (cui i romanzi di S. King sembrano in effetti particolarmente e acutamente votati). Consiglio vivamente la lettura dell’intero articolo: raramente ne ho letti di così belli sul Re.

Come commento pubblicato in calce al pezzo ho scritto quanto segue:

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E se il problema fosse lo snobismo?

L’anno passato si sono visti sempre più contrapposti critici che esaltano il realismo nel romanzo e critici che aprono alla narrativa fantastica o alla fantasia tout court nella narrazione. È una diatriba che va avanti da decenni ormai, e che deve il suo perché a una serie di fattori che non sto qui a enumerare. Tuttavia, posso mettere in luce la tendenza che ormai tutti conosciamo sul modo che la critica colta adotta nel considerare la letteratura fantastica. La guarda dall’alto in basso, adducendo a motivo improbabile la sua incapacità di raccontare adeguatamente la realtà. Sappiamo bene – soprattutto chi la narrativa fantastica la scrive – come questo sia un preconcetto degno di un’ideologia massacrante di una buona parte del reale esistente, come può esserlo in campo politico e filosofico qualunque altra ideologia.

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La porta sbagliata

Alcune doverose informazioni circa il mio nuovo romanzo horror, La porta sbagliata, da oggi disponibile per l’acquisto presso i rivenditori online. Innanzitutto fa parte di una serie, “Le sette case”, pubblicata da Editrice GDS, i cui sette volumi sono leggibili indipendentemente l’uno dall’altro. Il filo comune è costituito dall’ambientarsi o dal prendere spunto da sette differenti case del paese di Verulengo, in provincia di Verona. Ricordate? Pantheon retico, Commento d’autore, scrittore fantasy assassino… sì, proprio quel paese. Le brutalità del luogo non si sono consumate con quel primo romanzo e nemmeno con il racconto Notte senza uscita, pubblicato di recente da MilanoNera in formato ebook, ma proseguono in altre storie, tra le quali per l’appunto quelle che sono comprese ne Le sette case.

Di cosa tratta il romanzo? Preciso che è un romanzo breve, ma infinitamente lunga sembra Continua a leggere “La porta sbagliata”

Aggiornamenti su GO

Nuovo aggiornamento su Storia di Geshwa Olers gratuito. Al 18 gennaio 2012, un mese dopo il rilascio del terzo volume per il download gratuito, la situazione mi sorprende sotto molteplici aspetti. Il primo: non mi aspettavo i lettori aumentassero al ritmo crescente che si sta manifestando in questi giorni, segno che il romanzo piace. Il secondo: i download del terzo volume stanno per superare quelli del secondo, e decisamente in molto meno tempo, il che vorrà pur dire qualcosa… Il terzo: non un solo centesimo di donazione per recuperare le spese. Anche questo vorrà dire qualcosa, ma credo esuli dalla crisi finanziaria.

Passiamo ai numeri. Eccoli:

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Carlo Fruttero

Se n’è andato un grande, uno di quegli autori e curatori per i quali la narrativa di genere sopravvive ancora nel nostro paese, e in virtù dei quali la si dovrebbe considerare ben più di quanto non si faccia. Carlo Fruttero è molto, troppo da dire in un solo post, perciò vi rimando ad alcuni articoli e link. Eccoli:

la sua biografia su Wikipedia, con l’elenco delle sue opere

l’articolo del 15 gennaio 2012 di Repubblica,

– le opere di Fruttero sul catalogo Vegetti della letteratura fantastica.

Un pezzo della mia Italia che scompare.

Realismo magico e consolazione?

Ida Bozzi sembra pensarla così, a giudicare dalla recensione che ha fatto dell’ultimo romanzo di Isabel Allende, intitolata “Isabel Allende: realismo senza magia” e pubblicata su La lettura n. 6 del Corriere della Sera del 18 dicembre 2011. Le parole che utilizza non lasciano dubbi: appare evidente ancora una volta (anzi, direi: ancora una stancante ulteriore e gratuita volta) come la narrazione magico-fantastica sia associata – in questo caso – all’adolescenza. Ecco alcuni brani:

…abbiamo apprezzato molte donne (magari esperte di cioccolato o di ricamo) dotate della stessa energia di riscatto, in storie che però mostravano di anno in anno una Continua a leggere “Realismo magico e consolazione?”