Copertine (anteprima)

Domani inizia dicembre. Che scoperta!

La vera scoperta, in effetti, riguarderà le copertine delle mie ultime tre fatiche. Si tratta di due cose note più una novità. Ne renderò note le copertine nell’arco dei prossimo otto-nove giorni, perciò all’occhio. Comunque, al già saputo La porta sbagliata (GDS Edizioni, slittato a dicembre dall’originario ottobre) e al risaputo Il cammino di un mago (download su Feedbooks a partire dal 15 dicembre, con copertina di Enrico Valenza – piccola anticipazione: è semplicemente meravigliosa!), si aggiunge un racconto di genere drammatico, anche se una buona farcitura quasi-fantastica non manca: Notte senza uscita, edito da MilanoNera come ebook, e disponibile nell’arco di un paio di settimane.

Non potevo riservarvi Natale più generoso, quest’anno. Che ne dite? Allora appuntamento a partire da domani, con la prima delle copertine.

Fallimento?

Ci metto il punto di domanda, perché non è mai facile dire quando ci sia fallimento e quando, invece, solo crisi. Sta di fatto che sono in fase di riflessione sul mio cammino di scrittore. Dura già da un po’ di tempo, a dire il vero; un lungo periodo di un paio d’anni nel quale mi sono misurato con altri generi e nuove proposte. Ora è il tempo delle risposte, delle conferme, positive o negative che siano.

Di sicuro c’è la crisi del mercato editoriale che rema contro, e di sicuro c’è la crisi economica che rema ancora più contro le tasche degli italiani in generale (e forse le due cose sono collegate), ma la progressiva invisibilità delle mie proposte fa sì che mi debba interrogare sempre più.

Non so dire quale sia la risposta alle mie nuove produzioni, è ancora presto per dirlo. Tra l’horror che ho pubblicato e i racconti o romanzi drammatici che sto proponendo a editori e agenti, la carne al fuoco è molta. Però tira una brutta aria, e in quest’aria ci metto scrittori che sono scomparsi – purtroppo – come Andrea D’Angelo e Michele Giannone, altri che sono sempre più disgustati e maltrattati dagli editori, come il già citato GL D’Andrea, e tanti tanti altri che si trovano costretti a lavorare solo con editori piccoli e quasi invisibili perché l’editoria ad ampia diffusione non li degna del minimo pensiero se non danno almeno l’idea di essere nomi che venderanno. Inoltre, si vedono piccoli editori di qualità chiudere o venire acquisiti con progressivo mutamento dei titoli in catalogo, blog di scrittori fino a oggi molto stimati che, improvvisamente, scompaiono… e tanto altro.

Non so dove inserirmi, personalmente, in questa lunga trafila di piccoli o grandi fallimenti, anche se ultimamente mi sento molto invisibile. Non è uno sfogo. Forse è solo il preludio a qualcos’altro.

Wunderkind 3 e capitale

Il W3 non si pubblica cartaceo perché – pare – i precedenti volumi, in modo particolare il secondo, non hanno venduto come Mondadori si aspettava. Sacrosanto diritto di bloccare al capitolo finale la miglior saga fantasy italiana fino a oggi pubblicata in Italia. Che ne so se ce ne sono altre “italiane” pubblicate all’estero e no, non sto parlando di saghe estere pubblicate in Italia. Parlo della trilogia di Wunderkind, scritta da un italiano e pubblicata in Italia per il pubblico italiano. E poi venduta all’estero. In una decina di Stati, pare.

Dunque, il capitale non sufficientemente gratificato ha stabilito che si dovesse interrompere il patto fiduciario tacito tra i lettori e la casa editrice, perché se l’editore decide di spillarti i soldi per offrirti il primo volume cartaceo di una trilogia, e poi ti spilla i soldi per darti il secondo volume cartaceo di una trilogia, e poi ti chiede i soldi per darti il terzo volume carta…

Cartaceo? Quando mai! Ci dispiace, non tu che hai letto gli altri due volumi e li hai apprezzati, magari anche molto, ma altri che non l’hanno comprato perché magari nemmeno sapevano che esisteva, insomma, una fetta cospicua di persone che l’editore aveva calcolato dovessero comprare il primo e il secondo libro e non l’hanno fatto, sì, proprio loro sono i colpevoli della mancata pubblicazione del terzo volume cartaceo. Già, ma te lo diamo lo stesso, sai… se vuoi leggerlo, basta che ti compri un e-reader. Oggi ce ne sono di così poco costosi… solo a 79 dollari, addirittura. Perciò, poniamo 13 euro del libro elettronico + 60 euro di un lettore Kindle con cambio valutario favorevole, puoi leggere il terzo capitolo di una trilogia a soli 73 euro.

Una magia, no? Abbiamo salvato capre e cavoli!

Sapete cosa mi ricorda questa storia? La storia di un quartiere segreto nella Parigi più cupa che si possa immaginare. Si chiama Dent de Nuit, e personaggi particolari che vi proliferano si chiamano cambiavalute. Le loro mani hanno il potere della permuta e c’è il massimo cattivo, tale Venditore, che vuole ottenere il massimo potere, e perciò le taglia tutte e

si. deve. impossessare. del. Wunderkind! Per farne ciò che vuole.

Affinché la moneta d’argento sia su tutto, affinché la moneta d’argento conti più di tutto.

Lo so, ho manipolato liberamente la storia di GL D’Andrea, ma questo mi è reso possibile dalla forza e potenza delle immagini che ha creato, e si sa che quando si crea qualcosa di fortemente simbolico, c’è la possibilità di vederci dentro la realtà come mai la si è vista. Altrimenti perché leggeremmo letteratura fantastica?

Si dà il fatto, poi, che la storia di GL D’Andrea sembri parlare proprio della realtà economico/finanziaria (per tacer della crisi) che ha bloccato il suo romanzo al secondo volume cartaceo, tirando in ballo giustificazioni più o meno valide. Ma c’è l’ancora di salvezza, gente: è arrivato l’ebook. Però attenzione, perché il Venditore sta già firmando i primi contratti per poter spadroneggiare anche in questo nuovo succulento mercato (del futuro).

Wunderkind 3 in ebook: spiegazioni?

Lo sconcerto per la mancata pubblicazione in cartaceo del W3 di GL D’Andrea (per W3 intendo il terzo volume della sua trilogia, Wunderkind) dilaga, e blog e siti ne parlano. Grazie a Dio! Anzi no, grazie a noi. Comunque, qualcosa si smuove, se non altro a livello di dibattito.

Sul blog di Loredana Lipperini interviene lo stesso Sandrone Dazieri, lo scopritore di GL D’Andrea (lo fu anche di Licia Troisi). In sostanza, spiega che il terzo volume si è deciso di pubblicare in formato ebook di comune accordo con l’autore, tramite il suo agente, per un unico motivo: il secondo volume non ha venduto quanto si sperava e i resi sono stati molto alti. Dal suo intervento traspare come siano stati fatti molti tentativi di proporre il volume all’attenzione dei critici e delle riviste più rinomate, ma l’interesse è stato quasi del tutto assente.

Loredana Lipperini, dal conto suo, fa notare come la critica abbia sempre avuto grande disattenzione verso il fantastico e come la questione resi dalle librerie sia un punto dolente della catena editoriale italiana. Però mette in luce, con un interrogativo ben posto, se anche l’atteggiamento degli editori che pubblicano narrativa fantastica non sia, nei confronti della stessa, viziato da un male “economico” eccessivo. Cioè ci si aspetta che venda uno sfracelo, per default, e viene pensata quasi unicamente in tal senso.

(Scusate l’intrusione della mia esperienza, ma anche a me capitò di sentirmi dire – al tempo dell’accordo per la saga di Geshwa Olers con il primo editore – che sarebbero rientrati dalle spese solo a partire dal terzo volume e che perciò l’investimento sarebbe stato importante, salvo vedere poi esattamente lo stesso tipo di esito, con le medesime problematiche una volta pubblicato, con riviste e critici che non davano la minima importanza al romanzo, identico problema dei resi e stesse spiegazioni da parte dell’editore… Il problema esiste, ma non da oggi e non a causa della crisi.)

In buona sostanza, la riflessione che scorre sotto la questione dell’opportunità se terminare o no la pubblicazione cartacea di una trilogia al secondo volume, passando poi all’ebook, chiama in causa alcuni punti fondamentali del fare editoria ai nostri giorni:

come viene visto l’ebook? Dalla grande rivoluzione che doveva essere nel campo della lettura si sta trasformando nell’ultima spiaggia per chi non ha avuto sufficiente successo? Oppure, ancora, diventa uno strumento che in Italia acquista un senso profondamente diverso da quello che possa avere altrove, dove, pur tra i problemi, viene visto come uno strumento alternativo e differente, e non solo come un surrogato meno costoso?

che politica culturale c’è alla base di una scelta editoriale? Ovvero: è solo il capitale che può muovere la scelta di pubblicare un titolo piuttosto di un altro? Se il Wunderkind è un’ottima opera e ci vuole ostinazione e caparbietà (e anche un dispendio economico) per far sì che gli Italiani la conoscano sempre di più, soprattutto a motivo della sua particolarità stilistica, della sua novità (per lo meno in Italia) e della peculiarità delle sue tematiche di forte critica del neo-liberismo, non si potrebbe per una volta decidere di seguire una politica editoriale di alto livello, recuperando le perdite con altri libri commerciali che facciano soldi a palate? È davvero tanto impossibile ottenere una simile attenzione? Inoltre, la politica culturale alla base di una simile scelta si rifletterebbe anche sui lettori, con un innalzamento generale del livello di maturazione. Finché daremo ai destinatari solo orecchie a punta (come direbbe GL), cosa ci si potrà aspettare in futuro?

Poi interviene Wu Ming 4. E sposta, giustamente, il discorso su considerazioni più “generali”. Se le decisioni editoriali vengono comandate unicamente dall’economia dell’editore, quale speranza ci sarà di smarcarsi dalla massificazione degli argomenti e dall’adesione totale ai gusti dei lettori, con l’unico scopo di vendere, vendere e vendere?

Ma questo, lo sento già, sarà l’argomento di domani.

King è splatter?

Sul nuovo inserto domenicale del Corriere della Sera, La lettura (che consiglio, anche il club in internet), trovo un trafiletto di Antonio Debenedetti che parla del romanzo Alex, di Pierre Lemaitre. Dovendolo descrivere, ecco cosa dice: “De Sade più King. Il thriller irreale del prof francese – In questo thriller francese, incupito da scene improntate al gusto dei più aggressivi romanzi splatter d’oltre Atlantico, convivono saldandosi forzosamente due vicende…” E più avanti: “Opera d’un prof francese di nome Pierre Lemaitre, che annaffia le sue pagine d’una violenza esasperata e poco credibile, Alex è un ibrido dove il De Sade più convenzionale coabita con Stephen King”.

Qualcuno sa dirmi il titolo di un romanzo splatter di Stephen King? Li ho letti tutti ma non riesco a trovarne nemmeno uno (sempre che l’articolista non confonda l’horror in cui c’è il mostro e i danni che combina con lo splatter tout court).

Mondadori non lo dovevi fare!

Ieri mattina GL D’Andrea ha comunicato che Mondadori farà uscire il terzo volume della sua storia dark-fantasy Wunderkind, intitolato Il regno che verrà, solo in formato ebook. A sinistra vedete la copertina.

Alcune considerazioni, che iniziano con alcune domande:

I signori della Mondadori hanno riflettuto sulla loro scelta? Se sì, in che modo? Hanno pensato solo alle loro tasche? Hanno incluso qualche considerazione indicibile che esula dalla qualità del libro? Soprattutto, si rendono conto che la serie di Wunderkind è la migliore saga fantasy mai pubblicata in Italia?

Qui c’è qualità, signori. Qui c’è una strada tracciata per gli altri autori. Qui c’è una serie che è all’altezza e supera buona parte del fantasy straniero. E voi cosa fate? La affossate facendo uscire il capitolo conclusivo unicamente in formato digitale? Ma sapete qual è Continua a leggere “Mondadori non lo dovevi fare!”

Qualche novità

Giusto per informarvi che non sono scomparso. Sono solo molto preso dalle correzioni del terzo volume di Storia di Geshwa Olers, Il cammino di un mago, dalla riscrittura del romanzo Cronache dalla grotta (titolo provvisorio), dalla sistemazione di una manciata di racconti horror per alcune riviste ed editori, dalla preparazione di un nuovo romanzo a metà strada tra il giallo e lo fantascientifico, ma con una bella punta filosofica, Senza fine (titolo provvisorio). Non meno importante, c’è la stesura delle nuove recensioni dei romanzi di Stephen King per Fantasy Planet. In buona sostanza, ne ho da fare e per questo mese il blog sarà messo un poco in secondo piano, prima delle novità di dicembre. Comunque vi riassumo le notizie che mi riguardano.

Novembre. Il romanzo La porta sbagliata uscirà (forse l’avrete già immaginato…) Continua a leggere “Qualche novità”