Perché si scrive – parla Paul Auster

Paul AusterLo considero uno dei miei maestri. Potete leggere l‘intera intervista qui, su Paris Review. Io ve ne propongo un solo lacerto.

“I can’t imagine anyone becoming a writer who wasn’t a voracious reader as an adolescent. A true reader understands that books are a world unto themselves—and that that world is richer and more interesting than any one we’ve traveled in before. I think that’s what turns young men and women into writers—the happiness you discover living in books. You haven’t been around long enough to have much to write about yet, but a moment comes when you realize that’s what you were born to do.”

Che tradotto vuol dire:

“Non riesco a immaginare uno scrittore che non sia stato nell’adolescenza un lettore vorace. Un vero lettore comprende che i libri sono un mondo in se stessi – e che quel mondo è più ricco e più interessante di qualunque altro nel quale abbiamo viaggiato. Credo sia questo a trasformare giovani uomini e donne in scrittori – la felicità scoperta vivendo nei libri. Magari non hanno ancora vissuto abbastanza per avere molto da dire, ma arriva un momento in cui realizzi che questo è ciò per cui sei nato”.

Chiedo scusa per la traduzione (mia) claudicante.

QV su L’Evocatore, di Paola Boni

L'evocatore1 – Riassumi in due righe (al massimo) il contenuto del tuo romanzo.

A sei anni, Daniel evoca per errore il demone Baal che per anni lo segue per riottenere i poteri perduti durante l’evocazione incompleta. Quando scopre l’esistenza del Sentiero dell’Evocazione, cinque templi dove sono rinchiusi demoni Nobili dormienti, Daniel vedrà in esso il modo per capire di più la sua natura di Evocatore e liberarsi di Baal.

2 – Descrivi il personaggio di questo romanzo per te più importante.

Il personaggio più importante, sebbene non sia il protagonista vero e proprio, è sicuramente il demone femminile Baal. Sotto certi aspetti Baal è un essere capriccioso e infantile che sfrutta ogni occasione per giocare brutti tiri a Daniel mossa prevalentemente dalla frustrazione di non poter divorare o torturare nessuno. Molte volte, però, Baal lascia emergere la sua natura demoniaca, una natura violenta e sanguinaria, inoltre ha una grande influenza su Daniel. Anche se apparentemente i due sembrano essere sempre in contrasto, è lei che gli ha insegnato a usare il suo potere, così come è lei che gli ha spiegato ogni cosa sulla natura dei demoni e la loro gerarchia ed è sempre lei che, spesso, fa emergere il lato più violento e oscuro del ragazzo.

3 – Quale legame c’è tra questa storia e l’attualità italiana?

Il romanzo è ambientato principalmente nella Parigi dei giorni nostri quindi non ha legami diretti con l’attualità Italiana. Nell’intera saga però, a partire dal background storico, vengono affrontate tematiche e problemi che rispecchiano purtroppo anche la nostra realtà tra i quali i pregiudizi verso chi è diverso o il fanatismo religioso.

4 – Qual è l’atteggiamento migliore che il lettore può assumere prima di cominciarne la lettura?

Approcciandosi ad Amon un lettore può scegliere se leggere “semplicemente” la storia immergendosi in essa e lasciandosi guidare dai suoi personaggi oppure dedicarsi a una lettura a un livello più profondo, soffermandosi sulla simbologia di una magia e di una demonologia che traggono origine tanto dal paganesimo quanto dalle principali tradizioni esoteriche delle grandi religioni.

5 – In riferimento al romanzo nella sua complessità, in cosa ti riconosci e in cosa, invece, non ti riconosci?

Direi che mi riconosco pienamente in tutto il romanzo nel quale ho cercato di trasmettere il più possibile la mia visione del mondo e della vita. Quello in cui sento di rispecchiarmi di più, comunque è il dualismo presente in ogni personaggio. In Amon anche i personaggi “positivi” spesso agiscono in maniera aggressiva o violenta o commettono errori che spesso li portano a ferire chi sta loro intorno. In loro bene e male non sono mai così nettamente separati ed è una cosa che sento far parte in maniera profonda di me e, in fondo, della mia stessa natura umana.

Nuove riflessioni sulla letteratura fantastica

Vorrei segnalarvi due articoli, da me pubblicati nel blog “Il cielo nel libro” di HotMag, che ha ricevuto il suo lancio ufficiale ieri, divenendo subito uno dei portali multiblog più letti.

Un primo articolo, Fantasy italiano: una smentita importante, fa un breve punto della situazione sul mercato editoriale fantastico italiano a distanza di un anno da oscure prospettive che gravavano all’orizzonte.

Il secondo, Tra Ken Follett e M. Night Shyamalan, delinea una veloce fotografia dell’atteggiamento italiano e non, nei confronti dell’affabulazione.

Buona lettura.

Share on FacebookShare

QV su L’aurora delle streghe, di Francesco Falconi

L'aurora delle streghe1 – Riassumi in due righe (al massimo) il contenuto del tuo romanzo.

Abril Esteban, kalé che vive ai confini di Barcellona, inizia a lavorare nel teatro Serrano e si innamora del figlio del proprietario, Jago. Quando quest’ultimo morirà in un incidente, Abril lo riporterà in vita grazie alla magia, risvegliando tuttavia una creatura assetata di lacrime e di dolore…

2 – Descrivi il personaggio di questo romanzo per te più importante.

Abril è un personaggio complesso, che riflette la difficile integrazione dei gitani kalé nella comunità catalana. D’altro canto è una ragazza complessa, che si avvinghia al sentimento dell’amore come un’ossessione, fin quando questo la condurrà alla pazzia e al desiderio di vendetta. Non è stato facile calarsi nella sua psicologia, tanto più costruire un libro di genere fantastico in un’ambientazione reale.

3 – Quale legame c’è tra questa storia e l’attualità italiana?

In realtà l’Aurora delle Streghe è un romanzo ambientato in Spagna, con un piccolo riferimento alla Camargue francese. Però la questione dell’immigrazione, così come il razzismo verso i gitani, è un problema che è presente anche nel nostro paese.

4 – Qual è l’atteggiamento migliore che il lettore può assumere prima di cominciarne la lettura?

L’Aurora delle Streghe è un libro complesso, con uno stile particolare e continui balzi temporali tra il passato e il presente di Abril. Per viverlo dalla prima all’ultima pagina occorre calarsi nei panni della protagonista e vivere il suo stesso stato d’animo: dalla solitudine, all’amore, all’ossessione, all’odio e alla vendetta. Un percorso complesso, senza dubbio,

5 – In riferimento al romanzo nella sua complessità, in cosa ti riconosci e in cosa, invece, non ti riconosci?

Credo che i sentimenti siano universali, a prescindere dal sesso del protagonista, dall’ambientazione, dal genere più o meno fantastico. Le emozioni, deboli o estremizzate che siano, fanno parte della nostra vita del nostro modo di essere. Questo, in altre parole, è il senso dell’Aurora delle Streghe.

QV su Esbat, di Lara Manni

Esbat1 – Riassumi in due righe (al massimo) il contenuto del tuo romanzo.

Due donne: una cinquantenne e un’adolescente. Due modi di desiderare. Due mondi che vengono in contatto. Un demone. La morte.

2 – Descrivi il personaggio di questo romanzo per te più importante.

Sono due, in realtà. La Sensei, che ne è la protagonista, e il demone Hyoutsuki. Tutti e due, l’umana e la creatura semidivina, sono costretti a confrontarsi con lo stesso tema: il desiderio e il mutamento. Tutti e due intraprendono un cammino che li cambierà profondamente.

3 – Quale legame c’è tra questa storia e l’attualità italiana?

La banalizzazione del desiderare: l’adolescente Ivy e le sue amiche, e la sua stessa madre, vivono in un mondo – il nostro – che riduce il desiderio alla ghiottoneria di un istante, trasformandolo in format destinato ad essere consumato rapidamente. Il desiderio è trasformazione, e dunque caos. Il caos è la nostra paura più grande. Ed è la forza che muove i mondi.

4 – Qual è l’atteggiamento migliore che il lettore può assumere prima di cominciarne la lettura?

Non pensare che sia un romanzo sui manga. Non pensare che sia un paranormal romance. Non pensare che sia nato per infilarsi nella moda per adolescenti.

5 – In riferimento al romanzo nella sua complessità, in cosa ti riconosci e in cosa, invece, non ti riconosci?

Mi riconosco in tutte le sue parti. Anche se, come spesso avviene, a tre anni di distanza lo scriverei in un altro modo.

La novità delle copertine

MostriBene, è arrivato il momento di parlarne profusamente. Una delle novità che riguarderanno i successivi volumi di Storia di Geshwa Olers è che le copertine, come dicevo nel post precedente, saranno di Enrico Valenza. Oltre a trattarsi di mio fratello, abbiamo a che fare con un illustratore di bravura conclamata e capace di donare un aspetto da sogno a ogni volume che illustra.

Enrico (il cui gruppo su Facebook potete raggiungere cliccando qui, please iscrivetevi) è illustratore per diverse case editrici, tra le quali la Mondadori. Sue le copertine dei romanzi di Cornelia Funke, Charlie Fletcher, Trenton Lee Stewart, Steve Cole e molti altri (tra i quali anche G. L. D’Andrea) ed è il maggior esperto di Blender in Italia, programma CGI totalmente open source, col quale ha girato due cortometraggi, Elephant’s Dream e Big Buck Bunny (entrambi li potete trovare o sul sito della Blender Foundation o su YouTube).

Perciò sarà lui a regalare ai volumi di Geshwa Olers la magia dell’immagine, con confezioni che certamente si faranno notare. Non mi resta che aspettare, e spero che voi lo facciate con me.

Share on FacebookShare

Ieri, al Lupo Rosso di Padova

Fabrizio Valenza strozza Davide ZaramellaPresentazione molto bella, quella di ieri al Lupo Rosso, libreria fantasy ormai famosa, di Padova, gestita dai bravissimi (e molto cari) Paola Boni e Alec Busa. E’ stato un grande piacere rivederli e poter parlare di nuovo con loro. Oltre a essere persone molto gentili, sono anche molto sensibili e dimostrano una profondità rara da trovare.

La presentazione, che mi ha permesso di conoscere Ivano Manera e il suo ciclo della Lama di Lereon, mi ha offerto anche l’occasione di incontrare di nuovo vecchi amici, come Davide Zaramella (nella foto a sinistra, mentre lo strozzo, lui sa perchè… Ok, non c’entra niente con la presentazione di ieri al Lupo Rosso, ma nell’attesa di avere una foto ufficiale, questa ha il suo perché), Valentina Vecchiato e la sempre mitica M. P. Black (che quasi mi imbarazza per l’amore sfegatato verso Geshwa Olers), e di conoscerne altri già incontrati su facebook, come Anna Giraldo (in bocca al lupo per Altrisogni n. 2!), Enrico Matteazzi (buon lavoro, ciò che fai è importante) e altri che spero di incontrare nuovamente alle prossime presentazioni.

Accompagnato dai miei fratelli Fabio (incrociamo le dita e diamoci da fare affinché la sua musica possa trovare un’etichetta discografica, giusto?!?) e Michele, destinatario della dedica del mio prossimo romanzo horror, ho parlato di ciò che riguarda La faida dei Logontras e i nuovi lavori di prossima pubblicazione (da me già anticipati su questo blog e su FB). E sono venute fuori le mie simpatie nei confronti di Nargolìan Asergnac, l’imbranato amico di Geshwa Olers. A tal riguardo, una domanda di M. P. Black mi ha offerto l’opportunità di anticipare una scena iniziale del terzo volume della Storia di Geshwa Olers, rivelando di che misura sia l’imbranataggine del caro Nargo. Le risate hanno pervaso il Lupo Rosso.

Altre anticipazioni, che riprenderò prossimamente su questo blog: l’illustratore dei volumi successivi della Storia sarà mio fratello Enrico Valenza, professionista che lavora con Mondadori (sue le copertine di Wunderkind 2, la serie di Cornelia Funke, Stargazer, Evernight, la serie di Charlie Fletcher e tante altre), il che darà la possibilità alla serie di avere finalmente copertine di livello molto alto.

A questo punto non mi resta che augurarmi di vedere molti di voi alla prossima presentazione, che si terrà sempre al Lupo Rosso, questa volta in compagnia di Mauro Fantini e di M. P. Black, per risate in compagnia e quattro chiacchiere sui nostri fantasy. Perciò al 16 ottobre.

P.s. delle 9.42: vedo sul sito dell’editore DBooks, che Altrisogni n. 1 è già diventato l’ebook più scaricato. Perciò dateci sotto anche voi, e gioite per questa nuova rivista. Non ve ne pentirete!

Share on FacebookShare

Presentazione al Lupo Rosso di Padova

Libreria Lupo RossoFinalmente è tempo della prima presentazione ufficiale de La faida dei Logontras, presso la libreria Lupo Rosso di Padova, gestita da Paola Boni in una nuova cornice universitaria. Infatti il negozio ha cambiato sede, andando a spostarsi in via Tiepolo 28.

Inizierà alle ore 16.00, e mi troverò in compagnia di un altro autore, Ivano Manera. Ci sarà la possibilità di parlare del secondo capitolo della Storia di Geshwa Olers, dei successivi capitoli, delle mie altre novità editoriali, e di acquistare una o più copie firmate :-D. Perciò preparatevi a raggiungerci a Padova. Vi aspetto numerosi!

QV su Figli di Tenebra, di Marco Davide

Figli di Tenebra1 – Riassumi in due righe (al massimo) il contenuto del tuo romanzo.

FdT è il terzo volume della ‘Trilogia di Lothar Basler’, ovvero l’epilogo di una saga fantasy dalle atmosfere gotiche che proprio qui assume spesso i connotati dell’autentico horror.

2 – Descrivi il personaggio di questo romanzo per te più importante.

Tra i diversi personaggi del romanzo, due in particolare possono essere considerati come veri e propri protagonisti: Lothar e Mutio. Il primo è l’antieroe costretto dal Destino a intraprendere il cammino di vendetta che costituisce il tema principale dell’intera saga. Sue sono le memorie dolorose rievocate lungo la strada, fardello di un passato tragico, suo è il compito di bilanciare i piatti di un avvenire funestato dalla reincarnazione dell’abominevole Re Demonio. Mutio rappresenta invece il punto di vista dell’uomo comune su uno scenario che, da arduo, si tramuta passo dopo passo in un vero incubo. Egli non è dotato delle facoltà arcane del Figlio del Potere, né possiede alcun manufatto prodigioso. Eppure accompagna Lothar a dispetto delle difficoltà e delle debolezze, aiutandolo strenuamente a preservare l’ultima fiammella di luce fin nelle tenebre dell’abisso.

3 – Quale legame c’è tra questa storia e l’attualità italiana?

Più che l’attualità storica, la storia incarna, attraverso i suoi protagonisti, i temi universali del sentire umano. Nei miei romanzi, i personaggi rivestono sempre un ruolo fondamentale. A loro affido il compito di rendere realistica la narrazione – persino nei passaggi dove il tasso fantastico è più spiccato – e di veicolare le innumerevoli sfumature dello spirito umano. Amore e odio, coraggio e paura, lealtà e tradimento. La luce e l’ombra, e soprattutto l’ampia gamma di gradazioni che si può identificare nel mezzo. In questo considero le mie storie sempre attuali, a prescindere dall’ambientazione e dalle vicende che le caratterizzano.

4 – Qual è l’atteggiamento migliore che il lettore può assumere prima di cominciarne la lettura?

Lasciarsi trasportare e suggestionare, come si conviene a un buon fantasy. Esaltarsi e indignarsi, provare gioia e tristezza, commozione e ribrezzo. Predisporsi a salire sul palcoscenico che ho allestito al fianco degli attori che ho ‘scritturato’, insomma. Suscitare emozione è lo scopo primario di ciascun romanzo. E’ ciò che cerco da lettore e che, da scrittore, auspico sempre di ottenere.

5 – In riferimento al romanzo nella sua complessità, in cosa ti riconosci e in cosa, invece, non ti riconosci?

Ricollegandomi alla riposta precedente, l’umanità di Mutio è uno dei temi in cui ci si personifica più facilmente. Non solo la sua, certo, ma la sua in particolare per il ruolo che svolge nella storia. E’ un riscontro che ricevo di frequente da parte dei lettori. Ecco, nella fattispecie l’autore non fa eccezione: d’altro canto ripeto spesso di considerarmi il primo lettore dei miei romanzi. In generale, mi riconosco in una parte della varietà di emozioni, di vizi e virtù, raccontate nei capitoli. Per complemento, non mi riconosco in alcune estremizzazioni e distorsioni di quelle stesse emozioni. FdT racconta una storia epica nel senso più esteso del termine, ricca di picchi e di abissi, e di precipizi tra gli uni e gli altri. Molte situazioni finiscono col tendere i sentimenti allo spasimo, i personaggi sono spinti spesso ad agire in condizioni drammatiche di solito lontane dal vivere quotidiano. Lo stesso Lothar è un protagonista logoro ed esautorato, tragicamente aggrappato alla propria umanità malgrado gli eventi che ne hanno devastato l’animo e la psiche. Ma ogni romanzo – banale persino affermarlo – in ultima analisi parla del suo autore: sia attraverso i passaggi più esplicitamente ‘autobiografici’, sia per paradosso attraverso quelli che raccontano ciò da cui egli si sente intimamente distante.

Entr’acte per Commento d’autore

Dico: il mio primo romanzo horror ha trovato un editore! D’accordo, i particolari li darò in futuro, ma qui ci vuole un festeggiamento. No, non sarà lo champagne (non ho più soldi, prosciugati da 3), no, non sarà nemmeno un bel pezzo metal o cose del genere.

Sarà un’esplosione di gioia e gran gala, direttamente da Andrew Lloyd Webber. Entr’acte di Love Never Dies. E musica sia!

Share on FacebookShare